Idee di viaggio

Varsavia: cosa vedere e cosa fare

Forse non lo sapevate ancora, ma a Varsavia ci sono numerose sirene, basicamente sorelle della più famosa sirena di Copenaghen. Di seguito altre curiosità e posti da vedere assolutamente nella capitale polacca.

Varsavia VIAGGI URBANI Shutterstock
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Varsavia, detta nel diciottesimo secolo la Parigi dell’Est, anche per le tante testimonianze lasciate dagli artisti italiani, è situata nel cuore dell'Europa ed è da sempre una città movimentata e piena di vita.

La sua natura esuberante la rende una città unica, che risponde al meglio alle aspettative di chi decide di recarvisi, coniugando perfettamente l’antico con il moderno. 

Varsavia ha una storia tragica e gloriosa allo stesso tempo. Città autonoma e con una propria identità sin dal Medioevo è stata la prima a proclamare la sua costituzione nell'Europa Continentale. Nell'età moderna ha perso la sua autonomia fino al tragico epilogo della Seconda Guerra Mondiale in cui circa un milione di abitanti morirono e l'85% della città fu completamente raso al suolo.

Cosa vedere a Varsavia

Varsavia ha un profondo rispetto della sua storia e la ricorda attraverso un museo speciale, il Rising Museum, che racconta la vita quotidiana dei combattenti nella resistenza contro i nazisti e nell'invasione comunista poi, mentre ol quartiere Muranow, un tempo il più grande ghetto di Europa, ricorda in modo toccante le vittime dell'Olocausto.

Il centro storico di Varsavia, completamente raso al suolo, fu interamente ricostruito dopo la guerra, con tale fedeltà da essere incluso dall'Unesco nella lista dei patrimoni dell'Umanità.

Ma andiamo con ordine: quali sono le cose più belle da vedere a Varsavia? I luoghi più significativi della città sono tanti, ma non bisogna dimenticare di cercare anche i suoi aspetti più curiosi a cominciare dalla leggenda che racconta di due sorelle sirene, che nuotando nel mar Baltico presero strade diverse, una approdò a Copenaghen e l’altra risalì il fiume Vistola, fermandosi per riposare in un luogo che oggi è la città vecchia di Varsavia.

Le statue della sirena di Varsavia sono tre, ma ce ne sono molte altre più piccole che nessuno è riuscito ancora a contare. 

  • Museo Chopin

Chopin nacque e visse a Varsavia e qui tenne il suo primo concerto. La città sa come celebrarlo: il Museo Chopin inaugurato per i 200 anni dalla morte del compositore e pianista è un must see, mentre ogni domenica da maggio a settembre sotto la statua del musicista si tiene un concerto di Chopin.

  • Parco Lazienki

Varsavia è verdissima. Circa un quarto della città è fatto di verde pubblico. Ne sono un esempio i giardini di Saski, il Lazienki o il Wilanow. Sono stati previsti anche giardini pensili attrezzati su alcuni luoghi pubblici come la Biblioteca dell’Università con i suoi originali 2000 metri quadrati di verde sul tetto, uniti da passerelle, ponti e pergolati.

Il Parco Lazienki è il vero polmone di verde della città ed è una delle mete preferite dai cittadini di Varsavia. Non si può mancare un saluto al monumento di Chopin, il più illustre cittadino di Varsavia, nel giardino delle rose del parco Lazienki e, approfittando di questa sosta, potrete ammirare gli scoiattoli che non disdegneranno le noccioline che offrirete loro. Sempre nel parco ci si può riposare sulle panchine musicali, installate nel duecentesimo anniversario della nascita di Chopin, che permettono, premendo un pulsante, di poter ascoltare qualche suo brano.

  • Palazzo Reale 

Nel vostro tour non può mancare una visita al Palazzo Reale, oggi museo, dove sono gli ambienti più fastosi della città, come la sala del trono e la sala detta del Canaletto, con 22 vedute di Varsavia.

Furono proprio i quadri del nostro pittore settecentesco, ad essere di grande aiuto durante la ricostruzione della città, distrutta dalla furia nazista e che nel 1980 è stata proclamata patrimonio di tutta l’Umanità dall’Unesco.

  • Museo dell'Insurrezione

Il Museo dell’Insurrezione. Rising Museum, ricorda alle giovani generazioni gli orrori della guerra che fanno comprendere la storia e la forza di ripresa del popolo polacco, portando una testimonianza toccante dell'Olocausto vissuto con indicibile violenza a Varsavia.

  • Quartiere Praga

Praga è un quartiere a parte, indipendente fino al '700 e interamente risparmiato dalla Seconda Guerra Mondiale, è dove si trovano le avanguardie culturali di Varsavia: la Soho Factory è un complesso di gallerie d'arte, laboratori, ristoranti e musei. Tra questi il Museo del Neon (omaggio al neon), Magazyn Praga (un negozio unico che fonde vintage e contemporaneo) e Warszawa Wchodinia, un ristorante molto hipster.

  • Skyline di Varsavia

La storia, il nuovo e il moderno, il capitalismo nella sua peggiore e nella migliore forma, tutto questo e molto di più si capisce ammirando il particolarissimo skyline di Varsavia. Il modo migliore per farlo lo offre la terrazza del Millennium Plaza.

  • Gallerie d'arte di Varsavia

Varsavia è una città attivissima dal punto di vista culturale. La galleria Czulosc (sede di un movimento di fotografia avanguardista molto interessante), il Caffé Kulturalna (spazio per laboratori, concerti e conferenze) e la Zacheta National Art Gallery (museo, ma anche sala di concerti ed incontri con gli artisti) rendono l'idea del fermento.

  • Ghetto di Varsavia

Il Ghetto di Varsavia fu completamente raso al suolo dopo una lotta durata quattro settimane tra i rivoltosi ebrei e i nazisti. I primi erano intenzionati ad opporre la più strenua resistenza combattendo fino alla morte, più per morire con dignità che con una qualche speranza di vittoria. Oggi rimangono due pezzi di muro e diversi memoriali, tra cui il Monumento agli eroi del Ghetto e il Monumento al Bunker che sorge dove si trovava uno dei principali bunker della rivolta. Il percorso della Via della Memoria unisce il Monumento agli Eroi del Ghetto alla Umschlagplatz ed è segnato da 16 blocchi di granito, con iscrizioni in polacco, yiddish ed ebraico, che commemorano i 450.000 ebrei uccisi nel ghetto e gli eroi della rivolta. 

Il POLIN Museo della storia degli ebrei polacchi, invece, racconta il contributo culturale dato dall'ebraismo nei secoli alla società polacca.

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