Idee di viaggio

Sainte-Marie, l'isola dei pirati in Madagascar

Nosy Boraha, conosciuta anche come isola Sainte-Marie, è il posto giusto per conoscere la vera storia dei pirati

Sainte-Marie MARE Shutterstock
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Quando pensiamo ai pirati ci vengono in mente Jack Sparrow con gli occhi truccati, Capitan uncino, temibile ma anche un po' ridicolo e Long John Silver, l'indimenticabile pirata con una gamba sola dell'Isola del Tesoro di Stevenson.

La figura del pirata, mitizzata nella letteratura, nel cinema e nella televisione, è entrata da secoli nel mondo della fantasia e, a volte, sembra che i pirati in carne ed ossa non siano mai esistiti davvero.

In Madagascar, però, c'è un posto che ne conferma l'esistenza e racconta come vivevano e come morivano i pirati del XVII secolo. I resti di un villaggio costruito insieme alla popolazione locale si trovano poco lontani da un cimitero dei pirati, l'unico conosciuto al mondo.

Pirati in Madagascar

Il Madagascar è un'isola di palme da cocco, cale solitarie e una flora e fauna uniche, che si sono evolute nell'isolamento totale, nei 135 milioni di anni dalla separazione dall'Africa. Visitare il Madagascar è un'esperienza da almeno una volta nella vita che attira ogni anno visitatori da tutto il mondo. 

Qualche secolo fa le coste di questa meravigliosa isola hanno attratto però un genere diverso di visitatori. I pirati e i corsari infestavano soprattutto il Mar dei Caraibi e le coste dell'Africa ma nel periodo d'oro della pirateria, dal 1690 al 1720, anche il nord est del Madagascar divenne tappa fissa dei pirati che qui intercettavano le navi di ritorno dalle India Occidentali.

Isola di Sainte-Marie

L'isola di Santa Maria si raggiunge facilmente dalla terra ferma. Misura 40 km di lunghezza e appena 10 km di larghezza ed è una delle isolette più idilliache ed affascinanti del Pacifico. 

Anche i pirati la pensavano così e c'è stato un periodo in cui era diventata un vero e proprio rifugio. Immaginate enormi velieri all'ancora davanti all'isola e centinaia di pirati a fare baldoria, scaricare barili di rum, dividere bottini e pietre preziose e cucinare barbecue (o barbacoa come si chiamava all'epoca).

I pirati avevano scelto Nosy Boraha come covo ufficiale perché c'erano acqua sorgiva a sufficienza e risorse in abbondanza. In breve era diventata il posto dove reclutare nuovi marinai, calafatare le navi e ripararle, in pratica un vero e proprio quartier generale dei pirati. 

Cimitero dei pirati

Su una collina, all'ombra delle palme e affacciato sull'oceano, c'è l'unico cimitero dei pirati conosciuto al mondo. Una trentina di lapidi di pietra sono ancora intatte, molte delle quali ornate con il jolly roger, il teschio con le tibie incrociate simbolo ufficiale dei pirati.  

Poco distante dall'isola di Santa Maria c'è Ranter Bay, la baia dove visse i suoi ultimi anni James Plantain, pirata feroce che decise di stabilirsi in Madagascar e creare un villaggio insieme alla popolazione locale vivendo come una spiecie di re fino alla fine dei suoi giorni. 

Larsson nel suo romanzo "La vera storia del pirata Long John Silver " ambienta a Ranter Bay gli ultimi giorni di Silver, il pirata dell'Isola del Tesoro, circondato dagli schiavi che aveva affrancato e che gli furono fedeli fino alla fine. 

Oggi l'isola di Sainte-Marie è famosa per l'avvistamento delle megattere che in certi periodi dell'anno attraversano lo stretto di Sainte-Marie.

Come arrivare

Da Antananarivo partono i voli interni per Sainte-Marie. In alternativa l'isola si può raggiungere in barca. Chi parte da Antananarivo passa via Tana, Tamatav, Ivongo e da qui in barca. In alternativa da Mahambo parte il battello El condor che è il migliore e si raggiunge con una navetta da Tamatave che parte alle sei del mattino. Se il mare è buono si raggiunge Sainte-Marie in circa 1 ora di navigazione. Tutto il viaggio da Antananarivo richiede circa 2 giorni.

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