Idee di viaggio

Amsterdam: la fine del quartiere a Luci Rosse?

Dal prossimo anno, riqualifica del red light district e coffee shop vietati agli stranieri

Amsterdam VIAGGI URBANI Shutterstock
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Ne parlammo tempo fa, augurandoci che fosse solo la solita "bufala" che circolava da tempo, quello sulla chiusura, dal prossimo anno dei coffee shop di Amsterdam per gli stranieri.

In questi giorni ne parla The Thelegraph e lo riporta Giornalettismo: dal prossimo anno, non solo coffee shop chiusi ad Amsterdam ma riqualifica di tutto il red light district. Vediamo di cosa si tratta.

 Coffee Shop: Se fino ad oggi Amsterdam era conosciuta ai più per il suo carattere trasgressivo e per i gettonati coffee shop, dal prossimo anno cambia veste. Per gli oltre 200 locali in cui si può ancora fumare marijuana, arrivano tempi duri. La nuova legge, approvata tra mille polemiche e scontri tra il governo centrale e l'amministrazione cittadina, trasformerà i 220 locali dove è consentita la vendita di cannabis in club privati. Per fumare uno spinello si dovrà perciò essere soci del locale, ma per ottenere la tessera si è tenuti a dimostrare di risiedere legalmente in Olanda.

L’ultimo provvedimento di legge Olandese in materia di sostanze stupefacenti prevede la privatizzazione dei coffeeshop, ovvero la possibilità d’acquisto di massimo 3 grammi al giorno e pagamento con carta di credito. L’Olanda si arrende: arriva la Tessera dell’erba credito esclusivamente da parte dei cittadini residenti in Olanda, a partire dal 1 gennaio 2012, anche se l’applicabilità della norma in alcune circoscrizioni, tra cui Amsterdam, è prevista per maggio 2012 e la completa operatività della weed card rilasciata ai soci dei coffeeshop solo dal 2013.
 Quartiere a luci rosse: Lo schema che si dipana in dieci anni di lavori e iniziato nel 2008, chiamato Project 1012 dal codice postale della zona contenente il quartiere a luci rosse, prevede un taglio sostanziale nel numero di bordelli e di coffee shop. Solo ora, a tre anni di distanza, iniziano a vedersi i primi risultati della “pulizia”. Sono 200 su un totale di 480 i bordelli con “vista su strada” che spariranno. La città ha ottenuto la chiusura della metà di questi e un piano per l’acquisto degli altri 100 è pronto ad entrare in azione. Dei 76 coffee shop nell’area, 26 chiuderanno a breve.

La sensazione è quella che il Consiglio Comunale si sia deciso a fare i conti con l’industria del sesso e del riciclaggio di denaro sporco nel “red light district”, sempre più nelle mani delle mafie dell’Est europeo, in particolare dalla Bulgaria e dell’Ucraina. 

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