Idee di viaggio

Kenya fra mare e savana

Nel racconto di Paolo tante utili indicazioni di viaggio per una settimana tra natura selvaggia, mare cristallino, leoni e Masai

Kenya fra mare e savana AFRICA Shutterstock
/5

Finalmente si parte…. preso un pacchetto last minute per il Kenya, siamo quasi a fine stagione, infatti ad Aprile comincia la stagione delle piogge, ma siamo a fine Marzo e partiamo con la speranza di non essere colpiti dal brutto tempo. Partenza da Verona, volo diretto per Mombasa, con Air Italy, Compagnia a basso costo ma funzionale e in orario; 6,5 ore di volo un po’ in ristretto come spazi, ma pazienza.

Arriviamo a Mombasa all’alba, un caldo infernale, in più lunga coda per il disbrigo dei visti di ingresso che costano 20 euro, ma si pagano solo quelli perché con Air Italy si pagano altre tasse nemmeno per l’uscita dal paese. Fuori ci aspettano gli operatori del nostro touroperator (Alba Tour), alcuni ragazzi di colore si offrono per portare le valigie al pullman costo 2 euro (non dategli di più).

Si riparte per Watamu località a 15 km da Malindi (circa mezzora di taxi) ma con una spiaggia decisamente più bella di quella malindiana. Ci attendono 2,5 ore di pullman per arrivare da Mombasa a Watamu, anche se è l’alba, Mombasa brulica di gente è piena di locali e alberghi ma anche di baracche e fogne a cielo aperto, comunque è una delle città più importanti del Kenya e lo sviluppo edilizio e commerciale, anche se caotico, è evidente.

Arriviamo finalmente al nostro agognato resort  il “Sun Palm”, molto carino struttura centrale con alcune dependance vicine in stile arabeggiante bianco candido, con un bel giardino tropicale privato che arriva fino alla spiaggia di sabbia bianca, con una visione stupenda su atolli che si stagliano innanzi a noi, un piccolo paradiso.
Dopo un po’ di giusto riposo, ci aspetta la riunione informativa, dove ci spiegano tutte le cose da sapere e ci fanno terrorismo sul fenomeno dei beachboys (personaggi del luogo che ti aspettano in spiaggia per proporti di tutto dalle gite ai souvenir).

Per arginare questo fenomeno, la zona della spiaggia ha un servizio di vigilanza che li tiene a distanza ma questi continuano a chiamarti e se vuoi fare un bagno ti seguono come ombre. Bisogna tener conto che loro vivono con questo e in un paese dove il lavoro è poco e la miseria è tanta la loro insistenza anche se pesante è motivata. Il consiglio è di essere sempre educati e gentili, perché possono diventare maleducati se gli rispondete male, comunque saranno molto presenti nei primi due giorni del vostro arrivo, perché sanno che possono vendervi le gite più importanti e quindi i guadagni sono alti, poi la presa si allenta un po’.


C’è da dire che i resorts vi propongo le gite in mare o ai safari, a prezzi più alti e vi danno lo stesso servizio, perché anche i beachboys si appoggiano ad agenzie di turismo locali. Noi leggendo i forum dall’Italia, abbiamo contattato uno di loro che aveva recensioni di affidabilità e ci siamo trovati molto bene, anche perché non era giovanissimo come gli altri e quindi meno invadente, inoltre ci ha organizzato sia il safari di due giorni al parco dello Tsavo_Est sia il safari blu di un giorno, nella barriera corallina del parco marino, ad un prezzo ancora più valido di quello proposto dai beachboys sulla nostra spiaggia, con sistemazioni di lusso allinclusive (200 euro a testa in tutto).

Il nostro resort è catalogato 3 stelle ma direi che merita anche una mezza stella in più, si mangia molto bene, il bere è a dispenser (distributori) ma credo sia meglio così, per evitare troppe immondizie di lattine bottiglie ecc. Il personale è molto gentile e gli animatori molto discreti anche se non strutturati come i touroperator più grandi. Alla sera poi organizzano saltuariamente spettacoli folkloristici con i Masai e altre tribù locali, per poi concludere le serata accompagnandoci in qualche locale notturno della zona (di solito a Malindi) con un pagamento di 10 euro per il pulmino andata/ritorno. Come locali notturni vi consiglio il Fermento, Stardust, White Elefant (quest’ultimo per me il migliore all’aperto con piscina e vista mare). L’ingresso è economico dai 5 a i 10 euro e per bere bastono 3 euro.

Le spiagge sono molto belle, ma purtroppo nel periodo a ridosso della stagione delle piogge il vento soffia dal mare e porta tutte le alghe a riva rovinando la limpidezza dell’acqua, da metà marzo fino ad agosto purtroppo le alghe diventano un problema costante, soprattutto a Malindi dove lo sfociare di un fiume nelle vicinanze con le piene provoca ancor di più l’intorbidirsi del mare circostante. Nonostante questo, il mare di Watamu è splendido superate le alghe iniziali, soprattutto con la bassa marea (ogni quattro ore), puoi fare il bagno in piscine naturali bellissime e raggiungere a piedi gli atolli circostanti e le loro spiagge.

Non c’è problema se poi l’alta marea vi isola sull’atollo, trovate sempre qualcuno che con 5 euro vi porta a riva con una caratteristica barca a vela africana. Inoltre vicino alla nostro resort (a circa 10 minuti di Tuk-Tuk cioè l'Ape Piaggio a tre posti molto economico) vi potete distendere nelle acqua limpide della spiaggia di Garoda, dove miracolosamente le alghe non arrivano. A Garoda  non potrete comunque rimanere più di un paio d'ore in quanto non ci sono strutture (ombrelloni, bar ecc.) e da queste parti il sole picchia e picchia forte (anche se non sembra, per via della buona ventilazione, ma usate crema da protezione 15 in su). Quindi date appuntamento al vostro taxi o Tuk-Tuk che vi verrà a riprendere.

Ci sono molte escursione che potete fare, noi per questioni di budget e anche di tempo (a disposizione solo 7 giorni), abbiamo optato solo per il safari allo Tsavo e il safari blu. Il primo va fatto assolutamente perché chi viene in Kenya se vede solo il mare e non la savana con i suoi animali ha visto poco di questo paese. Hassan ci ha preparato un bella Jeep (e non uno stretto pulimino come fanno molti) e per due giorni abbiamo scorazzato in mezzo alla savana, godendo di una natura spettacolare, con animali che vedi solo nei documentari o in tristi zoo. Elefanti, gazzelle, antilopi, coccodrilli, giraffe, zebre, struzzi, ibis, ippopotami, leoni e chi più ne ha più ne metta, la savana a fine marzo è molto verde e ricca d’acqua  e gli animali tendono a disperdersi in molte zone, ma noi abbiamo avuto molta fortuna riuscendo a vedere quasi di tutto.

E’ mancato, alla nostra caccia fotografica, il ghepardo molto raro e il rinoceronte che da queste parti è un mito ormai, perché si è spostato nella zona dello Tsavo ovest. Alla sera abbiamo dormito in un confortevole lodge bellissimo (nome: Voi Wildlife) con centro benessere piscina e vista delle camere su un laghetto, dove di notte gli animali vengono ad abbeverarsi. Sembrava impossibile, visto i confort, di essere in mezzo alla savana. Potete fare il safari anche di un giorno solo, ma è massacrante e per una differenza di prezzo irrisoria, il tramonto e l’alba nella savana vanno assaporate assolutamente.

Durante il percorso molto tortuoso e lungo, incontrerete delle zone abitate (anche se le case sono di fango) con bambini che ai bordi delle strade vi chiedono di fermarvi per avere regali, soldi, indumenti o peggio caramelle, non fermatevi e non date loro nulla….. se sono in strada, non sono a scuola e se ottengono cose in questo modo, continueranno a non andare a scuola. Il Kenya è povero, ma ha fatto molto nell’ambito scolastico e se dovete dare un contributo datelo ai bambini che trovate nelle scuole, magari in quelle più povere (fatte ancora di fango e legno).

Noi con Hassan abbiamo portato qualche chilo di farina (molto importante per loro e le loro famiglie) e un po’ di giocattolini in una scuola, non date caramelle…..i dentisti costano, non fate foto mentre fate beneficienza, molti lo fanno, ma la miseria non è una attrazione turistica e fotografare bambini con le mani tese non aumenta la loro dignità.

La seconda gita, detta anche "safari blu", ci ha portato a visitare con una barca il parco marino di Malindi e di Watamu, si formano con la bassa marea vicino al reef dei banchi di sabbia bianchissima, per un paio d’ore, dove il comandante vi preparerà del buon pesce alla griglia, bibite comprese, nuoterete in acque cristalline, piene di pesci e stelle marine e gusterete un buon pranzo

Si rientra nel pomeriggio e Hassan ci ha portato anche in giro per il mercato vecchio di Malindi, dove è impossibile rifiutare di entrare in circa il 70% dei negozietti a causa dell’insistenza degli esercenti, che con la frase “guardare non costa niente” vi agganciano. Comunque ci sono molte cose carine tipiche che potrete acquistare a poco prezzo, ricordatevi che qui sono abituati al commercio stile arabo e quindi si contratta su tutto e intendo tutto, taxi compresi. Per quanto riguarda i souvenir vi proporranno dei prezzi iniziali, cercate sempre di accordarvi per la metà ci guadagnano loro e anche voi.

I Masai (che ho citato prima) meritano due righe…… sono una tribù di pastori guerrieri delle savane, li riconoscete da come si vestono e dalla tipica corporatura esile , alcuni di loro li troverete nelle serate dei resorts per spettacoli, ma anche nelle spiaggia per vendervi souvenir, lasciano infatti i loro villaggi per racimolare qualche soldo nelle zone turistiche, sono ormai diventati una attrazione di questo paese.

Argomento meno piacevole sono i disturbi gastrointestinali, che in questi paesi possono rovinarti la vacanza. Evitate bevande ghiacciate o con ghiaccio, evitate verdura non cotta, ma soprattutto evitate l’aria condizionata, per la frutta invece ne abbiamo mangiata e ne vale la pena….. problemi zero. Parliamo infine della malaria, il Kenya è una zona a rischio per la presenza della zanzara che la trasmette, ma ormai nelle zone turistiche come a Malindi il problema è stato quasi del tutto debellato e i contagi sono ormai ridotti quasi a zero, ma dato che la sfiga esiste, vi consiglio di usare al tramonto e all’alba (momenti in cui le zanzare sono più presenti) repellenti sul corpo e nella stanza.

Noi abbiamo deciso di non fare la profilassi antimalarica perché molto pesante come effetti collaterali, inoltre notizia poco pubblicizzata per questioni commerciali, Medici senza Frontiere, in collaborazione con una famosa casa farmaceutica svizzera, hanno messo a punto un farmaco il “Coartem” che cura, in casi di contagio, in quattro giorni il 90% delle affezioni da malaria (esistono più generi di malaria e la profilassi classica ha una copertura del 70%). Ma guarda caso non è commercializzato se non in Kenya o Africa e il costo è di soli 6 euro. Noi ne abbiamo acquistata una scatola in una farmacia locale e l’abbiamo portata in Italia (ci sono tempi di incubazione del virus). Se avete dubbi andate in ospedale, verificate che si tratti veramente di malaria e poi assumete il “Coartem” che ha anche meno effetti collaterali.

Avrei ancora altre cose da raccontare ma mi fermo….e pensate che sono rimasto solo sette giorni…..vacanza stupenda ve la consiglio.

Scopri