Idee di viaggio

Nuova Zelanda on the road

Un viaggio on the road alla scoperta della natura selvaggia, i luoghi incontaminati e i cieli immensi della Nuova Zelanda.

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Autore: Veronica
Periodo: ottobre (primavera)

•    Volo: viaggio andata e ritorno con Emirates 1450 euro
•    Spese generali: circa 700 euro un mese di noleggio minivan, benzina, campeggi, cibo, accesso ad alcune attrazioni e traghetto per Picton


La Nuova Zelanda è una lunga lingua di terra vulcanica bagnata da onde selvagge a ovest e ricoperta da sabbia dorata con onde più dolci a est. Ospita circa 4 milioni di persone ed è ricca di una natura rigogliosa, selvaggia e spirituale. Quella natura che puoi attraversare di corsa solo nei migliori sogni, che ti lascia il silenzio per ascoltarla e per ascoltarti e che si staglia davanti ai tuoi occhi dopo ogni curva, cogliendoti di sorpresa tutte le volte e facendoti sentire irrimediabilmente piccolo e infinitamente fortunato.

Noi l’abbiamo scoperta a bordo di un minivan, che è la soluzione migliore per avere la possibilità di spingersi oltre le città, oltre i collegamenti su rotaia che sono pochissimi e quelli aerei per le “lunghe” distanze. Grazie a una rete organizzatissima di campeggi sparsi sul territorio dai prezzi davvero competitivi, l’unica nostra preoccupazione durante il viaggio è stata abituarci alla guida a sinistra ed esplorare quella terra che purtroppo (o per fortuna) è ancora poco conosciuta e battuta ed emerge dall’oceano in tutta la sua originaria  bellezza.



Io e Marco siamo partiti il 4 Ottobre 2012. Io vivevo già nella città di Auckland da 6 mesi e lui mi ha raggiunto desideroso di una vacanza all’insegna dell’avventura. Siamo saliti sul nostro minivan a noleggio in una stupenda mattina di sole e lo abbiamo adorato fin da subito: leggero da guidare, equipaggiato di fornelli, stoviglie, lettino richiudibile e stradario. Il nostro mini van ci ha accompagnato per 4101 km senza mai tradirci!

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Abbiamo guidato per un mese, cercando di rispettare una tabella di marcia che ci avrebbe condotti da Auckland a Christchurch passando per tutti i luoghi che desideravamo esplorare e concedendoci spesso di tradire i programmi per lasciarci stupire da incontri inaspettati o intrattenere da panorami mozzafiato. Un mese tra l’isola del nord e l’isola del sud, mentre la strada si srotolava senza sosta sotto le nostre quattro ruote e ci ha condotto a spiagge da favola, ristoranti deliziosi, foreste labirintiche. C’è stato tanto da vedere e c’è tanto da raccontare, farò una selezione, intanto… partiamo!

La nostra avventura on the road è iniziata dalla spiaggia di Piha, nella regione di Auckland. La sabbia nera vulcanica e le onde forzute rendono Piha un luogo estremamente selvaggio, affollato da surfisti nei mesi estivi e spazio senza confini durante le prime luci dell’alba in una giornata di primavera. La spiaggia si trova nella foresta di Waitakere Ranges che vi consiglio per semplici trekking e per fare la prima conoscenza dei Kauri trees, gli alberi millenari della Nuova Zelanda, dal tronco di diversi metri di diametro,  il legno pregiato e custodi di un valore altamente spirituale per la cultura maori.
 
Dopo un primo assaggio di quello che stavamo per vivere a bordo del nostro van ci siamo spinti a est, direzione Coromandel Peninsula. Qui le spiagge sono bianche, i tramonti bruciano di rosso il cielo e i mari sono ricchissimi di ostriche e green mussels che si possono gustare ai tavolini del grazioso baracchino sulla strada di ingresso a Coromandel Town, che porta l’insegna di “Coromandel Oyster Company”.

A ora di pranzo cuciniamo un cous cous vista mare disturbati solo dal vento che soffia incessante in Nuova Zelanda, visitiamo l’incantevole Cathedral Cove e ci concediamo il nostro unico bagno, data la brezza primaverile ancora troppo fresca, tra le acque termali di Hot Water Beach, dove nelle ore di bassa marea è possibile noleggiare una pala e scavarsi una vasca “personale” che si riempirà in pochi minuti di acqua termale caldissima.

Dopo le strade tortuose e strettissime della Coromandel peninsula che hanno per sempre forgiato la nostra guida a sinistra, guidiamo verso Rotorua dove ci aspetta un’amica originaria della NZ. Dietro le curve di Coromandel il paesaggio si trasforma, diventando decisamente più dolce e pianeggiante. Lungo la strada si susseguono coloratissimi banchetti di frutta e verdura di stagione a prezzi molto più convenienti delle grandi città, gestiti da contadini locali che sono sempre felici di incrociare vite di viaggiatori provenienti da luoghi lontani.




Rotorua è una delle zone più attive del paese dal punto di vista geotermico, è la Città dello Zolfo nonché una delle zone con la più altra presenza di popolazione maori in NZ. Il parco Kuirau Park riserva la sorpresa di sorgenti termali all’aria aperta dall’accesso gratuito, il lago cittadino dà spazio a lunghe passeggiate e a pochi minuti di auto la vista che si gode tra il Green lake e il Blu lake merita davvero qualche scatto. Una bellissima gita poco lontano dalla città è quella al parco Wai-O-Tapu Thermal Wonderland, tra i fumi dei gayser attivi e i colori caldi della Champagne Pool.

A Rotorua abbiamo visto moltissime Marai, le case maori usate per la celebrazione di tutti i riti collettivi e abbiamo scoperto tanto riguardo le loro origini chiacchierando con la gente del posto. Non è facile entrare in un contatto vero con la cultura maori, un contatto che ti guidi attraverso le loro pareti di casa, la loro storia più antica e più recente e le loro tradizioni. A noi è capitato, più volte durante il nostro lungo vagare. Abbiamo vissuto da vicino la loro condivisione più totale della vita con gli innumerevoli componenti della famiglia, li abbiamo guardati danzare la haka, sentiti cantare canzoni d’amore e suonare la chitarra sotto le stelle con voci tutte bellissime. Li abbiamo visti pregare alle radici di un Kauri tree e ringraziare la natura per la vita. E’ stato autentico e bellissimo e vi auguro la stessa fortuna.



Dopo le numerose esperienze che Rotorua ci ha riservato ci rimettiamo in cammino, con una breve sosta al lago Taupo e una camminata alla scoperta delle cascate Huka Falls. Prossima destinazione, la capitale: Wellington.
Sulla strada diamo un passaggio a Simon e al suo amico, due persone rivelatesi simpaticissime e di cuore, come tutti i neozelandesi incontrati, e che andavano proprio nella nostra stessa direzione. Ci hanno offerto di pernottare una notte nella loro Guest House di famiglia, per sdebitarsi del passaggio ricevuto, ed è così che è iniziata la nostra permanenza in città.

Wellington è underground, viva, musicale, è pub pieni
la sera con persone di ogni età che danzano lo swing, è concertini in locali alternativi, è il mercato del sabato pomeriggio che si tiene in un parcheggio pubblico, è un delizioso sushi take away che dopo le 5p.m. dà fuori tutto a metà prezzo (non ricordo la via, ma è in centro e si riconosce dalla fila fuori!) ed è naturalmente il ricchissimo museo Te Papa Tongarewa per i pomeriggi di pioggia battente. Le nostre sere nella capitale sono state scandite dalle bancarelle dei mercati di strada, dagli squisiti Mojito dell’ Havana Club e le danze divertentissime al Southern Cross.

Da Wellington è tempo di prendere il traghetto verso Picton (assicuratevi quando prenotate che le previsioni siano buone e in caso contrario rimandate senza indugio la partenza!). Siamo a metà del nostro viaggio e stiamo per arrivare nell’isola del sud di cui tutti ci hanno parlato, descrivendola come la vera anima del paese. Il primo scenario che si apre davanti agli occhi alle porte di Picton è una danza di delfini che cavalcano l’oceano.

Approdati nella regione di Marlborough, scegliamo uno dei tanti campeggi vicini al porto per goderci il sole caldo del pomeriggio e recuperare le giuste energie per affrontare il Queen Charlotte Track. A Picton prendiamo uno scafo verso Ship Cove dove inizia il bellissimo trekking. Abbiamo camminato due giorni attraversando una natura lussureggiante e costeggiando il mare cristallino, con la macchina fotografica a portata di mano per catturare i colori meravigliosi che quei luoghi ci hanno regalato, forse per la prima volta. Tra salite ripide e sentieri a ridosso dell’acqua fresca dell’oceano abbiamo incontrato molti viaggiatori che a piedi o in bici, in solitaria o in gruppo, hanno condiviso con noi la pace di quel luogo.




La regione di Marlborough è famosissima anche per le sue aziende vinicole. Non ci lasciamo scappare l’occasione e decidiamo di noleggiare due biciclette a Renwick e da lì partiamo alla scoperta della Strada dei vini. Una splendida giornata tra i vigneti neo zelandesi, chiacchierando con viticoltori appassionati, degustando perlopiù gratuitamente ottimi vini bianchi e comprando qualche bottiglia per amici e parenti in Italia.

Dopo una bellissima pedalata sotto il sole, il vento ritorna a soffiare inclemente, così non esitiamo ad accettare il passaggio di un simpatico locale che accortosi della nostra invelabile stanchezza, ci carica sulla sua auto insieme alle due bici … in NZ tutto può succedere! Passiamo la notte tra i silenzi immacolati di una natura di cui ormai potevamo fidarci e che ci ha regalato momenti di prezioso riposo e riflessione. Il giorno dopo rimettiamo in moto il nostro camper e ci prepariamo alla nuova avventura: in kayak lungo l’Abel Tasman National Park!

L’Abel Tasman è un parco nazionale paradisiaco, la perla della regione di Nelson, meta di migliaia di viaggiatori e attraversato da diversi sentieri tra cui il Coast Track che si snoda lungo spiagge dorate da sogno e acque che sanno di libertà e purezza. Noi lo abbiamo scoperto in kayak, pagaiando per una intera giornata accompagnati da una guida esperta. Abbiamo esplorato baie e calette inavvicinabili a piedi, conosciuto la comunità di foche distese al sole e di pinguini giocherelloni. Sicuramente uno dei luoghi più belli del paese, dove la natura ti avvolge in una delle sue forme migliori.

Con gli occhi ancora pieni di meraviglia e l’anima del viaggiatore che si sente incredibilmente appagato e ad ad ogni tappa più curioso sul what’s next?, riprendiamo il viaggio spingendoci verso sud.  Da Nelson siamo pronti a percorrere uno dei tratti stradali più suggestivi del paese. La west coast ci rapisce in un labirinto di boschi che si susseguono, popolati da alberi altissimi che affollano ogni angolo di cielo e non ti permettono di intravederne una nuvola. Il verde diventa la tinta che tutto dipinge, chilometro dopo chilometro la natura è sempre più fitta finché improvvisamente dietro l’ultima curva si apre il sipario su un nuovo scenario: il blu intenso del mare si mischia con l’azzurro di un cielo frizzante, il bianco di nuvole che si muovono in un cammino senza sosta sovrasta i colori bruciati di montagne imponenti e il verde sgargiante di prati infiniti dove i versanti più scoscesi brulicano di pecore al pascolo. Questa è la strada che ci ha condotti a Queenstown, che ci ha caricato di energia ancora nuova, preparandoci ai ritmi vibranti e giovani della città alle porte.



Queenstown è giovanissima e vivace! La quiete delle acque del lago si scontra con le imponenti cime che si ergono tutte intorno, innevate per la maggior parte dell’anno. E’ la “capitale mondiale dell’avventura” e ricca di divertimenti. A Queenstown mangiamo l’hamburger più delizioso al mondo da Fergburger in centro città. Il tempo della lunga coda che bisogna fare per ordinare il panino dei sogni, vale davvero la pena!

Dopo essere rientrati per poco nella vita cittadina siamo pronti ad abbandonare nuovamente la civiltà e immergerci in quello che si sarebbe rilevato il luogo più emozionante del paese: Milford Sound. Il Fiordland è stata per noi la scoperta più magica della Nuova Zelanda, all’estremità meridionale dell’isola del sud, dove il freddo passa attraverso la giacca, le montagne spigolose cadono a strapiombo nelle acque blu scuro che immobili creano una tavola rotta solo dalla potenza delle cascate che la infrangono, nel sacro silenzio di quei luoghi.

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Abbiamo prenotato una crociera di una mattinata e ci siamo immersi insieme ad altri compagni di esperienza in quel luogo che ci ha fatto sentire piccoli spettatori di uno scenario rimasto immutato e originale negli anni. La Nuova Zelanda ti lascia il tuo tempo. Tutto scorre lento rispettando i ritmi della natura, e tu non ti senti mai di corsa, ma in cammino, un lungo cammino fatto di luoghi e volti interessanti che sbucano fuori da ogni angolo e dopo ogni curva.

Viaggiare in camper è libertà e anche opportunità di incrociare backpackers come te con tante storie da condividere. Se poi ti capita di scambiare qualche ora con gli abitanti del posto, è meglio fare tesoro di ogni loro consiglio. E’ cosi che noi siamo arrivati a Moeraki, un villaggio di pescatori, dove il tempo si è fermato e il ristorante Fleur’s Place vale sicuramente una cena e una chiacchierata con l’anziana proprietaria. Abbiamo ordinato l’antipasto di misto pesce affumicato in casa e concluso la cena con uno Shrivel della cantina Pasquale, mentre il piccolo villaggio già dormiva e nel locale ancora risuonavano risate di vecchi signori dallo sguardo felice.

I ritmi lenti di Moeraki ci conducono a Oamaru che ci riserva la stessa quiete per lo spirito. Giunge così il momento di rimettersi alla guida, direzione Christchurch, la nostra ultima meta.

Christchurch è stata colpita da un violento terremoto che nel 2011 ha sventrato completamente il centro della  città. La violenza di quelle scosse rimbomba in ogni luogo e una visita diventa un’esperienza che non può non toccarti scatenando emozioni e ampie riflessioni. Raccontano che Christchurch prima del terremoto fosse una stupenda città e sono sicura che con il tempo sarà pronta a concedersi nuovamente a tutti i visitatori del mondo nei suoi abiti migliori. Anime vibranti e voglia di ricominciare hanno fatto nascere Re: START, un progetto che vuole rilanciare la città partendo da piccoli containers dove molti dei business stanno riprendendo vita.

Tra le strade di Christchurch passiamo i nostri ultimi momenti neo zelandesi, incrociamo gli ultimi sguardi vivaci di quel popolo così cordiale e sorridente e ci rimettiamo in moto, pronti a restituire il nostro van e a prendere un volo destinazione Auckland, il nostro viaggio è giunto al termine.

Come ogni viaggio, anche questo in Nuova Zelanda è stato una incredibile esperienza di vita, fatta di luoghi e di incontri. La natura è l’elemento sconvolgente di questo paese e i suoi colori e i silenzi li abbiamo portati via con noi, per sempre. Vi auguriamo tutto quello che abbiamo vissuto noi e ancora di più. Kia Ora!