Idee di viaggio

Una settimana a Maiorca - Parte II

Continua il viaggio tra il mare cristallino di Sa Calobra, la punta settentrionale Cap de Formentor e la memorabile finale del Mondiale

Maiorca MARE Shutterstock
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11 LUGLIO – IN TOUR TRA MARI & MONTI, CON LA FINALE DEI MONDIALI AD ASPETTARCI

Se vi siete persi la prima parte

Ho passato una nottataccia, tra il caldo e il “tuz tuz” della disco, avrò dormito sì e no 2 o 3 ore. Male, molto male, oggi avrei dovuto essere al top della condizione fisica perché quella che ci aspetta, è secondo i miei calcoli, la giornata più lunga e dura dell’intera settimana. Ecco il nostro programma, (che ci tengo a precisare, è partorito interamente da me, io organizzo sempre tutto, prima della partenza mi metto su internet e pianifico ogni cosa):

Soller
Port de Soller (da raggiungere col tram d’epoca, partendo da Soller)
Sa Calobra w/ Torrent de Pereis
Stadio di Palma per assistere al maxi schermo, alla finale dei Mondiali Spagna vs Olanda

Sembra una cretinata tutto sto giro, ma non lo è, perché le strade per raggiungere Soller e soprattutto Sa Calobra, dovrebbero essere assurde assurde! Curve e tornanti infiniti e stretti come non mai. Intanto partiamo alle 9, guido io, Wanda è il navigatore umano, vedremo strada facendo cosa ci aspetta.

Transitiamo sul raccordo di Palma, (autopista de Levante, per la precisione), ed individuiamo lo stadio che stasera DOVREBBE essere il luogo nel quale guarderemo la partita. Proseguiamo verso Soller, con la fida Smart sfioro i 150 km orari in un falsopiano in discesa, Wanda è preoccupata, ma ho la situazione in pugno, appena capisco che stiamo per ribaltarci, saggiamente decelero sotto i 100.

Arriviamo ad un bivio che recita: Soller (Tunnel) 7km oppure Soller 14km.( più o meno). So che il tunnel è a pagamento, grazie alla preziosa info dell’amico Dick Smart, fornita nel primo diario di Maiorca, poi sono consapevole della difficoltà della vecchia strada, la mia guida di Maiorca (mondadori) ci mette all’erta, definendola “ardua e per guidatori esperti ed abili”. Bè e io che sono?? Un guidatore esperto ed abile, of course!!

Quindi prendiamo la strada vecchia…Dopo tre tornanti, TRE, una Seat Ibiza nel fosso. Wow, che buon auspicio! Rallento per sincerarmi che sia tutto ok, pare di sì, sono turisti nordici, stanno bene e stanno chiamando un carro attrezzi. Il fatto mi mette un po’ d’agitazione, avevo intenzione di guidare alla Colin Mc Rae (r.i.p.), ma desisto e passo ad una guida degna di una 87enne con la cataratta. Praticamente non superiamo mai i 40 all’ora a salire e a scendere procedo con la 2° inserita, (uso il semiautomatico oggi). Fortunatamente la strada è completamente sgombra, faranno tutti il tunnel, quindi non ho macchine alle spalle che sfanalano o strombazzano.

Per fare sti 15km scarsi impieghiamo parecchio, ma almeno arriviamo sotto Soller incolumi. Prima del centro città c’è un parcheggio, è domenica quindi è gratis, meglio. Parcheggiamo e ci incamminiamo per questo bel paesino dell’entroterra. Da segnalare, la piazza con Municipio e Chiesa e la stazione dal quale parte e arriva, se non erro, l’unico treno di Maiorca, il Palma – Soller, un vecchio treno ad uso e consumo turistico.

Dalla stazione parte anche il nostro tram, uno sferragliante mezzo anni ‘20, rosso, originale di San Francisco, (così almeno ci assicurano). Montiamo a bordo senza biglietto, il controllore ce lo darà una volta partiti. Il tram parte circa ogni 30 minuti. Attenzione perché costa un fuoco! 4€ corsa singola, quindi 8€ a/r per fare i pochissimi km che separano Soller da Port de Soller! Il tragitto dura una decina di minuti, è carino sì, ma nulla di eclatante, mi sa che potevamo pure risparmiarcelo.

Ed eccoci a Port de Soller. Il paesino è caruccio, c’è un’ampia baia, una lunga spiaggia di ciottoli, il porticciolo, un lungomare coi ristorantini e un paio di vie pedonali coi soliti negozi per turisti. Niente male. Decidiamo di trascorrere qui un’oretta abbondante. Facciamo una passeggiata, compriamo calamite e cartoline, solito caffè espresso indecoroso etc. etc.

Si è fatta l’una! Tocca muoversi, quindi riprendiamo il tram e torniamo a prendere l’auto a Soller. Adesso viene il bello! Raggiungere Sa Calobra! Per farlo, ci si deve arrampicare su diverse montagne, più o meno alte, ed il percorso sarà praticamente sempre impervio e/o pericoloso. Il primo paesello montanaro che incontriamo è Fornalutx, secondo la mia guida, addirittura, il paese più bello della Spagna!!! E che cosa sarà???!!! Fermiamoci a vedere. La guida ha esagerato di brutto sta volta. Per carità, è molto caratteristico, ma solo dalle mie parti, (in Italia), ne trovo parecchi di simili, alle pendici delle montagne, faccio un esempio: Guarcino, sotto Campo Catino.

Ci fermiamo per mettere qualcosa sotto i denti. Fa freschetto data l’altura, siamo sui 23°, 1500m circa. Dopo pranzo ci rimettiamo in marcia, attraversiamo una boscosa zona a valle denominata Gorg Blau, c’è un lago artificiale interessante che si presta alle foto di rito. Ci fermiamo per qualche scatto e proseguiamo. Quando ormai speravo che il peggio fosse passato, ecco spuntare sotto di noi, una strada assurda!! Definirla mulattiera è un ‘eufemismo. E’ il mostruso “serpente” per Sa Calobra. Oltre 10 km di strada larga 3 metri, senza alcuna protezione esterna, a strapiombo sul precipizio, con 800mila curve e 0 metri di rettilineo.Qui bisogna stare con gli occhi aperti e mantenere l’attenzione ad alto livello se non si vuol rotolare nel burrone, non scherzo. Se venite da queste parti non vi aspetta una passeggiata, tenetelo a mente!


Facciamo un paio di foto per documentare quello che stiamo per affrontare e scendiamo. Penso io: Bè, co sta strada così impervia giù ci saremo noi e pochi altri folli. Ma non faccio in tempo a tradurre in parole il pensiero, che mi sbuca un autobus da dietro una curva cieca! Porca che strippata! Riesco ad inchiodare e mi accosto il più possibile in prossimità del baratro, l’autista del bus mi ringrazia e passa a 4 o 5 cm dalla mia portiera. Porca miseria! Qua ci passano i bus??!!! Non è possibile dai!

Purtroppo non è nemmeno l’unico. Facendo le casette e rischiando a più riprese di volare, riusciamo a raggiungere finalmente l’obiettivo, Sa Calobra! Molliamo l’auto nel parcheggio a pagamento e ci incamminiamo a piedi lungo i sentieri. Quasi immediatamente giungiamo a Cala Calobra, molto molto bella, ma piccolissima e super affollata, non è questo che cerchiamo, noi vogliamo arrivare nel punto in cui il torrente de Pereis sfocia praticamente in mare, nel canyon, separato dal Mediterraneo da un’esile lingua di spiaggia ciottolosa.

Per raggiungere la meta si attraversano un paio di caverne, il panorama circostante è bellissimo. Oltrepassata l’ultima caverna, ci siamo! Il torrente, in questa stagione è quasi totalmente prosciugato, eccezion fatta per gli ultimi metri, quelli che lo separano dalla spiaggetta. Siamo all’interno di questo grande canyon, guadiamo il torrente, l’acqua mi arriva alla cintura ed accediamo alla spiaggia.

E’ uno scenario unico, almeno per noi, non avevamo mai visto roba simile, ne è valsa la pena farsi la strada lungo il serpente, anche solo per dare un’occhiata. Però ci sono 2 inconvenienti: 1) il mare è trasparente, blu, calmissimo, ma sporco!! Sì, è pieno di plastica, residui di spazzatura e schiumetta che dall’alto non è possibile notare. 2) la spiaggetta è stracolma di gente, praticamente non c’è spazio nemmeno per stendere due teli.

Ci facciamo comunque il bagno ed osserviamo un folle che si arrampica sulla scogliera ad Ovest, arriva al punto che ormai non sa più che cavolo fare, sotto tutti lo guardano e lo filmano, sarà ad una 30ina di metri sul mare, alla fine, rischiando veramente molto, si lancia in acqua e buon per lui, trova il fondale libero da scogli e se la cava incolume.

Si fanno le 16.30, mancano quattro ore al grande match dei mondiali. E’ meglio prendere la via del ritorno, dato che è quella che è, non vogliamo avere fretta addosso. Ora guida Wanda, vorrei avere un pampers, (non tanto perché è lei ai comandi, ma tanto perché chiunque guidi, anche fosse Sebastian Loeb, non avrebbe mai la mia fiducia), in alcuni punti chiudo gli occhi e prego. Dopo quasi 2 ore siamo riusciti a raggiungere il bivio Palma Tunnel / Palma strada vecchia, quella di sta mattina, vivi!

 

A dispetto del tempo tiranno, rifacciamo la strada vecchia con i suoi 57 tornati, (ci fermiamo anche per una sosta, dovuta a motivi che non sto qua a specificare) e ci ritroviamo sull’autopista per Palma quando sono le 19 passate! Qui prendo io i comandi, parto a tavoletta ed arrivo a Palma a tavoletta, consumo dunque, un’infinità di benzina, stringo i tempi al massimo! Ma purtroppo non è abbastanza, passiamo davanti lo stadio che c’è già un bordello di gente, noi dobbiamo assolutamente farci una doccia, non possiamo fare tutta una tirata, soprattutto nel caso vincesse la Spagna! Per questo motivo, ci vediamo costretti a modificare il programma. La finale ce la vedremo in uno dei tanti pub a Santa Ponca, in mezzo agli inglesi rosiconi.

Torniamo in appartamento alle 20, in fretta ci facciamo una doccia, per risparmiare tempo e subito dopo ci precipitiamo in strada alla ricerca del pub giusto. Siccome mancano veramente pochi istanti al fischio d’inizio, decido di raggiungere la zona dei locali, in macchina, per risparmiare quei 10 minuti di camminata.

Trovo un unico posteggio, ovviamente Smart, quindi di posteriore, lasciamo l’auto e ci fiondiamo nell’unico pub con dur sedie libere! Ce l’abbiamo fatta, sono le 20.29!! La partita scorre tra qualche emozione, un litro di Sex on the Beach (ancora!!), un paio di birre e gli ululati degli inglesi ad ogni fallaccio, ricorderò per sempre il tizio ubriaco alla mia destra e le sue parole ripetute come un mantra ogni 3 minuti e mezzo: best final ever. Mi ha praticamente ipnotizzato come l’ipnorospo di Futurama.

Si va ai supplementari, probabilmente a Santa Ponca ci sono più olandesi che spagnoli, quindi ad un certo punto anche gli inglesi (rosiconi) cominciano a tifare spudoratamente per gli Orange! Noi siamo fedeli alla Roja, siamo pronti alla rissa per difendere i colori spagnoli, olè!! È’ quasi finita, sto per ordinare altra birra per i calci di rigore, quando Iniesta insacca!! GOOOOOLLL!!!! Pochi minuti prima del fischio finale!! CAMPEONES!!!!

In men che non si dica saltano fuori come funghi tutti gli spagnoli di Santa Ponca! Partono petardi, fuochi d’artificio, bengala, cortei a piedi. Il traffico viene immediatamente chiuso in tutto il centro. Noi ci spostiamo verso la baia per guardare i cortei con le macchine, ma tutto sommato non c’è il delirio, la maggior parte della gente di qua, rosica come castori, quindi sta zitta zitta ad ingolfarsi di birra nei pub. La cosa migliore da fare è raggiungere Palma, li sì che si staranno a divertire.

Ci apprestiamo a prendere la macchina, ma una spiacevole sorpresa ci attende: la Guardia Civil si è posizionata esattamente davanti la nostra Smart (parcheggiata malissimo, ricordo), con transenne e automezzi di servizio. Uhm, ora che si fa?? Dobbiamo uscire, ma come?? E se si arrabbiano perché ho parcheggiato male?
Restiamo davanti la macchina qualche minuto per decidere il da farsi. Decisone: rischiamo e chiediamo umilmente di poter uscire.


Mi avvicino ad una guardia e le chiedo servilmente in inglese se per favore ci fa uscire, lui ci guarda, guarda la macchina messa male, sorride, ci sposta transenne e auto e ci dice che per uscire bisogna fare il giro contromano. Mitico! Ed io che mi aspettavo una frustata sulla schiena per la sfacciataggine della richiesta!
Velocemente imbocchiamo l’autopista e percorro, ancora una volta a tavoletta, (sì lo so, stavolta non mi sono regolato), i 15km che ci separano da Palma. Giunti in città, il caos!

E’ l’una di notte, ma sono TUTTI e scrivo TUTTI in strada! Percorriamo a passo d’uomo tutte le vie principali, accodati al lunghissimo corteo. E’ una figata, sono tutti impazziti, anche noi ci diamo sotto col clacson e le canzoncine, fantastico! E dire che quando vinse l’Italia non mi interessai, mi pare che non vidi nemmeno la finale.

Per raggiungere il raccordo, transitare dinnanzi la Seu illuminata (a proposito, è uno spettacolo ancor più magnifico che di giorno) e rifare il Passeig Marittim, in mezzo a decine di Tir con trombe spiegate, impieghiamo quasi 2 ore. A questo punto la stanchezza si fa sentire, sono quasi le 3 di notte, è ora di tornare all’appartamento e così facciamo, (sempre a tavoletta sull’autopista).

In stanza mi ricordo di dur Amstel che avevo messo in congelatore alle 20 prima di uscire sta sera, (non chiedetemi perché, manco io me lo ricordo), le tiro fuori e sono congelate, me le volevo scolare per chiudere la serata in bellezza, vabbè pazienza, ci fumiamo una sigaretta in terrazza e crolliamo a letto. La giornata è stata memorabile direi.

 

12 LUGLIO – SI PUNTA ALL’ESTREMO NORD
Dopo la giornatona di ieri, in teoria, oggi ci aspetta qualcosa di più tranquillo, anche se i km da macinare, saranno molti, almeno, la maggior parte saranno da percorrere su strade veloci; autopista e statali. Certo, lo strappo di montagna non manca, infatti per raggiungere il punto più a Nord di Maiorca, Cap de Formentor, la strada sarà bella tortuosetta a giudicare dalla cartina, noi speriamo meno di ieri!

Programma odierno:
Cap Formentor (con soste nei vari mirador sulla strada)
Platja de Formentor
Port de Pollenca
Cala Sant Vincenc
Alcùdia

Si parte alle 9.30, guido io. Tagliamo completamente l’isola grazie all’autopista e raggiungiamo le pendici della penisola di Formentor in poco più di un’ora, sono circa 70km da Santa Ponca. E’ andato tutto liscio, la strada è stata sgombra e priva di traffico, prima di apprestarci a scalare anche questi picchi, non molto alti a dire il vero, ci fermiamo per la solita botta di caffeina mattutina, (caffè/red bull), a Pollenca. Il paesino non sembra granchè, speriamo che Port de Pollenca, evidentemente sul mare, sia migliore, perché l’ho inserito nel programma, ci dovremmo pranzare se tutto va come deve andare.

Salendo a Formentor incontriamo diversi "mirador" (punti panoramici n.d.r.), due almeno sono fantastici! Il primo, molto ampio e con possibilità di parcheggio, ed un altro prima del faro di Formentor, molto più piccolino, è possibile parcheggiare al massimo tre auto. Scattiamo le foto migliori della settimana, la giornata è ancora una volta stupenda, assolata, calda, tersa, i colori del mare risplendono fin quassù con mille sfumature d’azzurro, le scogliere a strapiombo sono affascinanti ed inquietanti, osserviamo qualche yacht in lontananza, probabilmente si dirigono a Minorca, che è esattamente di fronte a noi, distante qualche ora di navigazione, forse un paio.

Per raggiungere Cap de Formentor, la strada si fa via via sempre più pericolosa e stretta, non sarà come il serpentone di ieri, ma c’è da fare attenzione anche su questo percorso, sopratutto perché stamattina, è molto trafficato. Io vado piano, immancabile c’è una Fiat Stilo che sfanala. Più sfanala, più rallento…più rallento, più sfanala. Sorpassare è impossibile, quindi me la prendo comoda e lo invito a più riprese a superarmi facendo ampi gesti con il braccio. Il tipo è visibilmente arrabbiato, non aspetto altro che faccia qualche passo falso, tanto a fine percorso ci si deve incontrare per forza, a Cap de Formentor la strada finisce.

Quando mancano pochi km all’arrivo, notiamo l’altro stupendo mirador, poco prima di una galleria scavata nella roccia a strapiombo su una caletta da paura! Trattasi di Cala Figuera. Ci fermiamo e la Stilo dietro finalmente passa, senza però fare gesti o menate simili, buon per lui. Certo scendere a Cala Figuera non sarebbe male, anzi, ma già dall’alto della nostra postazione riusciamo a scorgere distintamente un pacco di gente ammassata sulla spiaggetta di ciottoli, onde evitare una Sa Calobra 2, cioè una situazione da tram all’ora di punta, rinunciamo alla discesa e proseguiamo col programma. Per essere certi dell’alta concentrazione di massa umana in spiaggia, faccio una foto con lo zoom al massimo e la riguardo zoomandola ulteriormente. Eh sì, c'è molta confusione.

Montiamo in auto e raggiungiamo Cap Formentor, il faro, il punto più a Nord di Maiorca. Anche qui il panorama è da favola e le foto si sprecano. Però il caldo si fa sentire, meglio entrare nel bar del faro per prendere qualcosa di fresco. Intanto io cerco il tipo con la Stilo, ma sembra non esserci, ne lui, ne l’auto, forse è volato nel burrone? Possibile, possibilissimo, speriamo…

Wanda prende il solito caffè, io una bottiglietta di acqua piccola. 5.30€, ‘tacci vostri!!! Quando buttiamo i soldi m’innervosisco, odio essere preso in giro così, se non stessi in vacanza manderei tutti a quel paese, ma ora è meglio fare buon viso a cattivo gioco, quindi pago e zitto. Dopo la pausa, altre foto, alto giretto a piedi. Intanto la gente comincia ad accumularsi, meglio togliersi di torno per non restare impantanati in coda con la marmaglia.

Next stop: Platja de Formentor, torniamo indietro dunque, quasi all’inizio della penisola di Formentor. Stavolta, mi sembra l’unica, parcheggiamo aggratis! Evitiamo i 6€ di parking, lasciando la Smart praticamente dentro a un fosso. Ma ci sono molte altre auto piazzate così, quindi vuol dire che si può fare.

Platja de Formentor è particolare. La vegetazione arriva praticamente in mare, non c’è bisogno dell’ombrellone, ci sono vaste zone ombrose, la spiaggia è sabbiosa, lunga almeno 2 km e divisa in 2 da una zona d’attracco per i frequenti traghetti che fanno il giro della penisola, sostando qua e la.


La parte est della platya pare sia la meta preferita dai vip e dai reali di Spagna, è qui infatti il miglior hotel di Maiorca, immerso nella vegetazione, molti attori, sportivi e politici si rifugiano da queste parti.

Ovviamente noi non vediamo nessuno di famoso, anche se fosse nemmeno ce ne accorgeremmo probabilmente. Ci sistemiamo in un punto assolato e ci buttiamo subito in acqua. Ho portato con me la maschera per tutti i giorni che siamo stati sull’isola, stamattina l’ho tolta dallo zaino perché non l’avevo mai usata, ed ora invece mi servirebbe, dato che il fondale è ricco di pesci! Il resto della mattinata scorre tranquillamente, in totale relax.

Alle 14.30 la fame si fa sentire, non pensavamo fosse così tardi, purtroppo dobbiamo lasciare questa bella spiaggia per procacciarci il cibo a Port de Pollenca, è vicina, in 10 minuti la raggiungiamo. E’ un discreto centro turistico sotto ai piedi di Formentor, affacciato sulla baia di Pollenca. Ciò che lo distingue dagli altri paesini, è la presenza di molti locali con i tavoli praticamente sul mare. Hanno ricavato delle piccole penisole in modo tale da non stare sul lungo mare, ma direttamente sull’acqua. Non so se mi sono fatto capire, cercate qualche foto magari, adesso non mi viene meglio la spiegazione, è comunque un espediente interessante e particolare.

Ci fermiamo in un ristorante americano e ci accomodiamo in questa penisola. Ordiniamo hamburger, hot dog e altra roba simile. Siccome il ristorante è "ammmericano", ci aspettavamo ultra-mega-porzioni, invece il cameriere ci porta i cibi su dei piattini per le bambole. Delusione totale. Tra l’altro spendiamo pure una discreta cifra, vabbè oggi stiamo facendo un po’ di beneficenza. Finito di mangiare, entriamo in una Spar e compriamo altre cibarie; biscotti, frutta, affettati, cavolo abbiamo più fame di prima!

E’ arrivato il momento di raggiungere quella che sarà l’ultima caletta che visiteremo a Maiorca, una delle migliori stando alla mia guida Mondadori: Cala Sant Vincenc. Arriviamo a destinazione in breve tempo, in realtà, le cale sarebbero 3, tutte separate da piccole scogliere, noi ci fermiamo alla prima. Spiaggia sabbiosa, fondale roccioso e scivolosissimo, acqua verde smeraldo che dire calda è poco, BOLLENTE! Questo a causa del basso fondale roccioso che attira i raggi solari.

Il posto è decisamente figo, c’è poca gente e il sole è eccezionale! Da qui non ci smuoverà nessuno fino al tramonto. Ma prima che sia buio abbiamo ancora un’”altra sporca ultima meta” in programma: Alcùdia. A malincuore lasciamo Cala Sant Vincenc, sono stati gli ultimi bagni a Maiorca, spero questo non sia un addio, ma un arrivederci…

Alcùdia è una sorta di villaggio romano (antico eh), perfettamente restaurato, dall’altra parte della baia di Pollenca, inglobato nel parco dell’Albufeira, (sì, ha lo stesso nome del parco vicino Valencia, molto bello tra l’atro, lo abbiamo visitato l’anno scorso). Giungiamo in loco al tramonto, parcheggiamo a culo e andiamo in avanscoperta. L’ingresso in paese è suggestivo, si passa sotto la Porta dei Moli e si accede all’interno delle mura.

Sembra tutto finto per quanto è perfetto: le stradine, i negozietti, le abitazioni, le vecchiette sulle sedie a dondolo fuori l’uscio di casa a prendere il fresco, il municipio in miniatura, i gatti in esplorazione e per finire, la chiesa cittadina tra le palme, in una splendida piazzetta. Veramente forte, abbiamo chiuso in bellezza la giornata e praticamente anche la vacanza, dato che domani saremo in partenza per Girona, ahinoi.

Oggi Wanda non ha proprio intenzione di guidare, me la sbrigo tutta io, torno verso Palma a tavoletta, come sempre e mi fermo per fare benzina, siccome dobbiamo consegnare l’auto col serbatoio più vuoto possibile, faccio i calcoli col cellulare per capire quanti litri debbo mettere in corrispondenza dei km che presumibilmente percorreremo tra stasera e domani. Dopo 5 minuti di operazioni matematiche varie, il verdetto: basteranno 7€, sui 6 litri.

Torniamo in appartamento, verso le 21.30, ci prepariamo per la serata e rimontiamo in auto. Dove stiamo andando a trascorrere l’ultima serata isolana? A Magaluf. Centro turistico a circa 5 km da Santa Ponca, mi interessa vedere com’è che va la vita la, dato che è uno dei centri più movimentati in assoluto di tutta Maiorca.
Giunti sul posto, parcheggiamo e ci incamminiamo, colpisce immediatamente l’età media dei “turisti”, sono tutti giovanissimi, tra i 16 e i 20, tutti biondi, tutti secchi, tutti tatuati.

Ci fermiamo in un pub con tanti tavolini all’esterno, attirati dall’enorme insegna al neon, il Benny Hill, prendiamo un litro di sangria per 10€, pessima! Continuiamo la passeggiata e notiamo che molti ragazzi sono in costume, fradici. Boh, avranno fatto il bagno in qualche piscina. No. Sono tutti reduci del BCM, l’enorme discoteca di Magaluf, sta notte c’è lo schiuma party, è possibile vedere cosa sta accadendo all’interno, grazie a due plasma vicini la biglietteria. Inutile dire che sono tutti fuori controllo.

Per togliere l’amaro della pessima sangria dalle papille gustative, ci fermiamo in altro pub, tipicamente inglese, qui ce ne sono a decine, nemmeno stessimo a Londra! Nel Britannia, ci facciamo dur birre ed io non posso non notare la massiccia quantità di ragazze che si riversa a greggi in strada. Gruppi composti da 15/20 elementi, tutte belline, le buste de fave sono rarissime! Tutte snelle, molte ubriache, transumano tra un locale, una disco e un pub all’altro.

Non vedevo tanto ben di Dio da due anni, a Kos Town, nella Bar Street. Quando il turismo è nordico andate sul sicuro, c’è trippa per gatti in abbondanza! Molto meglio qua che ad Ibiza a mio parere, li le italiote si sprecavano e sono subito individuabili, perchè sono vestite male e se la tirano. Dopo le birre ci facciamo un altro giro nei dintorni, in macchina stavolta, arriviamo al casinò, rientriamo a Magaluf, sbagliamo strada un paio di volte ed infine, alle 2 passate torniamo in appartamento per la birretta della staffa. Anche oggi è andata, siamo tristi, domani sarà l’ultima mattinata a Maiorca, alle 15.15 abbiamo l’aereo per Girona. Bè, almeno non sarà un rientro diretto e devastante, c’è Girona che mitigherà la nostra malinconia, tanto abbiamo da fare anche la, che credete.


3 LUGLIO – LAST DAY IN MALLORCA
Sveglia alle 9. Riordino trolley e check out dall’appartamento. Alle 13 dobbiamo riconsegnare l’auto e alle 15.15 abbiamo il volo per Girona. C’è quest’ultima mattinata a Maiorca da trascorrere allegramente, la passeremo in un paese distante una 20ina di km ad ovest di Santa Ponca, ovvero Port d’Andtraxt. Secondo le mie fonti è un posto niente male, meta preferita da riccastri e pensionati inglesi carichi di sterline. Oggi devo centellinare il carburante, abbiamo una tacca e deve essere assolutamente consumata! Percorro così, l’autopista giocando con l’acceleratore, non voglio spingere troppo per non restare a piedi sulla via dell’aeroporto.

Arriviamo a Port d’Andtraxt alle 10.30, parcheggiamo la Smart, questa volta in maniera classica e ci avviamo a piedi sul lungomare, verso il porto, carico di yacht e verso il centro. Prendiamo due caffè in un bistrot a pochi passi dal porticciolo, 5€, sapevamo che sarebbe andata così, d’altronde non è un posto a buon mercato, ve l’ho detto.

A sto punto faccio la conta del denaro rimanente, esclusi i 40€ per l’hotel di Girona, abbiamo in cassa solamente 60€. Ovviamente abbiamo bancomat e carte varie, ma io ci rimango male, speravo di riuscire a coprire col budget accantonato, anche la spesa per due stecche di Winston Blu, ma abbiamo speso più del previsto a quanto pare, quindi, niente sigarette. Potremmo pagare con carta o prelevare, sì, ma non ne vale molto la pena, in fondo qui costano solamente 30cent meno che in Italia, dannazione, stanno aumentando di brutto anche in Spagna!

Restiamo in contemplazione della baia dinnanzi a noi per qualche tempo, i minuti volano quando vorresti che non passassero mai. Sono già le 12, è tempo di dare l’estremo saluto a questa bella isola e di avviarci verso l’aeroporto. Ciao Maiorca, spero di tornare a vederti nei prossimi anni! Personalmente ho trovato Maiorca l’isola più “completa” delle Baleari, ma tenete conto che mi manca Minorca.

Riassumendo direi che:
per una vacanza tutta sole, mare e relax, Formentera è l’ideale, soprattutto per la coppia
per una vacanza divertimento, ma anche bel mare, Ibiza è la vostra meta, e non sottovalutatela a livello di natura e mare, perché ha della calette che ancora mi sogno la notte, consigliata a single e accoppiati
per una vacanza on the road, tra grotte, buon mare, gran sole, paesi e paeselli e perché no, musei, (a Palma ce ne sono alcuni), Maiorca è il top, perché offre un po’ di tutto, se siete single vi divertite di più.

 

Tornando a noi…mancano circa 10km all’aeroporto e ci sono ancora 3lt di benza segnalati dal computer della Smart, voglio consumarli, quindi scalo in 2° e sdrumo la macchina fino al parking. Col risultato di bere un solo altro litro, peccato, gliela volevo riconsegnare con meno una bottiglia di super, non ce l’ho fatta.

Km totali percorsi: 980.

L’aeroporto di Maiorca è grande, è consigliato non perdere troppo tempo a guardarsi intorno, meglio entrare e cercare il proprio gate con calma. Così facciamo. Una volta dentro pranziamo in un Burger King ed attendiamo pazientemente il nostro aereo seduti nell’area del gate segnalato. All’ultimo secondo c’è un cambio di gate, quindi tutta la folla scatta di corsa, manco stessero facendo la finale dei 100 alle Olimpiadi, scene comiche.

Noi con calma percorriamo il finger e ci infiliamo nel 737, prendendo i posti sul lato destro, in modo tale da avere la panoramica di Palma appena alzati in volo. Partiamo con qualche minuto di ritardo, la vista è eccezionale, diamo un ultimo saluto volante a Palma e accendiamo la psp per ammazzare i 40 minuti che ci separano da Girona.

Atterraggio duretto con 15 minuti di ritardo, a noi non interessa, il bus per Girona città c’è alle 17, quindi siamo ampiamente nei tempi. Facciamo i nostri biglietti a/r e alle 17.30 siamo recapitati alla stazione dei bus.
La nostra pensione dovrebbe essere a poche centinaia di metri, ricordo di averla vista l’ultima volta che siamo stati qui a marzo, camminiamo pochi minuti e ci sbuchiamo davanti.

Check-in rapido, pagamento anticipato. Ci sistemiamo nella squallida stanza assegnataci e ci prepariamo ad affrontare pomeriggio e sera a spasso per Girona. Ci mancava un percorso da fare, il percorso archeologico che culmina con la salita sulle torri delle mura medievali che cingono la parte alta di Girona. A marzo avevamo declinato l’idea di fare sto giro a causa del vento troppo freddo per i nostri gusti, ma ora il clima è ideale, non troppo caldo e poco umido, non si suda.

Per raggiungere il cammino archeologico, bisogna attraversare tutta la città, che a me piace moltissimo, ora è anche piena di turisti, è un piacere tornare su queste strade. Cominciamo la lunga salita da sotto la cattedrale di Sant Feliu, prima però tocchiamo il sedere della leona!! Qui ogni scorcio è da immortalare, i giardini, le rovine, le mura, i chiostri, i tetti, le chiese…


Raggiungiamo poco prima del tramonto il punto più alto della città, la Torre del Telegrafo, (mi pare si chiamasse così) ed assistiamo allo spettacolo del sole rosso che scende alle spalle dei monti e dei tetti di Girona, uno dei tramonti più belli che abbia mai visto, molto emozionante. Continuiamo la passeggiata sulle mura, sfruttando gli ultimi minuti di luce e senza volerlo ci troviamo sopra il giardino dell’appartamento che sfruttammo a marzo, ora è tutto fiorito, stupendo! Non siamo tornati qua perché è un po’ troppo distante dalla stazione di bus e il nostro aereo l’indomani partirà presto, alle 08.40 del mattino, quindi sarebbe stato scomodo camminare all’alba coi trolley.

Tutto bellissimo, ora non resta che concludere la serata in Placa de la Independencia, vorremmo stare in un locale che avevamo precedemente testato con gradimento. Lo troviamo e per accomodarci facciamo un’ora di fila!! C’è tantissia gente stasera. Tapas, carne e birra, tutto molto buono, peccato che al momento del conto tentano di imbrogliarci inserendo dur portate in più sullo scontrino. Glielo faccio notare al cameriere che mi risponde in maniera piuttosto sgarbata. Ah sì, tiè, la mancia, 1centesimo!

Ce ne andiamo un po’ stizziti verso la seconda ed ultima meta della serata, del giorno, della settimana, della vacanza; un pub irlandese sulla rambla. Ci prendiamo due Heineken, tipiche birre irlandesi no? A mezzanotte tiriamo i remi in barca, siamo stanchi, non vogliamo fare troppo tardi, domani la sveglia è puntata alle 6.30, ce ne torniamo in hotel, prima però acquisto tre lattine di Cruzcampo in una gelateria, non mi volevo perdere un’ultima ottima birra della staffa.

Ci mettiamo nel minuscolo balconcino della stanza e ci (mi) beviamo (bevo) le birre, all’una si spegne la luce e buonanotte. A notte fonda veniamo svegliati di soprassalto da urla feroci, provenienti dal corridoio del nostro piano, riesco a comprende solamente “hello, hello!!”… dopo le grida si passa ai pugni, ogni stanza viene colpita da qualcuno, che arrivato davanti la nostra camera, tenta di aprirla con la forza, meno male che ho l’abitudine di chiudere sempre a chiave, altrimenti il tizio sarebbe piombato dentro all’istante!

Mi alzo furibondo, pensando di essere al cospetto del solito ubriaco molesto, mi precipito alla porta, esco e mi trovo davanti un signore in pigiama in evidente stato confusionale. Capisco che non è ubriaco ma non capisco che cavolo abbia. Intanto giunge sul posto il tizio della reception che insieme ad un altro tizio, carica di peso il folle e lo trasferisce in ascensore.

Sono le 4 di notte. Ovviamente una volta sistemate le cose, Wanda piomba nel sonno, io resto sveglio fino alle 6.25, mi addormento alle 6.26 e mi risveglio alle 6.30. Ora che scendo voglio proprio sapere che cosa aveva quel folle!!


14 LUGLIO – SI TORNA A CASA, QUESTA E’ LA FINE
Alle 6.40 siamo pronti per raggiungere la stazione dei bus, prima però mi fermo alla reception e chiedo lumi sulla faccenda della notte appena trascorsa. Ci viene riferito che il folle in pigiama, era un cliente sonnambulo, che trovatosi semi-incosciente all’esterno della sua camera, ha dato di matto perché non riusciva più a ricordare quale fosse la sua, per questo motivo tentava di accedere in tutte le altre camere, la cercava disperatamente.

Mah, non è che questa storia mi abbia convinto molto…ma c’è poco da fare ormai, ci congediamo e raggiungiamo la stazione. Il bus parte alle 7.00, puntuale. Siamo di nuovo nell’aeroporto di Girona, ormai è finita, anche questa è andata, ed è andata bene. Ovviamente il solo pensiero di dover rientrare nel nostro squallido, infimo ed inutile paese, ci lacera interiormente, ma c’è poco da fare…come dissi in altro in altro diario, non si può vivere sempre in vacanza.Per la cronaca, atterriamo a Ciampino. in perfetto orario, ci sorbiamo il trasferimento finale; navetta/treno e rientriamo per l’ora di pranzo a casa.

Questa è la fine…

p.s.
alla fine i soldi ci sono addirittura avanzati, ben 5€!

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