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L'isola di San Giorgio in Alga

L'isola è stata una prigione politica e una base segreta nazista. Oggi è un luogo abbandonato a se stesso nella laguna veneta

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L'ISOLA DI SAN GIORGIO IN ALGA - A metà strada tra il canale del Brenta e la città di Venezia, quest'isola è stata molte cose nel corso della sua storia.

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Un monastero, una prigione e persino una base segreta nazista: Dell'isola di San Giorgio in Alga se ne ha traccia già nell'anno 1000 quando qui venne costruito monastero benedettino.

Venne fondato su quest'isola nel 1397, l'ordine dei Canonici Regolari di San Giorgio in Alga dove formarono i futuri papi Eugenio IV e Gregorio XII.

L'isola, un tempo fiorente, iniziò il suo declino a partire dal 1717 quando un grande incendio distrusse gran parte del complesso.

 

 San Giorgio in Alga da luogo religioso divenne prigione politica a partire dal 1799: durante questo periodo il campanile veniva utilizzato per le segnalazioni militari. Nel 1807 alcuni edifici furono demoliti per fare posto a strutture militari.

 

Nel corso della prima guerra mondiale sull'isola vennero costruiti sette bunker in cemento armato di cui è ancora possibile vedere i resti mentre si narra che durante la seconda guerra mondiale, gli accampamenti di San Giorgio in Alga siano stati utilizzati come base di addestramento segreto per i militari nazisti che qui si esercitavano a usare mine subacquee.

Nella seconda metà del ‘900 San Giorgio è una delle prime isole restituite dalle gerarchie militari ma purtroppo venne presto abbandonata, venne frequentata negli anni 50 dai pescatori che qui venivano a depositare materiali.

Oggi gli edifici militari e quel che resta dei vecchi monasteri rimangono sono ancora visibili dalle sponde dell'isola che è abbandonata a se stessa, un luogo dove la natura selvaggia si è impossessata di ogni cosa ed è luogo di visita per urban explorer.

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