Idee di viaggio

La Transiberiana - Siberia - I parte Omsk

L'idea zingara dell’estate 2006: percorrere il tratto centrale della Transiberiana. Da Omsk fino ad Irkutsk sul lago Baikal, ZoT e Ale hanno sfidato la Russia profonda, concludendo poi il tutto con quattro giorni nella cosmopolita Mosca. Questo è il primo episodio di una saga che vi ammorberà per i prossimi mesi...

5/5


Prologo – le origini


Doveva essere una “innocente” vacanzina a San Pietroburgo ma i nostri due mentecatti… ehm, volevamo dire eroi, si sono ritrovati in Siberia. Come mai? Gli psicologi ancora dibattono attorno a questo tema.
Fatto sta che il furore agonistico di Ale, desideroso di partecipare a una maratona estiva, gli ha fatto proporre a ZoT la prestigiosissima maratona di Omsk, dopo che il webmaster gli aveva bocciato quella di Helsinki + Piter. A quel punto, l’opzione transiberiana era quasi d’obbligo!
Ma bando alle ciance, si parte.


Logistica

I preparativi sono stati faticosi.
In primo luogo, la Russia è tutt’altro che economica.
Via internet dall'Italia abbiamo prenotato i quattro voli Milano-Mosca e ritorno (Alitalia), Mosca-Omsk (Aeroflot) e Irkutsk-Mosca (Siberia Airlines), nonché l'albergo ad Omsk: prezzo complessivo: esorbitante.

In secondo luogo, c’è la menata del visto, dell’invito, eccetera. Per le suddette formalità burocratiche ci siamo appoggiati all'agenzia che organizza la Siberian International Marathon (SIM); in particolare abbiamo avuto a che fare con Inna, l'unica a parlare un minimo di inglese, ma che, purtroppo per noi, si è rivelata un'incapace totale. Ha perso un mese prima di mandarci via mail gli inviti, che ovviamente il Consolato russo voleva in originale, costringendoci quindi a pagare una costosissima spedizione d'urgenza con DHL per ottenere in tempo il visto e non rischiare di perdere il viaggio. E non è stata l'unica cappellata che ci ha fatto...


2/3 agosto - first impact

Giungiamo all'aeroporto di Mosca-Sheremetevo verso le 2:30 di notte e, adempiute le formalità doganali, veniamo subito assaltati da frotte di fastidiosi taxisti che, mentre lottiamo per scrollarceli di dosso, ci fanno però scoprire l'esistenza di ben 2 Sheremetevo (ohibò???). Meglio: scopriamo che questo cavolo di aeroporto ha 2 terminal non collegati, uno per i voli nazionali ed uno per gli internazionali. Ovviamente noi siamo arrivati al terminal 2 e il nostro volo per Omsk parte dal terminal 1...

Fottiamo comunque gli avidi taxisti (chiedono 20€ per il breve tragitto) scoprendo l'esistenza di un autobus (15 rub a testa) che collega i terminal, non prima di uno scomodo pisolo sui divanetti, che tanto il volo ce l'abbiamo a metà mattina.

Sheremetevo 1 è avveniristico… come una stazione dei bus. Gente accampata un po' ovunque, immancabili gruppi familiari con mobilio al seguito, tute da ginnastica come se piovesse… Dopo l’ennesimo metal detector ci imbarchiamo e il volo non presenta problemi di sorta.
Arriviamo finalmente ad Omsk che è pomeriggio e veniamo accolti da una banda di... Hare Krishna!?! Un loro guru ha infatti volato con noi, anche se più che un sant’uomo a noi sembrava un terrorista.

Merita menzione il ritiro bagagli: praticamente sono riconsegnati in una vecchia fabbrica metalmeccanica di fianco all'aeroporto, con pezzi di macchinario e residuati bellici ovunque... A questo punto dobbiamo raggiungere l'hotel Molodezhnaya, l'unico trovato libero su internet e purtroppo parecchio lontano dal centro (e dall'aeroporto), e ci becchiamo la prima (nonché unica, per fortuna) inc**ata del viaggio. Cadiamo come dei polli nel classico furto del tassista! Contrattiamo un prezzo al km ma anziché un tragitto in linea retta il maledetto fa un giro labirintico di ben 837 km e ci pela una cifra esorbitante, che praticamente ci compravamo una lamborghini! Bastardo, morisse ora e gli si grippasse l'auto…

Se da grandi poteri nascono grandi responsabilità (Stan Lee), da grandi mazzate economiche nascono grandi imperativi zingari. Incavolati come bestie e perfettamente consapevoli che ci siam fatti fregare come due beoti, facciamo scattare l'orgoglio: mai più! Anzi, d'ora in avanti il nostro obiettivo sarà la conoscenza perfetta della rete di trasporto locale e dei relativi prezzi, per risparmiare dove possibile e recuperare la perdita!

Belli motivati prendiamo quindi possesso della stanza e aspettiamo la sopraccitata Inna, di cui avevamo già compreso la pericolosità. Se può sbagliare qualcosa, addossarvene la colpa, farvi pagare uno sproposito per rimediare all'errore (causato da lei!!!) ed alla fine costringervi pure a ringraziarla, state certi che lo farà.
La ragazza è molto alta, molto gnocca, molto saccente e (toh, che strano...) ci ha sbagliato i biglietti del treno per Novosibirsk!!! Ovviamente è colpa nostra...

Avute assicurazioni sul suo impegno a rimediare, presi accordi per la punzonatura della maratona il giorno dopo, mettiamo subito in pratica la nostra risoluzione anti-sprechi e... le scrocchiamo uno strappo in centro, per un primo assaggio della città.

L’impatto anche in questo caso non è dei migliori. Le vie di Omsk sono semideserte e pioviggina. Ci infiliamo al Bunker, dove la musica pompa potente, per una birretta: 70 rub l'ingresso e 45 rub la birra. Il locale è mezzo vuoto ma promette bene per le prossime sere.
Allora andiamo a riempire lo stomaco al locale della Sibirskaya Korona, la birra locale: ahimé decisamente più caro! Qui mangiamo e già che ci siamo facciamo conoscenza con Elena, che a suo dire è docente di economia (!).

Le ragazze in generale sorridono e sembrano affabili, rimane però il problema della lingua... o si parla il russo o è veramente dura. La stanchezza ed il fuso orario (qui siamo a + 5 ore rispetto all'Italia) si fanno adesso sentire, perciò salutiamo baracca e burattini e torniamo in hotel, che come primo giorno può bastare.


4 agosto - la vigilia


Prima giornata piena ad Omsk. Obiettivo dichiarato: l’iscrizione di Ale alla maratona e ribaltare le vibrazioni negative del primo giorno. Tutto va per il meglio!
Ci muoviamo in bus verso il centro (8 rub) e, nonostante atroci ingorghi, arriviamo puntuali all’appuntamento di mezzogiorno con Inna al teatro-col-tetto-che-sembra-un-trampolino-del-salto-con-gli-sci, noto anche come Teatro della Musica (il discutibile contributo di Omsk all'architettura mondiale). E’ pieno di atleti e c’é pure il favorito ufficiale della gara: il temibile Keniano! Ale é sopraffatto psicologicamente.

Le ambizioni di vittoria del coach ZoT sono già ridotte al lumicino ma pazienza: Inna ci ha cambiato i biglietti del treno e coglie l'occasione per menarcela ancora su quanto è professionale (seee...).
Preso il pettorale lasciamo l'allegra brigata e ci mettiamo a fare un po’ i turisti lungo Karla Marxa ulitsa: municipio, statua di Lenin, qualche parco ecc. Omsk – diciamocelo - é un po’ un cesso di città ma per essere brutta ha un suo fascino! E ce l’hanno soprattutto le numerose signorine che incrociamo per strada: praticamente in giro ci son solo donne bellissime, in proporzione gli uomini sono pochissimi e, per qualche oscuro contrappasso già riscontrato, bruttissimi.

Scottati da Inna, individuiamo un’altra agenzia di viaggi per prenotare il secondo tratto di treno, quello tra Novosibirsk e Krasnoyarsk: manco a farlo apposta sono tutte ragazze bellissime e ci innamoriamo subito. Sono tutte gentilissime e pure simpatiche, non ce ne andremmo più… Ci fanno pure il biglietto, che ritireremo in serata.

Salutiamo le nostre amiche e proseguiamo quindi il giro turistico sui due lungofiumi (Om e Irtush), vediamo la Sfera Gigante, entriamo in un paio di negozi... è incredibile: ci guardano e ci sorridono tutte. E pure qualche uomo!! Pare che non vedano molti stranieri da queste parti!

Verso le 19, dopo la pennica di prammatica, ritorniamo in centro. Rimbalzati dall’esclusivo party di benvenuto ai maratoneti causa ritardo, cazzeggiamo nella piazza del teatro, sotto agli altoparlanti che sicuramente un tempo avranno trasmesso i discorsi dei compagni del partito e che oggi sono stati purtroppo riconvertiti all’amplificazione della più becera pop music russa.

Quando ci siamo martellati abbastanza col loro truncia-truncia ci facciamo una birra nella zonaopen air” del già noto Bunker, dove chiediamo dritte per la sera alla cameriera. Proseguiamo poi con un secondo birrozzo al curioso Alpyskaya Kriyka (un ristorante tirolese in Siberia… sì, ce la siamo cercata) e infine andiamo a “cenare” al risparmio nella locale catena di fast food da noi ribattezzata McPollo.

Lì a fianco c'è la birreria U Shweika e capita giusto a fagiolo per il bicchiere della staffa, che domani c'è la maratona e si va a letto presto... “Purtroppo” il locale è pieno di splendide creature brille e sderenate e veniamo circuiti all’istante da un gruppo cospicuo che festeggia il 30esimo compleanno di Inna (un'altra!?).

Dopo un giro di danze, praticamente ci costringono a sederci al loro tavolo. Purtroppo sono accompagnate da un tot di fidanzati, oltre che dall’inquietante figura di Alexandr, monumentale 55enne di origine lituana subito ribattezzato l’uomo cisterna, di cui non comprendiamo bene la funzione. Chi è? Il babbo di Inna? Il suo amante? Il capufficio? Fatto sta che ci offrono a ripetizione vodka, martini e …salame di cavallo, che a giudicare dai gesti più che espliciti di Alexandr, pare sia un succedaneo del viagra!

La conversazione è difficile ma è molto divertente, così come la serata.
Il tempo vola, altro che andare a letto presto: dopo tutti quei giri di vodka e birra siamo marci ed è tardissimo! Per fortuna Aleksandr, più marcio di noi, ci accompagna in hotel in taxi. Domani sveglia alle 7!


5 agosto - maratOmsk

La sveglia suona devastante, ma è una splendida mattinata di sabato. Rapida colazione e poi via in autobus per la gara! Alla partenza c’é un casino di gente, saranno 10 mila persone... oltre alla maratona vera e propria c’è in programma un’orgia di corse collaterali.

Ale non ha grandi velleità agonistiche; uno strappo al polpaccio rimediato in allenamento l'ha costretto alla completa inattività nelle ultime 3 settimane, quindi la preparazione è quella che é... Ce la farà? Finirà? Morirà? Nel dubbio, il coach ZoT gli fa l’ultima foto.

Dopo la partenza ZoT si piazza alle transenne: dopo pochi minuti passano i maratoneti bravi per il primo giro, Keniano compreso.
A rispettosa distanza, ecco gli immediati inseguitori.
A qualche secondo, ecco i dilettanti più in gamba.
Passano grandi obesi, anziani, invalidi, donne incinte e… di Ale non c’è traccia.
Dopo qualche minuto, tra un ottuagenario e un paralitico, eccolo che passa! Sembra ancora fresco...

Intanto che il nostro “atleta” prosegue nella sua fatica, ZoT abbandona e muove verso nord. Si spara nell’ordine: la torre dei vigili del fuoco, la Cattedrale Krestovordizky e una bella panchina al sole. Poi torna in zona maratona e prosegue verso il fiume. C’é aria di festa: domani è nientemeno che il 290° anniversario della fondazione di Omsk! La zona parco é strapiena di gente che assiste all’esibizione di 3 cantanti anzianotte; acquista e curiosa nelle numerose bancarelle; cazzeggia in giro. In complesso, tutto molto piacevole, complice anche la splendida giornata di sole.

Ormai si é fatta l’una, Ale è partito circa 4 ore fa, cosa gli è successo? ZoT sta per chiamare l’ambasciata, ma dopo pochi minuti ecco una telefonata: è ancora vivo! E ha pure terminato tutti i 42,195 km!

Ci ritroviamo e scatta la foto ad Ale con la medaglia al collo: millanta il riacutizzarsi del dolore al polpaccio che l'ha costretto a camminare negli ultimi 9 km (fino a quel momento, a suo dire, “stava andando bene”) e gli è costato l’ignominioso tempo finale di 4h 17’. Poco importa che anche il Keniano sia stato sconfitto: l’onta per ZoT è grande, e si dimette da coach.

Ci muoviamo (si fa per dire: Ale ha l’agilità di un abete) verso il parco dove ci mangiamo uno shashlik con birra. E’ il momento della pennica, ma trovare un bus è un’impresa: tocca infliggere al distrutto maratoneta una lunga scarpinata, ma alla fine saliamo sul 28, diretti al nostro meritato riposo.

In serata ci dirigiamo verso un ristorante tipico consigliatoci dalla splendida Aleksandra dell’agenzia viaggi, il Pogbore: è un posto finto rustico, con cantante molesto e prezzi medi. Combattiamo col menù in lingua ma ne usciamo benone: borsch e carne. Ale insiste che c’è una cameriera che lo luma; in generale siamo circondati dalla bellezza, nascere brutta da queste parti dev’essere un inferno...

Terminata la cena decidiamo di recarci all’XL, rinomato localone-discoteca omskiano. Nel chiedere informazioni ci imbattiamo in Oleg, un soggettone ideale incrocio tra un picciotto siberiano e un amichevole panettiere (ed in effetti fa proprio il panettiere) che ci blinderà per tutta la serata. Alla fine siamo noi due più Oleg, la di lui amante Elena e Kostantin; Elena è muta ma Kostantin é simpatico.

L’XL costa "solo" 800 rub!!! Dentro c’è un po’ di tutto: bar, bowling e due piste da ballo. Età media imbarazzante (per noi). Oleg ordina per tutti, a nastro, un simpatico cocktail vodka + martini + spumante + red bull. Dopodiché ci introduce ad alcune sue amiche tanto procaci quanto minorenni: Oksana, classica biondona locale; Ilona, spropositatamente “gonfia” a livello ghiandolare e Maria, enigmatica biondina detta anche “la gatta morta”.

Non abbiamo capito l’accanimento di Oleg nel trattenerci, tra l’altro la conversazione è tutt’altro che fluida. Lui comunque le spara più grosse di una cannoniera, millantando ricchezze spropositate (e va in giro in tuta, sandali e calzini bianchi?), conquiste erotiche a nastro, eccetera. Tra le ragazze solo Oksana parla inglese ed Ale la marca stretta, solo lievemente turbato nell’apprendere che ha 17 anni (“18 a settembre”, si difende lui...). Dopo aver svaligiato il bar, Oleg ci trascina al bowling dove Ale con un grande exploit regola tutti e da dimostrazione della superiorità italiana.

Le fanciulle sembrano molto amichevoli: ZoT, è “conteso” (dice lui) tra la gonfia e la gatta morta e fa la fine dell’asino di Buridano. Ale invece abusa di Oksana, incurante dei risvolti penali!
Dopo ore di bevute, bocce (da bowling e non) e danze usciamo dall’XL che ormai è giorno fatto, dividendo il taxi con Oleg: abbiamo davanti pochissime ore di sonno...


6 agosto - time warp

Sveglia alle 11: dobbiamo lasciare la stanza e partire in serata alla volta di Novosibirsk. Il nostro piano prevede di mollare i bagagli in stazione e goderci la domenica del compleanno di Omsk in giro per la città. Il taxista chiamato dalla reception per raggiungere la stazione è onesto e ci chiede solo 134 rub: scatta inevitabile una nuova scarica di insulti e maledizioni al bas***do del primo giorno.

In stazione, una gioviale lavoratrice ci accompagna all’introvabile deposito bagagli. Dopodiché torniamo in centro col bus, che oggi è gratis: come detto, è la festa di Omsk e si attendono colossali celebrazioni. Peccato che dopo 5 minuti viene giù un diluvio da far schiattare d’invidia lo stesso Noé...

Prima ci rifugiamo in una birreria accanto al teatro della Musica, dove affrontiamo degli snack di pesce secco (in pratica, l’equivalente siberiano delle patatine), poi direttamente sotto i portici del teatro. Qui due giovani siberiane le provano tutte (ci tirano perfino addosso un ombrello!) per attaccare discorso e noi alla fine cediamo. E’ proprio un mondo alla rovescia, eh!? Le due non sono strepitose, ma almeno parlano inglese. Oddio, Darina si, Olga molto meno...

Per la par condicio questa volta ZoT si attacca a Darina e Olga tocca ad Ale. Quando spiove ci facciamo portare in giro per Omsk: Darina è felice di conoscere degli stranieri e conferma la nostra popolarità anche perché sembra che Ale assomigli ad un famoso attore russo di telenovelas, cosa che solletica il suo smisurato narcisismo…

Alla fine ci congediamo dalle fanciulle e torniamo in stazione: Ale è teso perché quella tr**a della Inna ha sbagliato il numero del suo passaporto sul biglietto ferroviario e teme di essere rimbalzato. Per fortuna andrà tutto bene. Prima di imbarcarci facciamo in tempo a mangiare il peggior hamburger della storia dei baracchini di fronte alle stazioni e a fare un po’ di provviste per il lungo viaggio notturno. Almeno, noi pensiamo che sarà lungo perché sempre quella tr**a della Inna ci ha detto che saremmo arrivati in mattinata.

Bon, comunque partiamo che sono le 19:15 e ci assettiamo presto per la notte, dato che abbiamo parecchio sonno arretrato.
Verso le 3:30 di notte bussano al nostro prestigioso scompartimento da due: è il controllore che ci informa che tempo una mezz’ora si arriva a Novosibirsk!?! Ma chi, ma come, ma chi ca**o, hanno messo il turbo alla transiberiana?? Inutile porsi domande, siamo davvero a Novosibirsk e dobbiamo scendere e capire come muovere verso Tomsk alle 4 del mattino...