Idee di viaggio

Malta low cost in cinque giorni

Dalla Sicilia voliamo insieme a corvy sull'isola di Malta per una vera vacanza low cost. Tra mare cristallino, preziosi dipinti e cupole maestose, ci farà scoprire questo gioiello nel mezzo del Mediterraneo

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Se avrete la fortuna di poter andare in questo incantevole posto non lasciatevela sfuggire perchè è un isola che vale proprio un bel viaggetto. La temperatura è ottima anche nel periodo invernale, grazie alla sua posizione geografica (si trova nello stesso meridiano di Tunisi ma più a Sud). La nostra avventura è iniziata con l’offerta Ryanair primo volo per Malta da Trapani il 5 febbraio 2009 e noi subito disponibili a riempire l’aereo con 0,01 euro a persona per volo.

Alla mia famiglia (appena due adulti e 4 bambini da 11 anni a 18 mesi), si sono unite una coppia e una famiglia di amici (2 adulti e 2 bambini di 9 e 7 anni). Come riporterà il quotidiano “La Sicilia” :” nel volo inaugurale anche 6 bambini”: Evviva siamo sul giornale e non è quello della scuola! L’entusiasmo per preparare il viaggio è alle stelle, i bambini sono felicissimi e raccontano a tutti che partiremo per Malta ed ecco arrivare i commenti: “Avete fiducia che riuscirà a restare in volo un aereo che vi fa pagare così poco? “Noi non rispondiamo: si sa quello che diceva la volpe dell’uva che non riusciva a prendere: “Tanto è acerba” ma noi il volo l’abbiamo preso. La mattina siamo partiti separatamente secondo le disponibilità dei rispettivi parenti: da noi si usa così: disturbare i parenti più prossimi per farci accompagnare e riprendere all’aeroporto.



Abbiamo organizzato la nostra mini vacanza (da giovedì 5 a lunedì 9) in questo modo: ricerche su internet per scoprire cosa c’era da vedere, estenuanti ricerche di mappe per tom tom di Malta (non siamo riuscite a trovarle tranne… quando siamo ritornati da Malta: ci sono su Garmin e su “I Go”: un classico, vero?), suggerimenti tratti da Zingarate, prenotazioni alberghiere e noleggio auto all’insegna del low cost. Il Momento alla Fantozzi inizia all’aeroporto: la prima coppia ci dice che non si passa con più di un bagaglio a mano e che bisogna superare la prova gabbiotto: ed ecco che mio marito fa sentire il suo allegro vocione: “te lo dicevo di non esagerare con l’imbottitura delle valigie”.

Purtroppo avevo comprato le valigette per l’occasione: molto belline ma con una base ampia che si riesce a restringere non riempiendole troppe così inizia l’avventura fantozziana: la prima valigia non entra (manco a calci e pugni!!), e neanche la seconda, la terza con gran fatica (è un modello classico cinese con troppe cerniere all’esterno ma compatta così con tanta buona volontà entra ma a difficoltà esce!). Mi sposto con tutta l’allegra brigata e inizio a trafficare con le valigie: qualcosa la sposto qua e la metto là e ritorno a fare la prova gabbiotto che per ben tre volte mi dice: “riprova sarai più fortunata”.

Mio marito si arrende ma io con calma (siamo arrivati molto presto all’aeroporto quasi 2 ore in anticipo con il web check in) e invito i bambini ad una nuova abbondante colazione per smaltire il pranzo a base di panini, che si trova in uno zaino. La buona volontà c’è ma la capienza dei loro pancini non è sufficiente: utilizzo la bellissima sacca (nuova) in cotone ( che sarebbe servita per riporre i vestiti sporchi) come bagaglio a mano: è stata questa l’idea che ci ha salvati dai terribili Bags Guardians della Ryanair: siamo 5 persone (il bebè non ha diritto al bagaglio,ahimè!) e quindi 5 bagagli a mano: devo dire che dopo i vari tentativi di prova gabbiotto (fortunatamente senza tanti testimoni: tranne i nostri amici che continuano a ridere a crepapelle e a mio marito che sembrava non essere più un uomo di razza bianca tanto si era innervosito) attraversiamo il primo blocco.

Il secondo controllo, quello sui liquidi mi ha trovato già sfiancata: non ho opposto alcuna resistenza: ho fatto bere ai bambini i succhi di frutta ed ho consegnato le bottigliette tranne quella per il piccolino. Il volo procede bene: puntualissimi in una bella giornata di sole atterriamo all’aeroporto vicino La Valletta, ritiriamo 2 auto (una Fiat Doblò e una Panda) e via per il tempio di Hagar Qim. Dopo 15 minuti la Panda ha bisogno di benzina. Già le auto ce le hanno consegnate con poca benzina anche se abbiamo pagato 20 euro perché c’era già inserita. La ricerca dell’autostazione si rivela difficoltosa così mettiamo benzina anche nel Doblò: scelta sbagliata perché lo restituiremo con la benzina (l’accordo era restituire l’auto senza benzina!!).

Arriviamo al tempio e iniziamo la discesa sotto il sole per aggiungere il piccolo Tempio di Mnajdra: quanto è piacevole assaporare questo profumo d’aria campestre, vedere questo mare azzurro incontaminato, sentire il canto degli uccellini (in mezzo ai rumori di rincorsa dei ragazzi!): ok, ci fermiamo un attimo qui per sgranocchiare i nostri mezzi panini. Osserviamo da fuori senza pagare perché ci sono lavori in corso, ritorniamo e chi si reca al bar (l’acqua costa quanto un superalcolico!!) io e pochi altri paghiamo l’ingresso al tempio: notevoli le aperture nelle rocce fatte senza strumenti, alcuni disegni a spirale: belle le foto ricordo. Risaliamo in macchina: destinazione la grotta blu. Pochi minuti e siamo già arrivati: adesso ci è chiara la distanza fra le varie attrazioni: vuol dire che riusciremo a visitare tutto ciò che ci proponiamo (della serie le ultime parole famose!).

La grotta blu è veramente incantevole: l’ammiriamo dall’alto e scattiamo foto a propulsione, osserviamo una barca che vi entra dentro e ci proponiamo di ritornarci un altro giorno. Andiamo verso Saint Julians dove abbiamo prenotato un albergo con angolo cucina alla modica cifra di 11 euro a notte per 4 persone: Dragonara Apartments. Le critiche su internet erano molte così eravamo tutti preparati al peggio invece: c’erano i letti, l’angolo cottura e tutto era ben pulito. Gli uomini si occupano di allestire la nostra sala cena (spostano un tavolo e le sedie da un’altra stanza) e noi donne prepariamo una succulenta… spaghettata. Dopo cena tutti fuori a visitare Saint Julian. Ci troviamo nel centro della movida: i locali sono pieni di gente e tutti hanno i tavolini all’aperto quasi come se fosse estate, effettivamente la temperatura è mite.

Venerdì mattina: colazione abbondante con latte e pan di Spagna locale (ottimo), panini pronti per il pranzo e in macchina alle 9.30 verso la grotta di San Paolo. Trovare la strada che collega Saint Julians a Rabat è un po’ un’impresa ma poiché le distanze sono brevi perdersi non è una tragedia (in termini di tempo, in termini di pazienza un po’ meno: potrebbero migliorare la segnaletica!).

Iniziamo la visita da Rabat: parcheggiamo davanti la chiesa Santa Caterina: visitiamo il chiostro ampio e suggestivo, (vi è pure la sede della Radio Maria Maltese), la chiesa con una statua particolare: si racconta che abbia lacrimato sangue, un maltese insiste per raccontarci la storia di questa madonna in maltese: apprezziamo con sorrisi ma non comprendiamo nulla).

All’uscita decidiamo di fare due passi e di andare alla grotta a piedi: una breve ma bella passeggiata. Le case hanno quasi tutte davanti al portone d’ingresso una bella ceramica con il viso della Madonna nonché il nome scritto su ceramica in bella vista ( sarebbero i nostri nomi scritti sui campanelli: che idea decorativa!). Passiamo davanti ad una scuola dove vediamo ancora 2 ingressi distinti: uno con scritto “boy” e un altro “girl” (scopriremo dopo che le scuole hanno ancora classi non miste: solo maschi, solo femmine e gli ingressi li utilizzano proprio come tanti anni fa: da un lato le femminucce dall’altro i maschietti).

Scendiamo a vedere la grotta di san Paolo: un signore spiega in multilingue. La chiesa costruita sopra la grotta è bellissima: nelle pareti tutto damasco rosso perché siamo vicini alla Festa Nazionale di Malta: il 10 febbraio si festeggia il ”Naufragio di San Paolo” e tutte le chiese dedicate a San Paolo vengono rivestite a festa: non solo fiori ma tutte le pareti sono rivestite di damasco rosso. All’uscita della chiesa è ben visibile la Dulceria Santa Lucia e qui assaggiamo i famosi Pastizzi: a noi siciliani non sono sembrati granchè, la nostra tavola calda è decisamente superiore, ci consoliamo con le invitanti fette di torta che sono veramente deliziose.

Adesso ritorniamo a prendere l’auto e ci spostiamo (di poco però) e andiamo a vedere la vecchia Mdina: bella, molto bella con i suoi vicoli caratteristici, con il suo mistico silenzio e con il suo belvedere. Alla fine della passeggiata andiamo a Mosta passando dal villaggio turistico dell’artigianato ma non abbiamo tempo per fermarci. La Mosta Doma è proprio bella, tutta la cattedrale ha il tetto formato da una sola grande cupola, la terza più grande d'Europa.

Nella sagrestia vi è inoltre una riproduzione di una bomba caduta durante una funzione religiosa nella seconda guerra mondiale e rimasta inesplosa. Interessante inoltre osservare come in chiesa le raffigurazioni della Via Crucis siano tutte con didascalie in italiano. Uscendo facciamo cena con ottima ed economicissima pizza al taglio seduti sulle panchine appena fuori dalla cattedrale.La pizza si compra nel piccolo locale posto a fianco della Cattedrale, vicino alla fermata degli autobus. Concludiamo la serata con una lunga passeggiata a Saint Julians lungo il suggestivo porto.

Sabato: Mattinata a La Valletta. Immancabile la visita con audioguida (inclusa nel biglietto d’ingresso) alla bellissima Co-cattedrale di San Giovanni: Il pavimento è composto da pietre tombali tutte riccamente elaborate con marmi policromi di una bellezza indescrivibile. Nell’Oratorio le famose tele del Caravaggio: la “Decapitazione di San Giovanni Battista”, e l’unico quadro firmato dal Caravaggio il “San Girolamo”. Quasi un’ora e trenta di visita e bisogna correre verso i Barrakka Gardens, perché a mezzodì c’è una particolare cerimonia in cui spara realmente, ma a salve, un cannone: arriviamo un po’ in ritardo per assistere a tutta la cerimonia ma siamo presenti per il momento clou: intenso l’odore di polvere da sparo e simpatica tutta la coreografia.

Un breve attimo per uno snack e poi si va a Paola all’Ipogeo di Hal Saflieni: un monumento unico, iscritto nell'elenco del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. All’esterno vedi solo un insignificante casa con ingresso ma all’interno c’è la scoperta. Siamo riusciti a prenotare una settimana prima via internet e abbiamo scelto 2 entrate consecutive ( l’ingresso è ogni ora a gruppi di 10) perché i bambini di età inferiore a 5 anni non possono entrare. La visita non dura tanto ma è organizzata in maniera molto particolare.

Per ringraziare i bambini che per la verità ne sono susciti entusiasti li abbiamo poi portati al parco della Playmobil: niente di eccezionale. Vi è l’ingresso gratuito per gli accompagnatori escluso i week-end ma visto che mancava una sola ora alla chiusura, siamo riusciti a farli entrare pagando solo per i bambini che si sono divertiti a costruire enormi castelli e intricate piste. Noi genitori godevamo di stare seduti ad annoiarci chiacchierando. Ci si dirige verso Marsaxlokk e poi di ritorno all’albergo.

La sera andiamo per la celebrazione eucaristica in un paese lì vicino. Malta è il terzo Stato con la più alta presenza di comunità neocatecumenale: ci riservano una bellissima accoglienza e accanto a a noi si mettono due interpreti per farci gustare appieno la celebrazione. Al ritorno è stato difficile trovare parcheggio. C’è molto movimento. La notte trascorre quasi insonne: qui le discoteche si sentono anche in camera da letto!!! Fortunatamente (o per la troppa stanchezza) i bambini dormono beati nel frastuono!

Domenica: Si parte per vedere la costa di Malta. Ci si ferma alla Saint Paul’s bay, si ammira la chiesa con le lapidi scritte in tutte le lingue per commemorare il naufragio di San Paolo, si assaggia dell’ottimo gelato nel piccolo bar proprio sotto i gradini della chiesa, fotografiamo le belle barche tipiche di Malta e andiamo al Popeye Village. Paghiamo ahimè l’ingresso e assistiamo al primo spettacolo in cui siamo tutti noi spettatori ed attori insieme: anche qui trattamento di favore: l’intrattenitore si esprime in ottimo italiano e i bambini ( e non solo) partecipano con coinvolgimento.

Trascorriamo così circa tre ore a visitare il villaggio: ci permettiamo di mangiare il nostro pranzo a sacco indisturbati nel bel mezzo del villaggio (c’erano non più di altre 10 persone in tutto il parco) poi utilizziamo l’area giochi ( tiro al piattello ecc) e con i biglietti omaggio per l’area giochi posta fuori dal parco trascorriamo un’altra mezz’oretta. I bambini gradiscono l’autoscontro, il giro sui gommoni ad acqua, saltare sul tappeto. Ultimo giro verso la grotta con il dipinto di San Luca e poi esausti in albergo.

Lunedì: giorno di partenza ritorniamo nella bella Valletta. Visitiamo la bella Chiesa intitolata al Naufragio di San Paolo che è veramente uno splendore: tutta rivestita di broccato rosso e gli altari rivestiti di argento, tutto scintillante, maestoso, imponente in breve, da guardare sbigottiti. In bella mostra una mano d’argento con dentro conservate le reliquie della mano di San Paolo e sempre nella chiesa un pezzo di colonna in cui fu decapitato Paolo (fu decapitato a Roma ma un papa regalò ai maltesi parte della colonna)

La strada è tutta agghindata a festa, fuori delle grandi statue che verranno portate in processione il giorno seguente alla nostra partenza. Tutta La Valletta è uno scintillio di broccati, luci e addobbi, un vero spettacolo. Se doveste scegliere di andare a Malta a febbraio, consiglio vivamente di essere lì il 10 perché se quello che ho visto sono solo i preparativi la festa sarà veramente qualcosa di stupefacente!!!

Con queste immagini e un paio di poster ottenuti su prenotazione dall’Ufficio Turistico (in cui abbiamo ritirato il primo giorno vari coupons sconto per esempio per Playmobil e per Popeye Village ma ce ne erano anche per musei, ecc...), ci rechiamo all’aeroporto felici di aver vissuto una bellissima vacanza al sole e di aver visto una cultura diversa e senza aver speso un patrimonio: il massimo del comfort per una vacanza low-cost.

Un ultimo consiglio se andate in giro con la macchina, vi sconsiglio di parcheggiare la macchina con una ruota sul marciapiede o poco prima di un incrocio, altrimenti vi fanno la multa anche alle 23 o a mezzanotte. Per pagare le multe non vi danno indicazioni: io ho dovuto pagare all’agenzia di noleggio anche se poi (sempre troppo tardi!) ho scoperto che era possibile pagarla direttamente on line andando nel sito della polizia ( così ho scoperto che il primo corpo di polizia europeo fu quello di Malta!) e inserendo il numero della contravvenzione. Che dire: ritornerò con piacere a Malta perché ha tanto da offrire e ad ottimo prezzo (almeno a febbraio!!)