Idee di viaggio

In viaggio a San Pietroburgo, Mosca e Volgograd

Alla scoperta di Mosca, San Pietroburgo e Volgograd sulle tracce della Seconda Guerra Mondiale e dei suoi fantasmi.

Mosca VIAGGI URBANI iStock
4/5

Periodo: maggio

Da Leningrado a Stalingrado rientrando da Mosca.

Dopo  5 anni di astinenza, torno nella mia amata San Pietroburgo. Arriviamo di pomeriggio a Pitr. Il tempo non è un granché, fa freddo e pioviggina un po’.

All'Aeroporto passiamo senza problemi i controlli dovuti, e in poco tempo ci troviamo fuori dall'Aeroporto. Non è cambiato di molto l’aeroporto, è rimasto abbastanza piccolo. Di fuori però si vede il cantiere del nuovo Aeroporto Pulkovo di S. Pietroburgo.

Usciamo e prendiamo il taxi. Ci porta direttamente al memoriale dell'assedio di Leningrado. 900 giorni di Assedio che costarono la vita ad 1,1 Mila civili. E oltre 900mila Soldati. Inizia proprio da questo Memoriale il nostro viaggio sulle tracce della seconda guerra mondiale in Russia.

Impressionante l’obelisco alto parecchi metri. Attorno ci sono dei bei Murales. Cé un piccolo Museo all'interno del memoriale. Il Museo ricorda con dei Quadri, e dei Simboli Sovietici l’assedio. Parecchie Foto e Bandiere di quel periodo sono esposti. Nel  suo piccolo il Museo è ben fatto, e ne vale la pena di vederlo.

Dopo di che riprendiamo il nostro Taxi e via al Hotel. Dopo averci sistemati  partiamo subito alla ricerca di un Ristorante per cenare.  La cosa è abbastanza facile, visto che quasi tutti i ristoranti ormai hanno la carta in inglese. Giriamo per le vie di Pitr. Tra la Nevsky Prospekt, e la Neva. La città è piena di piazze, monumenti da vedere. Noi  restiamo sulla riva del Neva, da lì si può ammirare un po’ tutto. Hermitage, il forte, la vecchia Borsa etc. etc.

La città la stanno tirando fuori veramente bene, ovunque hanno restaurato caseggiati, monumenti. Insomma un bel Bichoux. Purtroppo diventa  sempre più turistica, e il fascino sovietico va a perdersi. Rimango stupito quando prendiamo la Metro. Le stazioni oltre ad essere in Russo sono anche scritte in inglese, cosa che facilita il muoversi in metro. Nel 2007 la Metro era scritta solo in russo.

Il giorno dopo partiamo per visitare il Museo dell'assedio di Leningrado. Ci troviamo subito con delle strade sbarrate al traffico, e un casino di militari e di carri blindati e dei Tanks.  Ce la prova generale per la parata del 9.Maggio...noi evitiamo le strade sbarrate ed arriviamo ugualmente al Museo.

Il Museo è anche nel centro, ed è facile arrivarci anche a piedi. Si paga come ormai ovunque in Russia i soliti 100 Rubli per fotografare, oltre al Biglietto d’entrata. Il Museo non è molto grande, ma ci sono tante Foto, ricordi dell'assedio e della liberazione di Leningrado. Ci sono anche parecchi oggetti delle SS esposte, oltre a tante Foto. Il Museo riesce  bene a riportare la storia di quei tragici  900 Giorni.

Dopo aver digerito il museo fuori all'aria aperta, andiamo a vedere il prossimo Museo. Il Museo dell'Artiglieria. Il Museo si trova proprio dietro al forte di Pietro e Paolo. Qui c'è invece tutta la storia militare russa. Dalla guerra con la Svezia, a Napoleone, per finire con la guerra contro Hitler. Nel cortile ci sono tutti i mezzi corrazzati possibili, cannoni, Tank34 e via dicendo.

Per  tutti amanti di armamenti, in questo Museo si trova di tutto e di più. Durante il nostro soggiorno a Pitr nel Museo c'è una mostra dedicata al Sign. Kalashnikov.  Dopo di che giriamo di nuovo per le vie, ce parecchia gente in giro, visto che siamo alla vigilia del 9. Maggio, festa nazionale è molto sentita in Russia. Liberazione dei fascisti come la chiamano qui. Per loro non era la seconda guerra mondiale, ma la guerra per la patria.

Ovunque ci sono dimostrazioni e simboli del periodo di guerra.  Dopo aver cenato  torniamo sulla Nevsky Prospekt. C'è un via vai di gente. Tanti tifosi dello Zenit, che ha appena vinto il campionato russo di calcio. Ma non ci sono solo i tifosi in giro.. ci sono dei pazzi in moto, che fanno le gare al centro. Va beh, non te ne accorgi più del tanto, visto che i 18 cm di tacco a spillo attirano subito l’attenzione.

Ce n'è per tutti i gusti, però ho l’impressione che sono tutte belle alte, occhi blu chiari, e capelli neri, anche qualche bionda c'è. Per quanto riguarda i maschietti russi lì che dire… beh, lasciamo stare va!  Il giorno dopo decidiamo di andare al Peterhof. Prendiamo il battello veloce che parte dietro l’Heremitage, o palazzo invernale. Costa un pacco, ma allo stesso tempo si vede Pitr dall'acqua. Passiamo anche davanti al nuovo Stadio, che è praticamente al Mare.

Arriviamo in tempo per assistere come fanno partire le fontane nel parco. Esattamente alle 11:00 inizia il gioco con l’acqua. Nel sottofondo musica classica. Molto bello da vedere. Giriamo il parco e le diverse Fontane. Per motivi di tempo non entriamo nel Palazzo. Ritorniamo dal Peterhof questa volta con una Marschrutka (Piccolo Autobus con ca.13 Posti) che ci porta fino alla prima stazione di metro. Durante il tragitto abbiamo la possibilità di vedere i comuni attorno a Pitr. Sulla via passiamo davanti alla Villa di Putin. Una piccola Datcha . Prendiamo la metro e poi via in Hotel per poi ripartire alla volta di Volgogrado

Check-in senza problemi, e si parte per Volgograd. Voliamo per la prima volta con la Aeroflot. Diffido un po’ per quello che si sente in giro, devo ammettere però che resto sorpreso dal servizio e dalla gentilezza a bordo. Le hostess sono vestite in arancione, con un bel capellino ed con dei guanti bianchi, come negli anni 30. La cosa mi stupisce un po’. Abbiamo un Airbus nuovo di zecca, che riprenderemo di nuovo dopo aver fatto scalo all'aeroporto di Sheremetevo.  Arriviamo con 10 min. di anticipo a Volgogrado, e dagli 8 Gradi di Pitr, ci troviamo 22 gradi a mezzanotte. Siamo in piena estate qui!

Partiamo subito per andare al centro della città. Sole e 30 gradi ci accompagneranno per tutto il periodo qui a Volgogrado. Abbiamo subito l’impressione di essere tornati negli anni 60.  La città dopo esser stata rasa al suolo nel 1940-45 con parecchie difficoltà é stata ricostruita negli anni '60 e '70. L’addio all'unione sovietica, e gli anni dopo la CCCP hanno fatto si che la città non abbia cambiato più molto l’aspetto da allora. Volgogrado di certo non è un punto turistico. Chi viene fino qui è soprattutto per la seconda guerra mondiale. Come noi….

Siamo alla vigilia del 9 Maggio 2012 ed ovunque si vedono simboli e manifestazioni per l’anniversario. Il centro è chiuso per commemorazioni, ed il palco per la parata militare del 9 Maggio è già allestita. Qui la guerra la si sente ancora nell'aria. Volgogrado non è ancora riuscita a riprendersi. Tutt’ora si trovano dei militari morti, sia tedeschi che russi. Nel cimitero militare di Rossoschka, 40 km fuori la città vengono ancora oggi sepolti i resti dei caduti.

Il centro è praticamente alla Stazione Ferroviaria Volgrado 1. Scendiamo il vialone che porta direttamente alla piazza  centrale dove c'è l’obelisco che ricorda i caduti di Stalingrado. Seguendo il vialone si arriva fino giù alla Volga. E' il posto dove si ritrovano i giovani e i vecchi.

Noi andiamo prima a visitare la collina Mamajew. Si deve salire un po' per arrivare alla fiamma eterna, e poi alla Statua “ La Madrepatria”. La statua della donna che raffigura la madrepatria è alta 52 metri e la spada 33 metri, per un totale di 85 metri.  Impossibile non andare a visitarla se si è a Volgogrado. I diversi Monumenti che si vedono durante il tragitto per arrivare alla Statua sono anche molto belli. Arrivati sopra la collina si ha una bella panoramica su Volgogrado, e sul Volga.

Il pomeriggio invece ci incontriamo con un gruppo di tedeschi. Sono venuti appositamente per visitare il cimitero militare di Rossoschka. Visto che interessa anche a noi, abbiamo la possibilità di viaggiare con loro. Arrivati al cimitero ci rendiamo che parecchi di loro sono qui per portare un fiore ai loro cari caduti proprio qui a Stalingrado. La cosa ci colpisce molto, e rimane un momento molto emotivo in tutto il nostro viaggio.

Discutiamo con loro, e loro ci raccontano le loro storie. C'è chi è sceso per trovare suo fratello, chi il nonno. C'è un tedesco che accompagna la comitiva e li aiuta a cercare i nomi dei loro cari. Lui lavora per lo stato tedesco, il suo compito è trovare il nome delle salme ritrovate, tramite carte di guerra e di posti strategici. Tutt’ora mancano 1,2 mila militari tedeschi nell'Est dell'Europa...

Rientriamo a Volgograd e cerchiamo un ristorante per cenare. Ce ne sono parecchi, ma non siamo in un posto turistico.. di qui, le carte sono solo in russo, il personale parla quasi esclusivamente russo.. un po' lo riesco a leggere il russo, e con dei gesti ci si capisce anche qui. Troviamo poi un ristorante vicino alla piazza centrale che ha la carta in inglese. L’unico. Si mangia anche qui bene. Come in tutti i ristoranti in cui abbiamo mangiato in questo viaggio.

Non passiamo inosservati qui a Volgogrado. Le ragazze che sono molto carine non esitano a guardarci, visto che parliamo in italiano, e ci vestiamo diversamente dai loro ragazzi. Qui la gente è tranquilla, molto ospitale, sia all'Hotel che nei ristoranti ci hanno sempre aiutato. Sono sempre disponibili ad aiutarci. Escludendo ovviamente i poliziotti.

Il giorno dopo andiamo a visitare il museo panoramico che e stato costruito accanto al Mulino simbolo della ferocità dei combattimenti durante la liberazione di Stalingrado. Ma prima ci guardiamo la parata militare. Di certo non è una parata militare come la abbiamo vista a Mosca, e dopo un'ora la parata è finita. Tanta gente porta dei fiori sui monumenti, e per le vie si scoprono anche dei Veterani. Sono molto amati i veterani qui in Russia. Almeno il 9 Maggio é la giornata dove tutti i russi si ricordano di loro. Torniamo al discorso sul museo panoramico.

Il Museo è grande e ospita tanti ricordi, foto, e nel tetto c'è una visione a 360 gradi di come si svolgeva la guerra in quel periodo. Attorno al Museo, oltre al Mulino, ci sono esposti MIG, Tank34 e un treno militare, che era in funzione in quel periodo. Anche questo Museo è molto interessante e vale la pena visitarlo.

La giornata la finiamo girando un po’ per le strade di Volgogrado. Ci sono ovunque dei monumenti. Ci godiamo le ultime ore in Piazza al Grand Cafe davanti a una buona Siberskaja Corona. Vodka? No, qui si beve soprattutto Tee e Birra, qualche ragazza anche un bicchierino di vino bianco.

Lasciamo Volgogrado per l’ultima tappa di questo viaggio. La capitale.. Mosca. Arriviamo a Domodedovo, e un Taxista ci offre di portarci in città. Discutiamo per il prezzo, dopo aver accettato il nostro prezzo, andiamo a prendere il suo Taxi… una Limousine micidiale, di quelle che a Mosca ne girono molte. Una Volga 4 Porte! Rimaniamo perplessi, l’idea di poter viaggiare in una Volga ci lascia un po’ cosi. Ma c'è poco tempo per studiarla dal di fuori. Entriamo e via direzione Mosca. Il viaggio diventa un'avventura molto speciale. Non si viaggia a più di 100km/h. Fortuna nostra. In quei tempi non esistevano Airbag e via dicendo. Viaggio da classico moscovita.. nel senso che a Pitr e a Mosca si viaggia come si vuole, i sorpassi si fanno sia a destra che a sinistra. Al semaforo ci si infila alla destra, per poi fregare tutti, partendo prima del dovuto. Limiti di velocità non ci sono, ma non ci sono neanche le segnaletiche in città con il limite di velocità. Di qui…. E pure la cosa funziona. Da noi impensabile.

Dopo il check-in all'Hotel andiamo in centro con la Metro. Arriviamo davanti al Cremlino, e giriamo un po’ per le vie attorno la piazza rossa. Ci sono parecchie bancarelle con Souvenir di ogni genere.  Prima di cenare ci prendiamo un aperitivo nel centro GUM presso la piazza rossa. Due Birre incluso delle Olive, Small -talk con il cuoco italiano ci costa un pacco. Ma, la visuale sulla piazza rossa é unica. E ci divertiamo ad ammirare la gente che passeggia sulla piazza.

Il giorno dopo andiamo a visitare altri musei. Quello della statua con la Falce e Martello, e poi il museo Spaziale. Tutti e due vicino al parco VDNK. Il primo e dedicato soprattutto alla storia legata al Monumento, che fu esposto a Parigi nel 1927. Merita più vederlo dal esterno che dal interno. Diverso discorso invece per il Museo Aerospaziale, riaperto da poco. L’esposizione ora è scritta anche in inglese. Ma non tutto, soprattutto le foto sono ancora descritte in russo. Malgrado tutto è molto interessante. Anche qui vale la pena entrare e anche qui 100 Rub. per far Foto. Il Museo racconta la storia dei viaggi nello spazio, di Gagarin fino ai lanci attuali.

Ci troviamo con Katia, che ci accompagna  a vedere il Bunker 42 di Stalin. Lo chiamano anche il Museo della guerra fredda. Se non sai dov'é non lo trovi facilmente. E' in un caseggiato abbastanza grande, e all'entrata non c'è nessuna scritta del Bunker 42. Eppure il Bunker c'è e come. Ci si deve informare su quando ci sono le visite, perchè senza prenotazione non si entra nel Bunker. Ma ci ha pensato Katia a riservare i posti per la visita. Il Bunker è grande, la guida nel Bunker viene fatta da un militare russo, che e a dire il vero è un po’ fuori di testa. Ci spiega l’autonomia del Bunker, come fu costruito e si ha la possibilità di vedere tutti i posti di comando che erano in funzione durante la guerra fredda.

Dopo aver visitato il Bunker 42 torniamo al centro, ed andiamo per le vie vicino la Galleria Tretjakow. Passiamo il ponte con i lucchetti e il parco accanto. Ceniamo nelle vicinanze e ci godiamo l’ultima serata russa.

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