Idee di viaggio

Viaggio nei Balcani

Partiamo insieme a nicolazingaro alla volta dei Balcani, dove visiteremo Zagabria, l'ex capitale jugoslava Belgrado, la tristemente famosa Srebrenica ed infine Sarajevo, città simbolo che ancora oggi porta i segni della terribile guerra serbo-bosniaca

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Autore: nicolazingaro
Periodo: 1-7 novembre 2008


Sono Nicola e da anni sognavo un viaggio nei Balcani, ma per svariati motivi non sono mai riuscito a concretizzare questa idea tanto che ormai mi ero rassegnato. Ma una sera bevendo una birra con un amico (Alberto) rinasce la mia idea e... si parte!!! Nel giro di 15 giorni pianifichiamo l’itinerario, raccogliamo tutte le info utili su internet e prenotiamo online i tre alloggi (con garage). Ovviamente stampiamo la zingaguida delle tre capitali che visiteremo, ossia: Zagabria, Belgrado e Sarajevo.


1/11/08 
Conegliano Veneto - Zagabria

Partiamo alle 6.30 da Conegliano Veneto direzione Zagreb. Il viaggio fila liscio anche se piove incessantemente e noi prendendocela con gran calma e facendo qualche breve sosta arriviamo nella capitale croata intorno alle 12.30. Ci sistemiamo nella camera precedentemente prenotata online (apartments & room Lessi, 50 euro una doppia senza colazione, sul sito hostelworld.com) piccola, semplice, pulita e soprattutto a 30 metri dalla centralissima piazza trg Bana Jelacica.

Il proprietario molto gentile ci regala una mappa turistica della città, ci consiglia cosa visitare e ci consiglia qualche ristorante e qualche locale per la sera. Pranziamo con due semplici pizze e subito ci incamminiamo seguendo il percorso turistico della mappa. Fortunatamente il cielo si apre e smette di piovere cosi possiamo visitare e fotografare perfettamente la città.

Zagabria è una città relativamente piccola e le cose principali da vedere sono tutte raggruppate vicino al centro tanto che noi in 3 ore riusciamo a vedere tutto. La sera andiamo a mangiare al ristorante “Nokturno” dove con 2 grigliate miste birra palacika e caffè ce la caviamo con circa 10 euro a testa. Proseguiamo la serata in un paio di localini abbastanza frequentati da giovani croati dove ci beviamo un paio di pivo a testa, quando intorno all’una decidiamo che forse è meglio andare a dormire visto che il giorno dopo ci aspetta un lungo viaggio verso Belgrado.


2/11/08 Zagabria - Belgrado

Sveglia alle 7.45, raggruppata veloce dei nostri bagagli e alle 8 siamo già in strada direzione Kutina (città croata a 80 km a est di Zagabria) dove ci aspetta un mio collega di lavoro per la colazione. Con gran calma beviamo un “cappuccino croato” e tra una chiacchiera e l’altra ripartiamo poco prima delle 11 verso Belgrado. Il nostro programma era di arrivare nella capitale Serba prima del buio e la strada ci ha dato ragione. Passiamo lisci la dogana serba, cambiamo subito un po’ di euro in dinari e alla prima stazione di servizio ci fermiamo per un panino. Risaliamo nella mitica punto gialla di Alberto (lo squalo giallo) e intorno alle 15 arriviamo a Beograd.

Non posso spiegarvi cosa ho provato quando siamo entrati in città perché non riuscirei a trovare le parole, ma vi posso solo dire che è stata una sensazione unica. Dopo quasi 10 anni di attesa finalmente ero arrivato nella capitale della ex Jugoslavia, incredibile. Qui però inizia il primo problema del viaggio in quanto il nostro navigatore non dispone delle cartine stradali di Serbia e Bosnia e oltretutto non abbiamo neanche una cartina cartacea della città. Prima di partire però su google hearth avevo dato un’occhiata alla posizione del nostro ostello e sapevo che era circa 1 km a sud-est della fortezza del Kalemegdan, quindi vedendo la fortezza dall’autostrada siamo usciti e a occhio e croce siamo arrivati nelle vicinanze dell’ostello, quindi chiedendo un paio di informazioni ai passanti siamo arrivati in non più di 40 minuti. Facile no...??!!

Parcheggiamo lo squalo nel parcheggio privato dell’ostello e ci sistemiamo nella nostra camera. Non ci aspettavamo una camera così bella nuova semplice e pulita, soprattutto per quello che avevamo pagato. L’ostello si chiama Hostel Lijcei club, l’abbiamo prenotato su booking.com e abbiamo pagato una doppia per 3 notti con colazione 120 euro totali, praticamente niente. L’unica nota “negativa” era che avevamo il bagno in comune, ma vi posso assicurare che era abbastanza nuovo e molto pulito, stessa cosa dicasi per le docce.

La sera andiamo a cena al ristorante “?” (si chiama proprio cosi’) in Kraljia Petra dove con circa 10 euro a testa mangiamo veramente tanto e bene. Nel dopo cena passeggiamo un po’ nella via principale di Belgrado ossia Kneza Mihailova e ci fermiamo in un paio di localini a bere qualche pivo. In questa via c’è un movimento incredibile di gente a tutte le ore e la cosa che abbiamo notato io e Alberto è il numero di ragazze che passeggiano qui. Ne abbiamo viste veramente tante e soprattutto poche di brutte. Va bé! Decidiamo di finire la serata in disco e per puro caso troviamo il “Balthazar”, proprio ai piedi della fortezza del Kalemegdan dove suonano musica house (entrata 2 euro), e noi ci divertiamo tra i serbi/e fino a notte fonda.


3/11/08
Belgrado

Sveglia ore 8.30, colazione veloce in ostello ma non ci basta, quindi facciamo sosta in un pekara (panificio) vicino dove ci gustiamo un enorme croissant serbo. Dopo di che ci dirigiamo a piedi verso la fortezza del Kalemegdan, facciamo un po’ di foto dall’alto della città e successivamente scendiamo passando per Kneza Mihailova, quindi visitiamo Patrijarsija (patriarcato) – saborna crkva (chiesa ortodossa) – Piazza della Repubblica e ci fermiamo a mangiare un tipico panino con cevapi. Nel pomeriggio visitiamo la cattedrale di Sveti Sava, Stari Dvor (municipio) e il parlamento. A questo punto ritorniamo all’ostello, sempre a piedi e, dopo una doccia ci concediamo due orette di sonno visto che ormai sono le 17. In più fa buio e siamo “mooolto” stanchi.

Al risveglio ci dirigiamo di nuovo al ristorante ”?” della sera prima, ma questa volta cambiamo menù. Prendiamo vitello in umido con patate e fagioli serbi e ci rendiamo conto di aver fatto la scelta giusta! Ovviamente il tutto accompagnato da pivo, caffè e slivovica. Poi girovaghiamo un po’ per Kneza Mihailova dove ci rifacciamo un po’ gli occhi! A questo punto cerchiamo una disco per finire la serata ma quelle più famose (Akademija,Underground,Balthazar ecc.) sono chiuse; non ci eravamo resi conto che era lunedi’ sera, quindi ritorniamo al nostro ostello e ci riposiamo per la giornata successiva che si preannuncia impegnativa.


4/11/08 Belgrado

Sveglia ore 8, colazione veloce e passando per Kneza Milosa ci incamminiamo verso il Mausoleo di Tito. Lungo questa via rimaniamo colpiti da alcuni edifici sventrati dalle bombe del 1999 e non ancora restaurati. Dopo quasi un’ora di cammino arriviamo al Mausoleo dove riposa il Maresciallo. All’entrata mi è venuta la pelle d’oca. Io e Alberto avevamo di fronte la tomba dell’uomo che ha segnato in positivo la storia dell’ex Jugoslavia! Sensazione bellissima. Dopo di che passando di fronte allo stadio del Partizan di Belgrado ci dirigiamo verso il centro città dove per pranzo ci mangiamo “il solito” panino con cevapi.

Nel pomeriggio visitiamo la chiesa di San Marco, passiamo nel “quartiere” universitario e infine andiamo sul ponte del Danubio per scattare qualche foto. La sera ci dirigiamo verso la famosa via Skardalija ulica, molto caratteristica e bella. Qui ci fermiamo a mangiare in un altrettanto famoso ristorante chiamato “Tri Sesiri” ossia 3 cappelli. Mangiamo divinamente, provando anche la slivovica come aperitivo, oltre che come digestivo. Per tutta la cena ci ha tenuto compagnia una banda di musicisti serbi che cantavano le loro canzoni popolari e devo proprio dire che si era creata un’atmosfera caratteristica a dir poco stupenda. Un po’ meno “stupendo” è stato il conto finale di ben 66 euro, ma alla fine avevamo mangiato tanto, bene e ci eravamo pure divertiti, quindi andava bene così. Breve passeggiata in centro per digerire un po’ e poi direzione ostello, visto che il giorno dopo sarà il giorno più difficile del nostro viaggio.


5/11/08
Belgrado - Sarajevo

Sveglia ore 6.40, colazione e alle 7 siamo già sullo squalo in direzione Sarajevo. Usciamo abbastanza facilmente da Belgrado e prendiamo la E763 direzione Lazarevac, ma qui la nostra fortuna è che ci siamo muniti di una cartina anche se non è difficile sbagliare lo stesso!!! Passiamo per Lajkovac, Valjevo, in strade che si fanno sempre più piccole e sperdute, case sempre più trasandate, Jugo e Lada sempre più frequenti; la vera Serbia è proprio questa. Procediamo fino alla frontiera di Ljubovija dove la polizia serba ci chiede la carta verde, ma passiamo senza alcun problema.

Ora siamo in Bosnia i Herzegovina e la povertà di questo paese la notiamo subito. Al primo paesino ci fermiamo in una banca a cambiare un po’ di euro in marchi. Entra solo Alberto mentre io rimango in macchina un po’ impaurito da tutti i passanti che vedendo una macchina con targa italiana continuavano a fissarmi. Va bhe! Procediamo per un paio di km e sulla destra vediamo un enorme cimitero pieno di tombe bianche; è il cimitero del massacro di Srebrenica. Nel 1995 qui morirono circa 8-10 mila mussulmani, uccisi dai serbi e qui rimarrà scritto un pezzo di storia non solo dell’ex Jugoslavia, ma del mondo intero.

Andando avanti notiamo che le case sono “tutte” forate da colpi di fucile e qualcuna è proprio distrutta completamente. Arriviamo in centro a Srebrenica, abbiamo tanta fame visto che ormai è l’una, ma ci sentiamo troppo osservati e abbiamo paura a scendere, quindi procediamo per la nostra strada passando per Podravno, Dile e Milici. Proprio in questa strada abbiamo passato uno dei momenti più “divertenti” del nostro viaggio. Ad un certo punto da strada asfaltata siamo passati a strada di ghiaia in piena montagna e tutto questo è durato per circa 10 km. Sul nostro percorso non abbiamo incrociato una sola macchina e più volte ci è balzata in mente l’idea di aver sbagliato strada, ma era impossibile in quanto quella era l’unica strada e noi non avevamo mai trovato incroci.



Finalmente quando arriviamo a Milici tutto torna alla normalità, passiamo quindi per Vlasenica e subito dopo ci fermiamo in una specie di trattoria sperduta tra i monti. Erano quasi le tre e non ci vedevamo più dalla fame. Li nessuno parlava in inglese ne in nessun’altra lingua a parte il bosniaco, quindi per farci capire abbiamo pronunciato il diffuso nome di cevapi, patate e pivo (6 euro a testa). Pranziamo abbastanza bene e risaliamo sullo squalo anche se ormai ci siamo resi conto che non arriveremo mai a Sarajevo prima del buio. Alberto fa scatenare i cavalli dello squalo e intorno alle 17 arriviamo nella capitale bosniaca.

Anche qui come a Belgrado siamo senza cartina della città quindi a occhio, orientandoci con il fiume e il parlamento arriviamo a non più di trecento metri dall’hotel. Ci siamo veramente superati questa volta! L’hotel da noi prenotato su booking.com si chiama Pension Harmony (120 euro una doppia per 2 notti con ottima colazione a buffet) ed è paragonabile a un 3 stelle e mezzo in Italia. Le camere sono pulitissime, il bagno nuovo e in più abbiamo una grande tv e dal terrazzo si nota una splendida vista della città dall’alto. Il proprietario ci accoglie gentilmente, ci chiude la macchina in un parcheggio privato e ci accompagna in camera.

Noi ci riposiamo un po’ e verso le otto scendiamo in città con un taxi (9 euro andata e ritorno), dove ceniamo in un localino semplice. Anche qui essendo mercoledi’ sera non c’è molto movimento notturno quindi optiamo per un caffè in centro. Qui scambiamo due parole con il proprietario del bar che si presenta simpaticissimo e super appassionato di calcio. Dal calcio però passiamo al discorso della guerra di Bosnia e ci racconta la drammaticità di quei momenti da lui vissuti proprio in quel bar che usava come nascondiglio. E’ un mussulmano e in quegli anni rischiava la vita tutti i giorni, però dalla tranquillità in cui lo diceva sembrava aver superato bene il momento. Prendiamo un altro taxi e andiamo a letto.


6/11/08
Sarajevo

Sveglia ore 7.30, colazione ottima e abbondante in hotel e partenza a piedi verso il centro città. La prima cosa che notiamo è che il 90% delle case sono forate da colpi di fucile e qualche palazzo è addirittura completamente distrutto. Ci dirigiamo verso l’enorme palazzo del parlamento ricostruito dopo la guerra e andiamo verso est direzione Bascarsija dove cercheremo di recuperare una mappa turistica della città in un “tourist information”.

Nel nostro percorso incontriamo e visitiamo la moschea di Ali Pasa (una delle più famose della città) e la Vjecna Vatra (fiamma in ricordo delle guerre). All’ufficio turistico troviamo una mappa della città in italiano intitolata “come visitare Sarajevo in una giornata”; è proprio quello che fa per noi! Proseguiamo fino al fiume Miljacka e lo costeggiamo per circa un km scorgendo prima la targa in ricordo dell’assassinio del 1914 del Gran Duca Ferdinando e poi la famosa biblioteca che purtroppo non possiamo visitare perché in fase di ristrutturazione.

A questo punto la nostra guida ci consiglia di salire nelle colline ad est e per arrivare in cima fatichiamo non poco, anche a causa del caldo; siamo a novembre e ci sono più di 20°. Veramente insolito per una città che d’inverno può superare i -20°. Comunque sia la nostra fatica è stata appagata dallo splendido panorama che si vede da quassù. Tra moschee, chiese, edifici nuovi, palazzoni dell’ex comunismo ed enormi cimiteri bianchi, Sarajevo è senza dubbio una città un po’ “anomala” ma allo stesso tempo bellissima.

Riscendiamo in direzione Bascarsija (città vecchia) dove prima compriamo un paio di regalini in uno dei numerosi bazar che riempiono questa zona e poi ci fermiamo a mangiare una pizza, che non era niente male. A questo punto visitiamo la moschea di Gazi Husrev e proseguendo per la Ferhadija (città nuova) riprendiamo la strada verso il nostro hotel visto che ormai il sole stà tramontando e noi abbiamo voglia di riposarci un po'.

Al risveglio intorno alle 19, Alberto sente che c’è qualcosa che non va e si prova la febbre. Risultato 38 e mezzo. Benon! Qui rimaniamo colpiti dalla gentilezza del padrone dell’hotel che ci manda in camera un tè caldo con arance, mandarini e un paio di aspirine. Veramente da ammirare! A questo punto Alberto non se la sente di riscendere in città per cenare e quindi chiamo un taxi e scendo in centro da solo. Mi mangio un piatto con cevapi, pane bosniaco e formaggio, poi provo il caffè bosniaco e infine per digerire una bella slivovica; il tutto con soli 8 euro! Poco dopo riprendo il taxi e ritorno in hotel.


7/11/08 Sarajevo - Conegliano Veneto

Sveglia ore 7, colazione e partenza direzione Italia. Per fortuna Alberto stà un po’ meglio e decide di guidare, anche perché in quei paesi è sempre meglio che guidi il proprietario della macchina. Prendiamo la strada per Visoko, quindi per Zenica e tra montagne, fiumi e paesaggi strani arriviamo Doboj. Ed è proprio in questa zona che rimaniamo colpiti per l’ultima volta nel nostro viaggio. Le case qui, a differenza degli altri posti da noi visitati, non sono forate, ma il buon 80% sono completamente distrutte. Veramente allucinante!

Proseguiamo per una quarantina di chilometri con lo stesso scenario e arriviamo alla frontiera di Bosanski Brod, dove passiamo anche qui senza nessun problema. A questo punto siamo in Croazia e ci sentiamo praticamente a casa! Alberto mette lo squalo sui 140 km/h fissi e intorno alle 17 siamo di nuovo a casa, sani e salvi, ma con un bagaglio culturale di notevole importanza.

NOTE: Alla fine in questo viaggio abbiamo speso in totale 460 euro a testa, considerando tutto (hotel, benzina, pranzi, cene, ecc.). Spero che questo racconto di viaggio possa servire a qualcuno che abbia in mente di fare un’esperienza simile, un’esperienza che consiglio a chiunque. Comunque per eventuali altre informazioni non esitate a contattarmi al mio indirizzo nicolazingaro82; sarò lieto di rispondervi!