Idee di viaggio

Radici: mete culturali zingare per l'estate

Il viaggiatore zingaro rimane tale sia che (dis)organizzi un viaggio in Thailandia o scelga di folleggiare a Milano Marittima . Difficile decidere quali possono essere le destinazioni zingare.
Al piu' e' possibile ripercorrere i riferimenti culturali (??) zingari e trasformarli in improbabili indicazioni di viaggio.

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Cinefilia


In questo cammino e' obbligatorio partire dalle origini della parola "zingarata", presa di peso dal film " Amici Miei ".
Se volete seguire le orme dell'indimenticabile Tognazzi e dei suoi sconclusionati compari scorazzate per la Toscana, mettendo a ferro e fuoco borghi e cittadine, tra supercazzola prematurata (o denaturata?) e schiaffi ai viaggiatori affacciati ai finestrini del treno.

Agosto non e' - notoriamente - il mese migliore per viaggiare in Italia; se siete tra quelli costretti a viaggiare in quel periodo e' meglio forse optare per la pellicola che ha concretamente segnato gli zingari, mettendoli sulla strada (e lasciandoceli...): Marrakech Express .
Fotogramma per fotogramma, il film riassume in pieno l'ideologia zingara. Marocco, quindi, possibilmente raggiunto in auto o comunque su ruote. Se proprio non potete fare a meno di volare, affittate un'auto a Marrakech o Casablanca e andate verso sud. Scoprirete Agadir e, ancora piu' giu, Tan-Tan Plage , gia' méta di manipoli di zingari in trasferta.

Gia' che si parla di Salvatores, perche' non utilizzare Mediterraneo come spunto per un viaggio tra Grecia e Turchia?
Certo, quest'anno e' consigliabile evitare la ressa olimpica, magari scegliendo una Kastellorizo a caso tra le mille isole sospese tra i due paesi nel blu del Mediterraneo.
Se l'isola vi sta stretta (o se non incontrate nessuna Vassilissa..) c'e' sempre l'interno della Turchia.
La Cappadocia, certo, ma perchè non spingersi sino al Monte Ararat?

Ancora Salvatores.
Puerto Escondido, per un'esperienza messicana che si allontana dai paradisi prefabbricati di Cancun. Meglio attettarre a DF, che sarebbe poi Mexico City , andare in treno fino a Oaxaca e poi scendere verso il Pacifico usando i pullmann locali.
Lungo la strada, in omaggio al film, potrete cercare (o essere cercati) dal Peyote, oppure accontentarvi del più prosaico Mezcal.
Avete tempo?


Tornate verso nord.
Vi aspetta la Baja California ed il sapore borderline di Tijuana , meta-non-meta di Kevin Kostner in "Fandango", il film che forse descrive meglio l'epica del viaggio zingaro.
Non a caso la prima zingarata e' nata con l'idea di andare a "seppellire il dom" nelle gole del Verdun (leggi qui). Poi siamo finiti a Barcellona, ma questa e' un'altra storia...
   
Se da Tijuana decidete di passare il confine, portatevi dietro la carica dirompente del Belushi-Blutarski di "Animal House", urlando Toga Toga Toga! alla prima festa che incontrerete sul suolo USA .
Certo, ultimamente sono un po' guerrafondai, ma il paese è enorme e le possibilità di divertirsi non mancano.
   
Se, tra le tante, scegliete Chicago potrete apprezzare il clangore della sopraelevata e rintracciarvi le vibrazioni e la musica dei Blues Brothers .
Ancora Belushi, e non e' un caso.

Se preferite cercare ispirazione tra i film attualmente nelle sale, è perfetto "I diari della motocicletta".
Il motto?
"Il piano: esplorare l'america latina in sella a una motocicletta. Il metodo: l'improvvisazione."
Più zingaro di cosi'....


Topi di biblioteca
   

Per altre mete occorre lasciare da parte il cinema e tuffarsi tra i libri.
Se siete fortunati avrete letto "Flash - Il grande viaggio" . Appoggiare il libro sul comodino e comprare un biglietto (di sola andata?) per Katmandu e' un attimo...

Lungo la strada troverete moltissime altre mete, alcune delle quali mirabilmente immortalate da Chatwin nel suo "Che ci faccio qui".
   
Troppo culturale? Ok, allora perche' non scegliere la Patagonia ? Fa un freddo maiale, pero' se pedalate come Jovanotti ne "Il Grande Boh" riuscirete a scaldarvi e forse a raggiungere la Terra del Fuoco .

Se vi sentite meno salutisti, interpretate il viaggio alla maniera del vecchio Bukowski. Uno che si muoveva poco, ma sapeva vivere (e bere). Basta leggere "Post Office"...

Qualche dubbio sulla partenza? La pensioncina a Viserbella vi sembra piu' riposante? Rileggetevi La linea d'ombra di Conrad e mollate gli ormeggi.

Se però soffrite di mal di mare e preferite il furgone zingaro, dirigetevi verso la Spagna: l'itinerario ve lo fornisce, all'occorrenza, David Trueba con il suo "Quattro amici". Praticamente una autobiografia zingara. Leggere per credere.

Se volete una dimostrazione di come si possa arrivare sino a Bangok, girando tutta l'Asia, senza prendere nessun velivolo, leggete "Un indovino mi disse" di Terzani. E cominciate a fare i bagagli.

Oppure buttatela sul gastromico e seguite Bourdain nel suo "Il viaggio di un cuoco". La gola come scusa per spaziare dal Vietnam al Messico, dalla Francia ai Paesi Baschi .


Zingari in Marocco

Tutta colpa di Salvatores!

1990: di zingarate ancora non si parlava, ma tre futuri zingari (Raul, Ale e GD) rimanevano folgorati da Marrakech Express e decidevano di partire per il Marocco.
Mezzo di trasporto: l'improbabile R4 "Frog' di GD, in versione ultra-light (zaini e portiere insieme non ci stavano, per cui abbiamo fatto a meno delle prime...).

Itinerario (alla mirabile velocità max di 100 km/h...): Milano, Barcellona, Costa Brava, Alicante, Murcia, Algeciras, Tangeri, Fez, Meknes, Marrakech.
Ritorno in traghetto da Tangeri a Marsiglia.

L'anno dopo si aggiunge anche Zeta.
Decidiamo di raggiungere il deserto, volando fino a Agadir. Da li affittiamo un'auto (di nuovo una R4) e poi a sud fino a Tan-Tan Plage e oltre. Poi all'interno, fino a Zagora, Ouarzazate e Mahamid, passando per le Cascades d'Ouzud.
Ultima settimana di meritato riposo e baldoria ad Agadir.

E la voglia di tornare in Marocco rimane...

Per tenerla viva ecco qualche foto