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Cosa vedere a Minorca

Natura, turismo sostenibile e passeggiate archeologiche per una vacanza di ozio e mare alle Baleari

Minorca, cosa vedere, spiagge e come arrivare MARE Shutterstock
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Fitta vegetazione mediterranea, villaggi di case bianche, splendide calette di sabbia chiara e acque turchesi. Minorca è la più tranquilla delle isole Baleari, ma non la meno affollata. Negli ultimi anni ha conquistato sempre più viaggiatori per la sua natura incontaminata e il carattere autentico. 

La seconda isola per grandezza e la più settentrionale delle Baleari, inoltre, è il paradiso verde dell’arcipelago e per questo è stata dichiarata Riserva della Biosfera dall’Unesco. Un’isola abitata fin dalla preistoria che custodisce un ricco patrimonio e numerose storie. Minorca è la fuga tra natura, storia e relax ideale per coppie avventurose o viaggiatori che amano l’esplorazione. Ecco cosa vedere a Minorca tra mare, spiagge e natura. 

Cosa vedere a Minorca

  • Ciutadella
  • Museu Municipal des Bastió de sa Font
  • Maó
  • Fortaleza de la Mola
  • Sant Antoni
  • Castell de Sant Felip
  • Fort Marlborough
  • Sant Climent
  • Església de Nostra Senyora del Carme
  • Ses Pedreres de s'Hostal
  • Monte Toro
  • Talatí de Dalt
  • Sant Climent
  • S'Albufera des Grau Nature Reserve
  • Spiagge di Minorca

Qualche consiglio prima di partire 

Minorca è molto affollata in alta stagione, quindi per evitare di stressarsi in vacanza consigliamo di prenotare tutto il possibile prima della partenza, dai ristoranti agli spettacoli ai beach club. Per sapere cosa succede sull’isola comprate il giornale Menorca o prendete una copia gratuita di Apunt, dove trovare eventi e consigli sulle ultime aperture. Mettete scarpe comode in valigia per le lunghe camminate.

Maó e la zona est

Maó è il capoluogo dell’isola dove si sente ancora forte l’influenza inglese dopo quasi 100 anni di dominio. La città sorge in cima alle scogliere che proteggono il lato meridionale del porto e conserva ancora qualche edificio antico, ma vi stupirà per i numerosi palazzi nel sobrio stile georgiano del XVIII secolo, quando gli inglesi vi trasferirono il capoluogo da Ciutadella. 

Il centro storico, che dall’alto guarda il porto, è in gran parte zona pedonale. Qui si può visitare Ca n’Oliver, un’elegante dimora costruita alla fine del XVIII secolo da una famiglia di mercanti locali, che oggi ospita un piccolo museo sulla storia dell’isola con la collezione dei pittori Hernández Sanz ed Hernández, padre e figlio. Visitate l’Església de Santa Maria, una chiesa neogotica del XVIII secolo in gran parte distrutta nel 1936, durante la Guerra Civile. Tra le poche cose si salvò l’organo del XIX secolo. Il Convent de Sant Francesc del XVIII secolo, fu espropriato nell’Ottocento in seguito alla legge sull’espropriazione dei beni ecclesiastici e attualmente ospita il Museu de Menorca che ha una collezione permanente che ripercorre la storia dell’isola dalla preistoria ad oggi. Dell’antica cinta muraria di Maó, invece, potrete vedere l’unica porta rimasta, risalente al XIV secolo e costituita da due torri difensive a pianta quadrata.

A difesa del porto di Maó invece fu costruita la Fortaleza de la Mola, tra il 1848 e il 1875, che ospitò un carcere durante la dittatura franchista e rimase presidio militare fino a tempi recenti. Inoltre, nel XVIII secolo, periodo in cui prosperò il traffico marittimo nel porto di Maó, venne costruito un lazzaretto dove poter isolare gli equipaggi delle navi sospettati di portare malattie contagiose. Oggi al Llatzeret de Maó si può visitare il cimitero, la torre di vigilanza, la cappella e un museo. 

Alle porte del capoluogo sorge Sant Antoni, una magnifica villa dall’elegante facciata neopalladiana. Uno dei suoi ospiti più illustri fu l’ammiraglio Horatio Nelson che qui, secondo alcuni, incontrava clandestinamente Lady Hamilton. 

Pochi chilometri a sud di Maó sorge il Fort Marlborough, un’antica fortezza costruita tra il 1720 e il 1726 dai britannici a protezione del porto cittadino. Gli inglesi inoltre fondarono Georgetown, l’odierna Es Castell, una cittadina nata per ospitare la popolazione accampata a ridosso del Castillo de San Felipe. Il centro ruota attorno a una grande piazza d’armi circondata da antiche caserme. Una di queste oggi ospita un museo militare. 

A poca distanza sorge quel che resta del Castell de Sant Felip, costruito all’imboccatura del porto in seguito all’incursione di Barbarossa nel 1535. Nel XVIII secolo venne ampliato dagli inglesi che ne fecero una delle fortezze più importanti del Mediterraneo, poi fu demolito nel 1805 quando l’isola tornò in possesso degli spagnoli. Oggi si possono vedere i tunnel sotterranei, i resti delle mura difensive e i cannoni del XVIII secolo. 

A 4 km da Maó si trova poi Sant Climent, un piccolo borgo rurale nei dintorni del quale sorgono monumenti megalitici come l’insediamento di Talatí de Dalt, le Taules de Binimaimut e la basilica paleocristiana di Fornàs de Torelló. 

Sant Lluís è un altro villaggio nei dintorni di Maó, costruito durante la breve occupazione francese per controllare i casolari della zona. Lungo una strada centrale sorgono una chiesa del XVII secolo, il municipio e l’Es Molí de Dalt, un mulino a vento costruito dai francesi che è oggi sede di un piccolo museo etnologico. Nei dintorni si conservano resti preistorici come l’insediamento di Binissafullet, che risale al X secolo a.C.

Non lontano si trova l’Església de Nostra Senyora del Carme, costruita dall’ordine carmelitano tra il 1750 e il 1808. Annessi alla chiesa sono il convento, dove si organizzano diverse attività culturali, il chiostro, dove si tiene un mercato alimentare e un caffè dove bere qualcosa la sera soprattutto quando c’è musica dal vivo.

Il centro dell’isola 

L’entroterra di Minorca offre un tuffo nella preistoria. È nota come Minorca Talaiotica ed è candidata a diventare patrimonio mondiale dell’Unesco. Nel cuore dell’isola si possono visitare quindi importanti siti archeologici che risalgono al 2000 a.C., quando le prime comunità vissero a Minorca lasciando un segno nel paesaggio dell’isola. La cultura talaiotica si distingue dal resto delle culture contemporanee del bacino occidentale del Mediterraneo perché presenta delle caratteristiche uniche; infatti, la taula è un monumento esclusivo dell’isola di Minorca.

Tra questi siti, nei dintorni di Maó, si trova il villaggio talaiotico di Talatí de Dalt, l’insediamento talaiotico di Torre d’en Galmés, esteso per oltre 60.000 mq e considerato il più grande delle Baleari, e Torralba d’en Salort, un altro villaggio abitato tra il 1000 a.C. e l’epoca romana. Nell’entroterra dell’isola si trovano anche villaggi tradizionali che hanno saputo mantenere il loro carattere. Ad esempio il villaggio di Alaior, fondato da Giaime II, re di Maiorca all’inizio del XIV secolo. È un borgo di case bianche in cima a un’altura dove spicca l’Iglesia de Santa Eulalia. 

Da non perdere il Pati de sa Lluna, il chiostro di un antico convento francescano del quale rimane anche la Iglesia de Sant Dídac. Al centro dell’isola sorge anche il villaggio di Es Mercadal, ai piedi del Monte Toro, dove vale la pena fare una passeggiata tra casette bianche e l’Iglesia de Sant Martí del Quattrocento. Es Migjorn Gran è un altro villaggio, spesso ignorato dai turisti, dove fermarsi a vedere l’Iglesia de Sant Cristòfol. Poco più a nord si trova invece il villaggio di Ferreries, a 16 km da Ciutadella. Binissuès è invece una storica tenuta agricola dove riscoprire l’antica vita rurale dell’isola. Infine, gli amanti delle camminate possono raggiungere la cima del Monte Toro, a 358 metri, da cui si vede tuta l’isola di Minorca e anche Maiorca. 

Il nord dell’isola 

La costa settentrionale di Minorca poi, aspra e rocciosa, nasconde poche spiagge meno frequentate rispetto al resto dell’isola. Qui, nella zona nord-est, si trova anche il Parc Natural de s’Albufera des Grau, una laguna salina di 5100 ettari che è la principale zona umida dell’isola. 

La riserva è attraversata da tre percorsi escursionistici per scoprire la natura selvaggia e i suoi abitanti, tra cui la lucertola delle Baleari. Sempre lungo la costa settentrionale non perdete Fornells, un pittoresco paesino di case imbiancate a calce che sorge su un’ampia baia frequentata dagli amanti di windsurf.

Ciutadella e la zona ovest 

Fondata dai cartaginesi, distrutta da un’invasione turca e ricostruita nel XVII secolo, Ciutadella fu il capoluogo di Minorca fino all’arrivo degli inglesi che occuparono l’isola nel 1714. A differenza di Maó, Ciutadella, definita “vella i bella”, vecchia e bella, è una pittoresca cittadina con un affascinante centro storico e un grazioso porto. 

La struttura del centro storico ricorda quello della città araba che ruotava attorno alla moschea principale, oggi scomparsa. I numerosi palazzi e chiese sono invece testimonianze di una potente aristocrazia che tentò di difendere i propri privilegi durante l’occupazione inglese. Camminando per il centro di Ciutadella vedrete prestigiosi palazzi dalle influenze italiane e francesi, con ampi ingressi dalle volte a crociera, grandi lucernari e cupole in vetro. 

Tra quelli aperti al pubblico consigliamo Casa Olivar, costruita alla fine del XVII secolo, dove una maestosa scalinata d’ingresso vi farà accedere alle sale nobili. Oppure la Casa del Comte de Torre-Saura, il palazzo più imponente di Ciutadella, progettato nel 1839 da Ildefonso Hernández, l’architetto che disegnò il Teatre Principal di Maó. Si può visitare inoltre Can Salort, un altro bellissimo palazzo costruito nel XVII secolo che presenta due facciate con stili completamente diversi. Il palazzo più antico di Ciutadella però è la Casa del Baró de Lluriach che risale al 1607. Non è aperto al pubblico ma dalla strada si può ammirare la facciata. Neanche Palau Squella è visitabile, però si può ammirare dall’esterno la facciata e l’atrio d’ingresso di questo palazzo barocco della famiglia Squella, di origine pisana. 

Tra gli edifici religiosi non perdete la Basílica de Santa María, la cattedrale gotica eretta alla fine del XII secolo. Con un biglietto integrato potrete visitare la cattedrale, il giardino del vescovo e il convento barocco di Sant Agustí, meglio noto come El Socors, con il suo chiostro e la chiesa, dove si trova anche il Museu Diocesà de Menorca dedicato alla cultura talaiotica. Da visitare anche il Convento de Santa Clara, più volte distrutto e ricostruito, nel cui patio si tengono concerti, ma anche l’Iglesia de Sant Francesc, che faceva parte di un antico complesso monastico francescano, e l’Iglesia de Sant Josep, una chiesa del XIV secolo, oggi sconsacrata e utilizzata come spazio espositivo. 

All’imboccatura occidentale del porto di Ciutadella si trova poi il Castillo de Sant Nicolau, un esempio di architettura militare spagnola della fine del Seicento. È possibile visitarlo su appuntamento. 

Tra i musei di Ciutadella si può visitare il Museu Municipal des Bastió de sa Font, in un bastione eretto a difesa dell’antica porta di Sa Font, che raccoglie reperti e documenti sulla storia dell’isola. 

Nei dintorni di Ciutadella sorge poi la Naveta des Tudons, un monumento funerario a forma di barca rovesciata costruito intorno al 1000 a.C. Líthica invece è un centro culturale ricavato nelle antiche cave di marés abbandonate. Guardate la programmazione se cercate concerti, spettacoli di danza e mostre di scultura. 9 km a nord di Ciutadella sorge un’antica necropoli dove furono scavate 14 spettacolari grotte funerarie. Invece, a circa 7 km a sud di Ciutadella si può vedere Son Catlar, il più importante villaggio talaiotico delle Baleari, circondato da una muraglia ciclopica lunga quasi 1 km.

Le spiagge di Minorca 

Il vero motivo per cui andare a Minorca sono le sue incantevoli spiagge. Sono più di 80 tra spiagge e calette da sogno, lambiate da acque turchesi e cristalline. Tra le migliori consigliamo la platja de Bellavista, una delle spiagge incontaminate più famose della costa sud-occidentale di Minorca, raggiungibile seguendo le indicazioni per Son Saura. Vi ritroverete in una spiaggia di sabbia chiarissima a forma di mezzaluna lambita da un mare color acquamarina dal fondale basso. Altre spiagge rinomate sono Cala Turqueta, una caletta dalle acque caraibiche nascoste in un pineto, Cala Macarella, un’altra spiaggetta dalle acque trasparenti, Cala Mitjana e sua sorella minore Cala Mitjaneta. Non lontano si trova Cala Galdana, una spiaggia lunga circa 500 metri a forma di mezzaluna, la più bella tra le spiagge attrezzate. Son Bou poi è la più lunga dell’isola con oltre 2,5 km di estensione, Infine, proseguendo lungo la costa verso est si trovano le spiagge di San Adeodato e Binigaus, angoli tranquilli tra scogliere e fitta vegetazione amate dai nudisti. Tra le due spiagge si apre la gola di Binigaus, da cui si può raggiungere la famosa Cova d’es Colom, una grotta naturale di enormi dimensioni. 

Ricordate che molte delle spiagge più belle sono libere, non troverete né ombra né servizi di alcun tipo, quindi organizzatevi. Inoltre, non tutte le spiagge sono raggiungibili in macchina e, quando possibile, una volta parcheggiato bisogna camminare per qualche chilometro prima di tuffarsi in acqua. Se amate camminare potrete inoltre passare da una spiaggia all’altra percorrendo a piedi il Camí de Cavalls, un sentiero storico di 185 chilometri che costeggia tutta l’isola. Infine, sappiate che gran parte delle spiagge più belle di Minorca sono piccole e affollatissime in alta stagione. Tra queste Cala Turqueta, Macarella e Macarelleta sono le più gettonate ed è quasi impossibile raggiungerle in auto nei mesi di luglio e agosto, provateci la mattina molto presto o il pomeriggio, altrimenti arrivateci a piedi da altre spiagge.

Cosa mangiare a Minorca 

La cucina delle Baleari è ricca di pesce, verdure e frutti delle isole. Tra le specialità da assaggiare ci sono la caldereta de langosta (zuppa a base di aragoste tipica di Minorca), berenjenas rellenas (melanzane ripieni alla minorchina), fideuà (versione alternativa della paella con spaghetti corti, conosciuti come fideos in spagnolo, preparati con brodo di pesce e frutti di mare), razza al forno alla minorchina, calamari ripieni alla minorchina, arroz de la tierra (“riso della terra”, preparato con il grano xeixa, autoctono delle Baleari, e cotto al forno con carne di maiale, pomodori, aglio e patate), oliaigua (zuppa della tradizione minorchina, a base di verdure dell’orto, accompagnata da pane raffermo o patate), cargols amb cranca (lumache col granchio), formatjades (antipasti tipici delle Baleari, simili alle empanadas argentine, di solito ripieni di carne). Da non perdere i formaggi di Minorca, i salumi locali come la sobresada, il cuixot o la carn-i-xulla, e il boniato, cioè la nostra patata dolce di solito cotta al forno con latte, zucchero e cannella. Tra i dessert assaggiate l’ensaimada, dolce di origini maiorchine il cui nome deriva da saïm (grasso di maiale), ma anche i pastissets (paste dolci a forma di fiore coperti di zucchero a velo), le duquesitas (biscotti di forme diverse) e gli arquinyols (paste dolci, secche e croccanti a base di mandorla). Da bere, degustate i vini di Minorca, tra cui Merlot, Sauvignon, Chardonnay e Malvasia. E terminate con la famosa pomada di Minorca, a base di granita al limone e gin Xoriguer preparato nella distilleria al porto di Mahón, dove si trova anche un piccolo museo. 

Per assaggiare le specialità dell’isola consigliamo il ristorante S’Amarador al porto di Ciutadella, ma non si può prenotare quindi preparatevi a lunghe file o a cenare molto presto o molto tardi. Accanto si trova Cafè Balear che propone una cucina a base di pesce freschissimo. Nel centro di Ciutadella, invece, si trova Es Tast de Na Silvia, certificato Slow Food, e Can Lluís, un ristorante senza pretese e dall’ottimo menu casalingo, dove non perdere la grigliata di verdure. A Maó invece consigliamo La cocina de Cristine, il ristorante recentemente aperto in un elegante patio del boutique hotel Cristine Bedfor, dove cenare tra palme e kilim per una serata speciale.

Infine, Minorca non è certamente la più festaiola delle Baleari ma vanta comunque diversi bar e club tra cui Cova d'en Xoroi, l’originale e suggestivo locale ricavato all'interno di una grotta naturale a strapiombo sul mare. Ma anche qui preparatevi a lunghe file se non volete prenotare un tavolo vip. Per un aperitivo al tramonto o un’elegante cena in spiaggia date uno sguardo ai beach club come Isabella e Ivette. Altrimenti per bere una pomada dopo cena dirigetevi al porto di Ciutadella. 

Come raggiungere e spostarsi a Minorca 

Tutte le isole Baleari, eccetto Formentera, hanno il proprio aeroporto, quindi si possono raggiungere con uno dei tanti voli diretti dall’Italia. Una volta arrivati a Minorca però conviene noleggiare un’auto o una moto per poter esplorare liberamente l’isola. 

Quando andare a Minorca 

Minorca come le altre isole Baleari gode di un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati calde e soleggiate, a volte afose ma temperate dalle brezze. Le isole infatti sono abbastanza ventose, soprattutto nel periodo che va da ottobre ad aprile. Quindi il periodo ideale per chi cerca un vacanza di mare è chiaramente l’estate. Dal punto di vista degli eventi, a Minorca si celebrano feste tradizionali come la Festa de Sant Joan a Minorca con processioni, parate di cavalli, spettacoli di musica e danze nella terza e ultima settimana di giugno. Come in tutta la Spagna, si tiene la Semana Santa e si festeggia il Carnevale. Inoltre, diversi sono i concerti e gli spettacoli che si tengono d’estate a Minorca. Preparatevi ad una vacanza dai ritmi frenetici se volete vivere appieno l’isola. 

Mappa e cartina di Minorca

Di seguito la mappa delle spiagge di Minorca

Autore: Francesca Ferri

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