Idee di viaggio

Diario di un viaggio a New York

Diario di un viaggio a New York con tutte le informazioni utili per visitare la Grande Mela senza avere problemi

VIAGGI URBANI iStock
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È finalmente giunto il momento: si parte per New York!

Dopo circa nove ore di viaggio, e tirando indietro l’orologio di sei rispetto all’Italia, atterriamo al JFK. Prima di uscire dall’aeroporto c’è la dogana da superare. Ci sono varie corsie: scegliamo quella con il cartello ‘Visitors esta first time’, in quanto è la prima volta che entriamo negli U.S.A.

Passiamo una buona ora in fila, fino a che non ci troviamo davanti un poliziotto che ci fa le classiche domande di rito (Siete in vacanza? Dove alloggiate? Ecc ecc ), ci fotografa l’iride e ci rileva le impronte. Al controllo successivo consegniamo invece il modulo 609 (modulo che ci hanno fatto compilare le hostess sull’aereo).

Un’ora e mezza più tardi siamo pronti per raggiungere la Grande Mela. Per farlo ci sono vari modi ma noi scegliamo quello più economico (ma non per questo meno comodo): ovvero Airtrain+metro. In primis dobbiamo prendere l’Airtrain: alcuni cartelli dislocati nell’aeroporto ci conducono alla fermata del mezzo. Scopriamo innanzitutto che non si compra il biglietto qui ma a destinazione. In più, scopriamo che il treno non va direttamente alla stazione della metro Jamaica (occhio a non prendere l’altro treno che porta alla fermata Howard Beach Station) ma fa prima un percorso circolare in modo da toccare tutti i terminal (quindi, ad esempio, se atterrate al terminal 1 vi fermerete a tutti gli altri sette prima di allontanarvi dall’aeroporto). Ovviamente, essendoci due linee dovrete aspettare quello che vi condurrà alla stazione da voi scelta (ci sono dei tabelloni sopra ai binari che vi indicano quando arriva il vostro treno. Se aveste dubbi, c’è un’addetta che accorrerà in vostro aiuto).

Tornando a noi: prendiamo l’Airtrain e in una decina di minuti siamo alla stazione Jamaica. All’uscita troviamo dei tornelli; non possiamo attraversarli se non acquistiamo il biglietto per il mezzo appena usato. Ci sono le macchine automatiche o un baracchino: andiamo in quest’ultimo in quanto più pratico dato che, tra l’altro, ci fornisce questo biglietto e quello settimanale della metro (nelle ‘info’ in fondo al diario vi spiego tutto approfonditamente). Spendiamo 5$ per il ticket dell’Airtrain e 32$ per l’abbonamento settimanale.

Infine saliamo sulla metro e in circa un’oretta raggiungiamo il nostro albergo: tempo di abbandonare i bagagli, recuperare due cartine (ci sarebbe dovuto essere un infopoint in aeroporto dove recuperarle ma la fretta e la poca voglia ci hanno indotti a lasciar perdere la ricerca) e si parte alla scoperta di New York.

Col fuso orario, in Italia sono le 24 mentre qui sono appena le 18, quindi ne approfittiamo per andare alla scoperta di Times Square, la quale è affollata (ma meno caotica di quanto avessi immaginato) e illuminata a giorno dai tabelloni pubblicitari: decisamente d’impatto.

Girando per questa enorme piazza entriamo in alcuni negozi, apprezzandone le dimensioni ‘a misura di megalopoli’. Degni di nota quello della Disney e degli M&M.

Senza una meta precisa, ci facciamo condurre dall’istinto: percorriamo una parte della E 34th Street e poi puntiamo verso nord, percorrendo la 5° Avenue fino a Central Park (non illudetevi: è stata una sfacchinata!). Ormai è quasi ora di cena: ci fiondiamo in un fast food di qualità discreta e poi andiamo ancora a zonzo per Times Square fino a che il sonno non si fa pressante.

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Martedì 25/04/2017

Sfortuna vuole che ci sia un tempo pessimo, quindi vada per i musei.

Destinazione: Museum of Natural History (quello del film ‘Una notte al museo’). Per trovare l’ingresso ci basta costeggiare Central Park: il museo dà proprio sul parco. Entrati, degli inservienti c’indirizzano verso la cassa dedicata ai biglietti legati ai pass (city pass, new york pass, ecc ecc). Se non avessimo avuto i pass ci sarebbero state altre casse predisposte alla vendita dei biglietti. Il tutto viene gestito in modo ottimale; infatti in breve tempo riusciamo a vidimare il nostro pass.

Oltre alla possibilità di visitare le varie aree comprese nel biglietto, ci permettono anche di scegliere tra due attrazioni: noi scegliamo quella sul dark universe, prenotando l’orario in cui assistere alla proiezione.

Recuperata la cartina del museo, siamo pronti per esplorarlo. È formato da quattro piani, per lo più riguardanti fauna e flora (ma non solo) di tutto il mondo, dislocati in sale enormi e divise o per nazioni/continenti o per specie.

Ovviamente non c’è nulla di vivente, quindi per chi ha visitato uno zoo o un acquario di un certo spessore, vedere gli animali imbalsamati lascia il tempo che trova. Ciò non toglie che per visitarlo tutto (anche velocemente) ci vuole almeno una mezza giornata. Per la cronaca, noi ci abbiamo messo tre ore.

Personalmente ciò che mi ha colpito di più sono state le sale dei dinosauri (al quarto piano) e nel teatro Hayden Big Bang il ‘dark universe’ (proiettano su una cupola la nascita dell’universo, la sua evoluzione e teorie varie. Visivamente spettacolare, pecca solo per il fatto che la spiegazione è in inglese, quindi di difficile comprensione. Ciò non toglie che anche con l’audio incomprensibile fa la sua porca figura).

Col senno di poi, sarebbe stato meglio invertire le priorità di visita(dato che abbiamo perso troppo tempo per le stanze che non c’interessavano invece d’investire le nostre energie per quelle che c’ispiravano di più).

Usciti dal museo, ci spostiamo prima al Rockefeller Center (facendo solo qualche foto all’esterno), poi entriamo in un negozio dei Lego con opere artistiche notevoli realizzate tassativamente con i mattoncini, visitiamo poco distante il St. Patrick’s Cathedral (una delle chiese in stile neogotico più frequentate della città) e ammiriamo la statua ‘Atlas’, lì accanto. Qualche foto di rito e poi ci spostiamo con la metro alla fermata del World Trade Center (ovvero dove si trova Ground Zero). Questa stazione è spettacolare: molto futuristica sia esternamente che internamente (sembra un’enorme colonna vertebrale bianca dove si trovano decine di negozi) anche se ammetto essere troppo fuori-luogo per il contesto in cui è collocata (quello dell’undici settembre).

Comunque, dalla stazione usciamo e ci troviamo sopra le nostre teste il World Trade Center (il W.T.C. è il grattacielo più alto dell’emisfero occidentale: 541metri). Volendo si può anche entrare e salire fino all’osservatorio (per info: https://oneworldobservatory.com/ Salirci costa 32$. Valutate anche questa possibilità per osservare lo skyline della città, oltre agli assodati ‘Empire State Building’ e ‘Top of the Rock’).

Proprio accanto al W.T.C. c’è il Memoriale (noto anche come 9/11 Memorial o World Trade Center Memorial) il quale non è altro che le due vasche che hanno preso il posto delle torri gemelle (se non le vedete, girate intorno al grattacielo: le troverete sicuramente). Decisamente d’impatto e commovente. Accanto ad esse c’è una piccola costruzione di vetro, il 9/11 Museum, ovvero il museo dove sono raccolte testimonianze, oggetti, foto e filmati legati all’11 settembre.

Mentre l’ingresso alle due vasche è gratuito, quello al museo è a pagamento (oggi però, dopo le 17, doveva essere gratis ma sfortuna vuole che non lo sia in quanto c’è un evento all’interno, quindi ci tocca sborsare 24$, anche se scopriremo visitando la struttura essere comunque soldi ben spesi).

C’è un ulteriore museo, ma più piccolo del precedente, legato all’undici settembre: si chiama 9/11 Tribute Center. Anch’esso è vicino alle due vasche ma non abbiamo avuto modo di visitarlo. Dicono che valga comunque la pena entrarvi (prezzo: 5$).

Ma parliamo di ciò che abbiamo visitato: il 9/11 Museum. Dopo aver pagato il biglietto, passiamo dai soliti controlli al metal detector e poi scendiamo con la scala mobile (il museo è sottoterra, a più piani ed enorme, dato che copre tutta l’area delle torri gemelle).

Ci sono molte cose da vedere, dato che si passa dal pre-attentato al dopo, dalla costruzione delle torri a quella di Ground Zero, dalla storia dei protagonisti (soccorritori e cittadini) a quella dei famigliari delle vittime che reclamano la verità, dai filmati dell’attentato ai commenti dei superstiti, dalle commemorazioni successive alle opere degli artisti in ricordo di quel giorno. Tanto materiale da visionare e su cui riflettere che ci ha occupato un paio d’ore (ma a soffermarsi su tutto ci vorrebbe molto più tempo). Lo ammetto, è stata una visita molto interessante.

Usciamo dal museo ma prima di allontanarci andiamo a vedere l’FDNY Engine 10, a Ladden 10 (la caserma più vicina alle torri gemelle, dove alcuni pompieri hanno perso la vita quel giorno). Poi proseguiamo gironzolando senza meta fino a che il sonno esige il suo tributo.

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GUARDA ANCHE: UNA SETTIMANA A NEW YORK

Mercoledì 26/04/2017

Giornata uggiosa ma per fortuna senza pioggia. Ergo, si parte a visitare la città. Raggiungiamo innanzitutto Wall Street: solite foto ricordo alle sculture in bronzo del toro (Charging Bull) e della bambina (l’una accanto all’altro) e dei grattacieli limitrofi.

Poi ci spostiamo fino alla punta di Manhattan, ovvero a Battery Park, da dove si può scorgere in lontananza la Statua della Libertà (e da dove si prendono i battelli per raggiungerla). Torniamo poi a Wall Street e incappiamo nell’Hall National Memorial, alla Trinity Church (dove però non si possono fare foto), al Trump Building (uno dei grattacieli di Trump) e al Century 21 (un enorme negozio di abbigliamento con molti capi scontati) vicino alla fermata della metro ‘City Hall’.

Proseguiamo poi a piedi fino a Chinatown per poter visitare il Mahayana Buddhist Temple (a Canal Street, 133), ovvero il tempio buddhista più grande di New York.

Da qui ci spostiamo a Little Italy (piccola ed anonima, se non fosse per i ristoranti italiani) e poi proseguiamo fin nel quartiere di Tribeca, al 14 di North Moore Street, all’incrocio con Varick Street, dove si trova nientepopodimeno che la caserma dei Ghostbuster! Sfortunatamente la facciata è sotto ristrutturazione, quindi scorgiamo solo il portone e un disegno sul marciapiede col logo degli acchiappa-fantasmi.

Da qui raggiungiamo con la metro Madison Square Garden (uno stadio dove si tengono concerti, spettacoli e incontri sportivi) e successivamente Bryant Park (un piccolo parco dove riposarsi). Dopo cena facciamo un giro di nuovo a Wall Street e dintorni per vedere questa zona della città di notte e poi via a dormire!

Giovedì 27/04/2017

Giornata all’insegna della Statua della Libertà. Raggiungiamo la fermata ‘Whitehall’ e ci dirigiamo a Battery Park dove si trova il Castle Clinton Monument (è un forte a forma circolare che dà sull’Hudson River). All’interno si trovano gli sportelli per acquistare il biglietto o ‘convertire’ il city pass in biglietto. Troviamo lo sportello predisposto al cambio pass/biglietto (ci hanno aiutato anche dei ragazzi adibiti a fornire tali informazioni), poi usciamo dal castello e sulla destra troviamo una transenna con scritto ‘Flex and Reserve’ e la coda di persone in attesa. Qui degli addetti ci indicano quale fila è quella adatta al nostro biglietto. Dopo un’ora, partiamo.

Il tragitto è breve: in dieci minuti si arriva alla Statua della Libertà. Appena scesi guardiamo affisso all’ingresso del molo il cartello con le partenze per ‘Ellis Island’ (l’isola adibita in passato a punto d’ingresso per gli immigrati che sbarcavano negli Stati Uniti), in quanto il nostro pacchetto comprende entrambe le visite. Il battello parte ogni venti minuti e l’ultimo è alle 15.40 (ma dalle 15 c’è un limite di passeggeri consentiti, quindi occhio!).

Stiamo un’oretta buona a girare intorno alla Statua (se si vuol salire sul piedistallo o all’interno del monumento bisogna pagare un supplemento) e a fare foto su foto. Poi prendiamo il battello per Ellis Island (il molo è diviso in due corsie a seconda di dove si deve andare. A noi interessa quello con affisso il cartello con scritto ‘Ferry departing to Ellis Island and Battery Park NY’. Altrimenti l’altra corsia ci farebbe prendere il battello per il New Jersey!).

Raggiungiamo l’isola e visitiamo l’edificio principale dove si trova la mostra sull’immigrazione. Facciamo qualche foto e poi andiamo a prendere il battello di ritorno. Approfittiamo della giornata di quasi-sole per visitare il ‘Top of the Rock’ (la cima del Rockefeller center). Entriamo nel grattacielo e troviamo alla sinistra una scala che ci conduce al piano sottostante. Qui ci troviamo circondati da negozi. Svoltiamo a sinistra e seguiamo le indicazioni ‘observation deck – top of the rock’. Percorriamo un corridoio pieno di negozi e tra questi compare, alla sinistra, una piccola biglietteria (mentre di fronte c’è un corridoio che porta al ‘Top of the Rock’).

Peccato che giunti alle casse ci dicono che data l’ora ‘tarda’ (quasi le 16.15) non ci sono più posti disponibili (dovevamo venire al mattino per essere tranquilli), quindi o si prenota per la sera o per il giorno successivo. Optiamo per quest’ultima alternativa e torniamo in strada.

Essendo ancora pieno giorno, decidiamo di andare a vedere Brooklyn e il suo famoso ponte. Scendiamo a Clark St. (ovvero la prima fermata sulla linea rossa, al di là del ponte) e decidiamo il da farsi: vogliamo visitare la costa di Brooklyn e le vie limitrofe per poi attraversare a piedi il ponte in modo da ammirare il panorama da entrambe le sponde.

Gironzoliamo tra le strade e scopriamo quanto siano adorabili: mentre sullo sfondo ci sono i grattacieli di Manhattan, tutt’intorno a noi ci sono casette di pochi piani circondati da giardini e aiuole. Quasi mi dispiace di non aver preso l’albergo in questo pacifico quartiere.

Comunque, dalla fermata ci spostiamo al ‘Brooklyn Brige Park’, un piccolo parco con un passaggio pedonale che ci conduce fino al famoso ponte. Ci passiamo accanto e proseguiamo la nostra passeggiata fino a quello successivo (Manhattan Bridge).

Da qui ci allontaniamo dal fiume percorrendo Water St. fino all’incrocio con Washington St. per una ragione: è la strada da cui si può scorgere sullo sfondo il ponte di Manhattan (immagine resa famosa dal film ‘C’era una volta l’America’). Bighelloniamo ancora un po’ per le strade tranquille di questo quartiere e poi percorriamo il ponte di Brooklyn da sponda a sponda (la parte sopraelevata è adibita al passaggio di pedoni e bici mentre quella sottostante alle automobili). Raggiunta Manhattan, proseguiamo a piedi fino a Ground Zero, il quale anche di sera merita una visita.

GUARDA ANCHE: COME TRASFERIRSI A NEW YORK

Venerdì 28/04/2017

Oggi giornata all’insegna dell’Intrepid, una portaerei adibita a museo marittimo e militare, con tanto di sottomarino, Concorde, Space Shuttle e decine di aerei ed elicotteri da guerra.

Raggiungiamo con la metropolitana il ‘Pier 86’, ovvero il molo dov’è ormeggiata la nave. Varchiamo l’entrata di una costruzione adibita a cassa e negozio di souvenir. Dopo i soliti controlli di routine al metal detector e ‘conversione da city pass a ticket’, entriamo alle 10.30.

Alla cassa ci forniscono anche un depliant con la cartina del museo e la dislocazione dei vari mezzi aerei e marittimi. Usciamo all’aperto e ci troviamo alla nostra destra il sottomarino, davanti il Concorde e a sinistra la portaerei.

Entriamo prima nel sottomarino. È angusto ma ricco di piccoli abitacoli adibiti ad ogni genere di utilizzo. Dopo la breve visita ci spostiamo al Concorde (carino) per poi dedicarci alla ‘punta di diamante’: la portaerei.

Si può salire attraverso le scale oppure con gli ascensori, in quanto la nave è a quattro piani (di cui uno all’aperto). Andiamo in cima per ammirare in primis gli aerei parcheggiati: ce ne sono ventitré, fra cui l’F14 (quello di Top Gun, per intenderci), una freccia tricolore ed elicotteri della guerra in Vietnam. Costeggiando gli aerei raggiungiamo l’hangar dove si trova lo Space Shuttle (con tanto di mostra riguardante la sua storia).

Osserviamo ogni cosa per poi dedicarci alla parte interna della portaerei. Visitiamo il ‘gallery deck’ e il ‘third deck’, i quali hanno poche cabine accessibili. ‘L’hangar desk’ invece contiene altri aerei, mostre e simulatori da provare (a pagamento). È tutto così affascinante che tre ore volano via in un batter d’occhio. Soddisfatti della visita, è ora di dirigersi al Rockefeller Center per ammirare lo skyline della città.

Ripercorriamo il percorso fatto ieri ma invece di andare di nuovo alla cassa proseguiamo nel corridoio di fronte a questa, arrivando fino all’accesso per l’ascensore.

Si sale con il primo ascensore fino al 67° piano e con il secondo al 69° (in entrambi i casi si può osservare la città attraverso le vetrate che circondano i piani).

Infine si sale al 70° piano a piedi, dove si può osservare New York ma senza le fastidiose vetrate a frapporsi tra noi e il panorama. Qui ovviamente si ottengono le foto migliori. Non si hanno limiti di tempo ma diciamo che un’oretta è sufficiente per apprezzare lo skyline al meglio. Infatti alle 16.40 siamo di nuovo al primo piano. Da qui ci spostiamo in metro fino ad ‘High Line’, una linea ferroviaria riqualificata e resa percorso pedonale sopraelevato immerso nel verde che, a distanza ravvicinata, costeggia i palazzi e che ha mantenuto tratti dei binari dei tempi andati.

Su internet si consiglia di partire dall’entrata di Gansevoort Street (all’incrocio con la 10th Avenue) dove si trovano le scale e l’ascensore per accedere alla linea.

Così abbiamo fatto anche noi e, dopo aver attraversato le strade che la costeggiano (piene tra l’altro di locali alla moda e di gente festaiola), saliamo dalla scalinata e c’immergiamo nell’atmosfera tranquilla dell’ex ferrovia.

Ci sono ragazzi seduti sulle sdraie di legno a leggere o sonnecchiare, sculture singolari di artisti a noi sconosciuti disseminati sull’intero percorso e piccoli baretti che offrono cibo, bevande e gelati. In definitiva, un ottimo luogo per rilassarsi e ammirare il panorama in piena pace e tranquillità.

Noi abbiamo preferito sostare poco e percorrere l’intero tragitto, impiegando all’incirca un’ora e mezza.

Su internet parlavano di alcuni luoghi caratteristici che si trovano sul percorso. Convinto che ci fosse qualcosa che li identificasse (ad esempio dei cartelli) non mi sono posto il problema di farmi un’idea su dislocazione e aspetto estetico. Ergo, avevo la lista dei posti ma non sapevo quali e dove fossero! Cosicché li ho persi inevitabilmente.

Se non volete commettere il mio stesso errore cercatevi le immagini dei luoghi, giusto per vedere se vi possono interessare o meno.

Sono: Manhattan Refrigeration Building (luogo dove venivano tenuti in fresco i cibi), Standard Hotel (hotel di lusso con oltre trecento camere), Whitney Museum (museo di arte contemporanea), Hogs and Heifers (dove si trovava il bar che ha ispirato il ‘Coyote Ugly’, ora chiuso definitivamente), Chelsea Market (ventidue edifici dove si trovano anche aziende quali Google e gli uffici della Major League Baseball) e la 10th Avenue Overlook (una gradinata che permette di osservare il traffico sottostante).

GUARDA ANCHE: COSA FARE A NEW YORK

Sabato 29/04/2017

Essendo un’altra bella giornata di sole, si va all’Empire State Building per un ennesimo Skyline della città (con il City Pass abbiamo accesso al grattacielo per due volte: di giorno e di sera).

Quindi alle 10.00 siamo all’ingresso. Già c’è la fila: aspettiamo una ventina di minuti prima di salire. Ergo, se riuscite andate prima, tanto è aperto dalle 8.00.

Prendiamo la scala mobile, ci facciamo la solita trafila di controlli al metal detector, vidimiamo il nostro City Pass ed infine percorriamo un corridoio dove alcuni pannelli ci mostrano le innovazioni apportate al grattacielo.

Infine prendiamo l’ascensore che ci porta all’80° piano. Qui si ha una bella vista di New York, ma siamo comunque rinchiusi nelle quattro pareti di una stanza con vetrate e pannelli che illustrano, dalle sue origini, la storia del grattacielo.

Saliamo sul secondo ascensore che ci trasporta all’86° piano, finalmente all’aperto. Peccato che ci siano delle grate a separarci dal panorama (al contrario del Rockefeller center): le foto vengono comunque bene ma i video ne risentono.

Si può anche raggiungere la cima (al 102° piano) ma i nostri pass non lo consentono. Ergo, per salire dobbiamo pagare un supplemento (circa 18$, acquistabile da una macchinetta presente vicino all’ascensore che ci condurrà in cima). Non c’interessa raggiungerla, quindi, dopo aver ammirato lo splendido panorama, torniamo indietro. Per farlo, riprendiamo l’ascensore che ci porta all’80° piano dov’è presente un negozietto di souvenir (dobbiamo per forza attraversarlo per prendere l’ascensore che ci condurrà al piano terra).

Nel complesso siamo stati dentro un’ora e mezza (tanto poi ci ritorneremo per lo skyline notturno!). Dato che siamo vicini, andiamo a piedi a visitare la New York Public Library (entrata gratuita). All’ingresso recuperiamo una cartina (dato che consta di ben quattro piani) e andiamo alla sua scoperta. Sembra di entrare in un museo, tanto sono splendidamente decorate le varie sale. Alcune sono accessibili ai turisti.

Quelle che ho apprezzato di più sono: la Sala pubblica dei cataloghi di Bill Blass, la Sala principale di lettura di Rose, la Rotonda McGraw al terzo piano, la Sala Astor, quella dei periodici DeWitt Wallace e la Collezione Mappe al primo piano.

Al piano terra si trova anche la biblioteca dei bambini, dove sono conservati i peluche che hanno ispirato la creazione di Winnie the Pooh.

La Library la si visita tutto sommato in tempi brevi. Essendo sempre in zona, ne approfittiamo per visitare anche internamente il Grand Central Terminal (la stazione centrale, quella che fa da sfondo a tanti film ambientati a N.Y.). Che dire? Decisamente bella, specialmente la sala principale (ovvero quella con l’orologio al centro): potrebbe essere tranquillamente il salone di un museo o di un castello, tanto è maestosa e d’impatto. Ovviamente anche qui l’entrata è gratuita (è pur sempre una stazione dei treni!).

La mattinata è così passata. Dato che abbiamo tutto il pomeriggio a disposizione, si va a Central Park. Inizialmente volevamo noleggiare due bici e visitarlo in questo modo, ma abbiamo optato per farci una (lunga) camminata nella natura.

Guardando la cartina, partiamo dalla zona nord/ovest del parco, cosicché ne approfittiamo per visitare la Cathedral Church of St. John the Divine, la più grande cattedrale gotica al mondo.

Al di là della sua imponenza e bellezza, ci sono altre cose che attirano la vostra attenzione: statue di angeli in armatura pronti a dar battaglia, bandiere di molte nazioni affisse al soffitto e curiose sculture in stile ‘Tim Burton’ sulle colonne portanti.

Soddisfatti della visita, proseguiamo verso Central Park. Ci dirigiamo verso la parte nord/est del parco, costeggiando la strada, fino a giungere al primo laghetto (Harlem Meer). Non per altro, ma qui c’è un infopoint (gli altri sono dislocati al centro, all’ingresso sud/ovest e in altri luoghi): vi entriamo giusto per recuperare una cartina del parco (dato che ci sono svariati monumenti da ammirare in ogni dove).

Dopo aver costeggiato il laghetto proseguiamo appena più a sud e ammiriamo il ‘Conservatory Garden’ (carina la sua fontana con le statue al centro), il ‘The Ravine’ (piccole cascate immerse nel bosco) e ancora più a sud il ‘Reservoir’, il lago più grande del parco nonché il più incantevole dato che è circondato dalla natura ma con i grattacieli sullo sfondo.

A sud/est troviamo ‘Obelisk’ (un obelisco imponente) e poco più giù il ‘Turtle Pond’ (laghetto) sovrastato dal Belvedere Castle (un piccolo castello da cui si possono fare belle foto del panorama circostante). Continuiamo verso sud fino a raggiungere ‘The Lake’, ennesimo laghetto, dove si trova il Bow Bridge (il ponte visto in tanti film d’amore) e dove c’è la possibilità di noleggiare una barca a remi e farsi una romantica gita sul lago. Vicino si trova anche il ‘Cherry Hill’ (una fontana al centro di una piazzetta) e a sud/ovest lo ‘Strawberry Fields’ (un mosaico dedicato a John Lennon).

Da qui proseguiamo fino all’uscita sud del parco. Considerate che in tutto (fermandoci anche più volte a fare foto e a riposarci) siamo stati in ballo tre ore e mezza.

Di gente ce n’era ma diluita in tutto il parco quindi non ci siamo mai trovati ‘in mezzo alla folla’. Anzi, ci siamo mossi ovunque senza problemi. In più, dislocati per il parco ci sono dei campi sportivi di vario genere (tra l’altro, è stato piacevole assistere ad una vera partita di baseball).

Si è così fatta l’ora di cena: andiamo a Times Square in un tipico Dinner (prezzi più alti di quanto siamo stati abituati fino ad ora ma essendo l’ultima sera ci togliamo lo sfizio) e poi si torna all’Empire State Building per lo skyline notturno. Alle 22 entriamo e, come previsto, c’è poca gente (per evitare la ressa consigliano di visitarlo prima delle 10 e dopo le 20). Che dire? È uno spettacolo osservare dall’86° piano di sera una metropoli come N.Y. con i suoi grattacieli illuminati e i fari delle auto e dei semafori a tempestare lo sfondo.

Vi restiamo un’oretta, giusto il tempo di fare una vagonata di foto e video, e poi si torna giù, pienamente soddisfatti dall’esperienza (anche se, vi avviso, mentre in strada si stava bene, qui sopra tirava un vento fastidioso, quindi portatevi qualcosa per coprirvi, specialmente se andate in primavera o autunno). Giriamo ancora un po’ per le strade del ‘centro’ e poi si va a nanna, dato che domani sarà il nostro ultimo giorno.

GUARDA ANCHE: COSA NON FARE A NEW YORK

Domenica 30/04/2017

Ultimo giorno. O meglio, mezza giornata, dato che nel primo pomeriggio ci aspetta il volo aereo per l’Italia. Ma prima si va a visitare il ME.T. (Metropolitan Museum of Art, sulla 5° Avenue).

Alle 10 siamo già davanti all’ingresso; per fortuna non c’è molta gente. Non abbiamo tempo da perdere (solo un paio di ore) e c’è veramente tanto da vedere. Ci sono tre piani al cui interno si trovano enormi sale divise in tante stanze con centinaia di sculture, pitture e oggetti antichi di ogni epoca: dall’arte moderna a quella antica, da quella medievale a quella egizia, dalla greca alla romana, dall’asiatica all’araba.

Corriamo spediti ma ci soffermiamo su ciò che ci interessa di più: le armature, l’arte giapponese e quella egizia.

Avremmo preferito avere più tempo per gustarci tutto al meglio (secondo me a dedicare più attenzione alle proprie zone d’interesse ci si metterebbe comunque almeno una mezza giornata) ma ormai il tempo è agli sgoccioli: torniamo in albergo e attendiamo il pulmino che ci porterà in aeroporto. Con il bus della compagnia ‘Go Airlink’ (prenotato online prima della partenza dall’Italia) in un paio di ore arriviamo all’aeroporto (dato che ha dovuto recuperare anche altri turisti). Soliti controlli di routine e poi… arrivederci New York.

INFORMAZIONI VARIE:

COME ENTRARE NEGLI U.S.A

Serve tassativamente il passaporto elettronico (ovvero quello col microchip inserito nella copertina) con almeno sei mesi residui di validità. Occorre anche l’E.S.T.A. (è un modulo da compilare online a questo indirizzo: esta.cbp.dhs.gov/esta/ . Costa 14$ e si paga sempre online con carta di credito o prepagata. Occhio perché il prezzo non può essere superiore: se trovate un sito che vi fa pagare di più (che sia 40$, 50$ o addirittura 70$) vuol dire che state richiedendo l’e.s.t.a. attraverso degli intermediari quindi pagate a loro la ‘commissione’, anche se non fanno nulla più di ciò che fareste voi sul sito ufficiale, quindi tanto vale fare da sé!).

Infine, vi consiglio di stipulare un’assicurazione sanitaria prima di partire (di solito ve la offre la compagnia aerea su cui viaggerete) in quanto, come sapete, negli U.S.A. anche le cure mediche più insignificanti costano un capitale.

JET- LAG

New York è sei ore indietro rispetto all’Italia (quindi, quando da noi sono le 20, là sono le 14). Nessun problema all’andata: anzi, atterrando sei ore prima potrete sfruttare la cosa a vostro vantaggio (noi siamo partiti dall’Italia alle 10.25 e atterrati a New York alle 13.30, ora locale, cosicché abbiamo avuto ancora tutto il pomeriggio davanti).

Il problema sarà il ritorno: se partite da New York a mezzanotte, saranno le sei di mattina in Italia, quindi praticamente non chiuderete occhio!

GUARDA ANCHE: RIMEDI CONTRO IL JET LAG

TRASFERIMENTI VERSO E DALL’AEROPORTO DI NEW YORK

Occhio quando prenotate perché gli aeroporti di New York sono tre: JFK, Newark e La Guardia (quest’ultima usata più che altro per voli interni). Quindi rischiereste di atterrare in un aeroporto e ripartire da un altro (com’è accaduto a noi che siamo atterrati al JFK e ripartiti da Newark). Poco male perché in tutti i casi si hanno vari modi per spostarsi da/verso questi aeroporti: taxi, navetta o mezzi pubblici. Questi ultimi sono i più economici (anche se c’è da fare almeno un cambio treno/metro/pullman), poi vengono le navette (più comode. Per il ritorno noi abbiamo usato quella della compagnia Go Airlink che ci ha recuperato in albergo e portato all’aeroporto spendendo giusto una decina di dollari in più rispetto alla metro/treno/pullman ma abbiamo risparmiato in fatica e tempo tra cambi di mezzi e attese domenicane) e per ultimi i taxi (i più costosi, ovviamente).

Dall’aeroporto di JFK a Manhattan invece ci è bastato prendere un AirTrain e successivamente la metro (come spiegato all’inizio del diario di viaggio).

METRO A NEW YORK

Ogni corsa costa poco meno di 3$. Se per tante altre capitali potrebbe essere superfluo fare una tessera settimanale in quanto ci si sposta per lo più a piedi, qui è indispensabile. Manhattan è talmente grande e i monumenti talmente distanti gli uni dagli altri che farsi tutti gli spostamenti a piedi è un’impresa titanica.

Se poi avete intenzione di stare a New York un’intera settimana, la tessera è d’obbligo (ma anche se faceste solo cinque giorni sarebbe consigliata). Si chiama Unlimited Metrocard e si compra ai distributori automatici o a qualche chioschetto (come accaduto a noi). Costa 31$ ( più 1$ per l’acquisto della tessera, la quale potrete usarla anche negli anni avvenire ricaricandola come fosse una sim del cellulare) e vi permette di muovermi in qualunque zona e stazione senza limiti di tempo, corse e zona (non è a zone concentriche come Londra, dove a seconda degli spostamenti si paga un biglietto differente).

Senza contare che potrete usufruire anche dei pullman. Dura sette giorni conteggiati dal momento in cui fate la vostra prima corsa fino a mezzanotte del settimo giorno. Vi consiglio di farla subito in quanto, compreso nel biglietto, c’è anche lo spostamento da Jamaica Station a Manhattan.

Occhio a come usate la carta: se la strisciate per attraversare i tornelli d’ingresso della metro e poi non ci passate, per poterla riutilizzare nuovamente da quell’ingresso dovrete aspettare una ventina di minuti (lo fanno per evitare che più persone usino la stessa tessera in istanti successivi).

Un accorgimento: se dopo aver passato la tessera i tornelli restano bloccati, non andate subito in panico ma riprovate più volte (ci è capitato di passarla ben cinque volte in un’occasione!) finché non appare sul display del tornello ‘Go’. Le altre volte, pur facendo un suono all’apparenza di ‘via libera’, è una lettura errata. Mal che vada, in tante stazioni c’è una guardiola con un addetto della metro che vi aiuterà.

L’unica pecca della metro è trovare le stazioni. Ovvero, mentre in altre capitali l’entrata è ben visibile da lontano grazie a delle pensiline o cartelli enormi, qui per lo più trovate dei sottopassaggi con cartelli a livello marciapiede. Infatti, in certe occasioni ci abbiamo messo più tempo a trovare l’entrata che a farci portare a destinazione!

CAPIRE LA METRO

In primis, sono 469 stazioni e 25 linee, ma non temete perché in realtà le linee che interessano a voi sono sei o sette. I treni sono molto frequenti: tra i due e i sette minuti ne passa uno (anche se a volte, sul far della sera, ci è capitato di aver dovuto aspettare di più. Invece da mezzanotte fino alle sei si aspetta di solito una ventina di minuti).

Recuperare una cartina della metro è fondamentale (la trovate nelle stazioni della metro ma anche negli alberghi) oppure potete scaricare un programma offline per il vostro cellulare (se ne trovano svariati ma io ho scelto ‘nyc subway’, anche se alla fine mi sono trovato più comodo quella cartacea).

Le linee sono contrassegnate da differenti numeri, lettere e colori (rosso, verde, arancione, ecc ecc). In più, possono essere Local (fanno tutte le fermate e sono contrassegnate dal cerchio colorato della linea) o Express (ne fanno solo alcune, quindi sono più veloci ma rischiate di saltare quella in cui dovreste scendere voi! Sono contrassegnate da un rombo). Nel caso non riusciste a riconoscerle, no problem: le Local fermano ai lati mentre le Express nei binari centrali.

Non solo, ma se guardate la cartina troverete le fermate contrassegnate da un bollino: se questo è nero significa che fa solo il Local mentre se è bianco fa entrambi.

Infine, se non volete impazzire a decifrare i dati presenti sotto i cartelli delle fermate (qual è il capolinea, se è aperta tutta notte e altre info) concentratevi solo sulla direzione che prende il mezzo: sul cartello, ben visibile, c’è scritto Uptown o Downtown. Semplicemente, una volta che avete individuato quale linea vi serve per raggiungere il vostro obiettivo, fate mente locale se il vostro treno deve andare da nord a sud (quindi Downtown) o da sud a nord (Uptown).

Ultima cosa: troverete sulla cartina alcune stazioni dove c’è la sovrapposizione di alcune linee (ad esempio, a Times Square ce ne sono tre). A volte invece troverete delle linee nere che congiungono due fermate distanti tra loro: niente paura, semplicemente vi stanno dicendo che arrivati ad una stazione vi sposterete a piedi, sempre sottoterra, da l’una all’altra (tranquilli, sono giusto pochi passi).

AUTOBUS E TAXI A NEW YORK

Pur potendo sfruttare la metro-card, gli autobus non li abbiamo praticamente usati. Ormai ci eravamo così impratichiti con la subway da non averne bisogno (anche perché il traffico gioca a sfavore di tali mezzi, specialmente nelle ore di punta).

Se volete prenderli, sappiate che dovete cercare i cartelli con il simbolo del bus e si trovano agli angoli delle strade, tra le Avenue e le Street. Fanno uno o massimo due isolati tra una fermata e l’altra e percorrono solo o la Avenue o la Street (quindi percorsi orizzontali o verticali). Se non avete la metrocard potete pagare in contanti ma accettano solo monete e non danno resto.

I taxi ovviamente sono le classiche auto gialle. Le corse si pagano (non si può usare la metro-card) e bisogna lasciare anche la mancia (ne parlerò più avanti). Rispetto a bus e metro, sono vivamente consigliati durante la nottata in quanto è vero che spenderete qualche soldo in più ma almeno eviterete spiacevoli incontri.

ATTRAZIONI DI NEW YORK

Ce ne sono a iosa, ma qui vi elencherò le principali con orari e prezzi (che troverete comunque sui loro siti ufficiali).

- Chatedral Church of St. Patrick the Divine: 6.30- 18.45 e 10$ (è a offerta, quindi si potrebbe entrare anche gratis)

- Statua della Libertà: traghetto:8.30-15.30 e minimo 25$ solo per arrivare all’isola. Se si vuol salire sul piedistallo o sulla statua il prezzo aumenta. Se fate Statua della Libertà e Ellis Island, il primo traghetto che vi porta dalla prima all’altra c’è alle 9 e l’ultimo alle 16. Da Ellis Island per Battery Park, il primo alle 9.20 e l’ultimo alle 16.

- American Museum of Natural History: 10-17.45 a 22$ (si può lasciare solo un’offerta o entrare gratis)

- M.o.M.a.: 10.30-17.30 (venerdì fino alle 20) a 25$. Gratis venerdì dalle 16 alle 18.

- Metropolitan Museum (Met): da domenica a giovedì 10-17.30, venerdì e sabato 10-19 a 25$ (è a offerta, quindi si potrebbe entrare anche gratis)

- 9/11 Memorial Museum: da domenica a giovedì 9-20 (ultima entrata alle 18) mentre venerdì e sabato 9-21 (ultima entrata alle 19) a 24$ (gratis giovedì dalle 17.00. Volendo potreste prenotare i biglietti qui: visit.911memorial.org).

- Empire State Building: 8-2 a 34$ (se si arriva fino all’86° piano) e a 54$ (se si vuol raggiungere il 102°).

- Rockefeller Center (Top of the Rock): 8-24 (alle 23 c’è l’ultimo ascensore) da minimo 34$

- Intrepid: feriali 10-17, festivi 10-18 a 33$

- Madame Tussauds Museum: 10-24 a minimo 34$ (se il biglietto si acquista online si spende 29$)

- Zoo del Bronx: 10-17, circa 37$ (mercoledì a donazione)

- O.N.U.: in settimana 9-16.45, sab. e dom. 10-16.45 a 22$

- Mahayana Buddhist Temple: 8.30-18, gratuito

- High Line: 7-22 (ma un tratto viene chiuso verso le 20), gratuita

- NY Public Library: 10-18, gratuita

- Grand Central Station: sempre aperta e gratuita

- Central Park: 6-1, gratuito

- Ponte di Brooklyn, Times Square, le due vasche di Ground Zero, Chinatown, Little Italy, Wall Street, Broadway: ovviamente sempre aperti e gratuiti

GROUND ZERO

Ricapitolando (perché su internet spesso le informazioni sono nebulose o confusionarie). L’area complessiva si chiama Ground Zero ed è formata da varie strutture.

Il World Trade Center è un grattacielo enorme con un’antenna sul ‘cucuzzolo’. Davanti trovate invece il 9/11 Memorial (ovvero le due vasche che hanno preso il posto delle torri gemelle, visitabili gratuitamente).

Accanto a queste trovate invece una struttura più piccola, che è il 9/11 Museum (ovvero il museo più famoso e grosso legato alla tragedia del 9/11, a pagamento). Poco più distante invece c’è il 9/11 Tribute Center (museo molto più piccolo del suo ‘fratellone’ Museum, a pagamento anch’esso).

ALTRE ATTRAZIONI A NEW YORK

In sette giorni tante cose abbiamo dovuto tralasciarle per mancanza di tempo. Solo per citare i più interessanti: il Whitney Museum of American Art, il Moma, l’ONU, il gospel in una chiesa di Harlem, il quartiere di Dumbo (a Brooklyn), il Brooklyn Botanic Garden, Coney Island, Greenwich Village, Yankee Stadium, Graffiti Hall of Fame, lo zoo di Central Park e/o quello del Bronx.

CHIUSURA DEI MONUMENTI A NEW YORK

I monumenti e le attrazioni principali aprono di solito alle 10 (ma vi conviene presentarvi qualche minuto prima per non restare imbottigliati nelle file chilometriche) e chiudono solitamente alle 17 (ma spesso già mezz’ora prima potrebbero farvi storie o addirittura non farvi entrare, come ci è accaduto al ‘Top of the Rock’). Ergo, vi conviene fare i musei/attrazioni al mattino o nel primissimo pomeriggio e lasciare al tardo pomeriggio quei luoghi dove non è prevista chiusura (ad esempio Chinatown, Wall Street, Times Square, Grand Central Terminal, ecc ecc ).

CROCIERA A NEW YORK

Ci sono varie compagnie che offrono delle minicrociere intorno a Manhattan. Tutte passeranno accanto alla Statua della Libertà (ma senza attraccarvi) per poi proseguire facendo o una mezza luna intorno alla zona sud di Manhattan o circumnavigandola interamente. Tutte le crociere partono dal Pier 81.

Noi ad esempio con il City Pass potevamo scegliere la crociera con Circle Line Sightseeing Cruises (potete anche prenotarla al di fuori del City Pass a questo sito: www.circleline42.com/it/) o la visita alla Statua della Libertà. Abbiamo scelto quest’ultima perché ci premeva di più vederla da vicino. Senza contare che parte del percorso ‘a mezzaluna’ lo si compie per raggiungere la Statua.

CENTRAL PARK IN BICI

Il parco lo si può visitare a piedi o in bici. Se scegliete quest’ultima, potete noleggiarne una nel parco (scelta dispendiosa) o all’esterno, in quanto ci sono tanti negozi che la offrono a prezzi più contenuti. Ma usare la bici ha i suoi contro: potete sì girare per il parco più velocemente (e stancandovi di meno) ma sappiate che solo alcune strade sono percorribili. Tante sono vietate, ergo dovete attraversarle a piedi, portandovi appresso la bici. In certe zone dovrete infine lasciarla giù e farvela a piedi (ma chi vi noleggia la bici fornisce anche catena e lucchetto).

Personalmente ho trovato piacevole visitare il parco a piedi. Di contro, è una sfacchinata non indifferente (ma dato che facevamo in media venti chilometri al giorno, direi che cinque in più cinque in meno non ci hanno cambiato la vita). Ma essere immersi nella natura e nel silenzio ripaga ampiamente.

GOSPEL A NEW YORK

Ad Harlem ci sono varie chiese dove potersi godere tale esibizione. La più famosa e gettonata è la Abyssinian Baptist Church (ma chi c’è stato ha detto che bisogna stare in coda due ore per entrarvi). C’è chi è stato anche a Mount Neboh Baptist Church, alla Union Congregation Church, alla Canaan e alla Corinthian. Mettete in conto che probabilmente l’entrata è a pagamento.

Personalmente, avevo contattato la Salem United Methodist Church per assistere al suo gospel. Mi hanno risposto in modo molto cortese e in tempi celeri avvisandomi che la messa si sarebbe svolta solo di domenica, alle 11 e alle 12.30. Peccato alla fine non esserci potuto andare.

I PASS E I BIGLIETTI PER LE ATTRAZIONI A NEW YORK

New York ha molte cose da vedere, di cui alcune gratis e altre (mediamente) costose. Per ovviare a questi salassi hanno creato vari Pass, i quali offrono ad un prezzo vantaggioso la possibilità di visitare più attrazioni. Ma sono veramente utili e soprattutto economici?

Andiamo a vederli in dettaglio:

- New York Pass (www.newyorkpass.com): offre la possibilità di entrare in più di novanta attrazioni evitando le file chilometriche (o meglio, le farete ma in altre casse). Si possono scegliere (ordinandoli online, quindi scontati) pacchetti di 1 giorno=109$ 2gg=189$ 3gg=203,15$ 5gg=254,15$

- NY City Pass (citypass.com/new-york): dà la possibilità di visitare l’American Museum of Natural History, il Metropolitan Museum of Art e l’Empire State Building (in quest’ultimo si ha accesso allo skyline due volte nella stessa giornata, una di giorno e una di sera) e a scelta: ‘Top of the Rock’ o Guggenheim Museum, Statua della Libertà o Crociera sull’Hudson, museo dell’9/11 o l’Intrepid. Quindi, in tutto vi permette di visitare sei attrazioni a 122$

- New York Explorer Pass: similare al New York Pass ma i pacchetti non vanno a giorni ma ad attrazioni (se ne possono scegliere tra 57). Ovvero se ne possono vedere: 3 a 84$ 4 a 110$ 5 a 125$ 7 a 170$ 10 a 199$

- Go Select: potete scegliere quante attrazioni volete e creare un pacchetto su misura. Il vantaggio è che avrete gli sconti su ogni attrazione e 30 giorni (da quando vidimate la prima volta) per poter sfruttare l’intero pacchetto.

Prima di esultare e correre a comprare il pass che reputate più vantaggioso, considerate alcune cose molto importanti. Innanzitutto nei musei (e nelle chiese) NON siete obbligati a pagare il biglietto d’entrata. Va semplicemente ad offerta: sui siti ufficiali dell’American Museum of National History, del Metropolitan Museum of Art e alla Cathedral Church of St. John the Divine, il prezzo è ‘consigliato’, è ad offerta. Ergo, potreste tranquillamente offrire anche solo 1$ o addirittura entrare gratis senza ricevere nessuna contestazione.

Poi, allo zoo del Bronx la donazione la si può fare ma solo di mercoledì (bronxzoo.com/tickets) altrimenti negli altri giorni si paga il biglietto intero.

Invece in alcuni luoghi l’entrata è gratuita, in certe giornate e ore: al M.o.M.a. è il venerdì dalle 16 alle 18 mentre al museo del 9/11 è al martedì dalle 17 alle 20.

Senza contare, in ultimo, che tutto dipende da cosa volete andare a vedere. Vi consiglio quindi di farvi un bello schemino con ciò che vi interessa, il totale di quanto vi costerebbero tutte le attrazioni a prezzo pieno (sfruttando le entrate gratuite e l’entrata a ‘donazione’) e quanto sfruttando i vari pass.

Noi abbiamo scelto il NY City Pass perché tante attrazioni non ci interessavano (quindi non aveva senso fare il NY Pass) e per la libertà di poterci andare quando volevamo (avendo trovato delle giornate uggiose/piovose, facendo il NY Pass saremmo stati costretti, una volta vidimata la prima entrata, a fare tutto nei giorni consecutivi, rischiando di andare sì sui grattacieli ma per osservare lo skyline immerso nella nebbia o nella pioggia! Con il City Pass invece abbiamo sfruttato alcuni ingressi quando c’erano le belle giornate e quelli dei musei quando pioveva, dipanando il tutto in sei giorni). In più, entrare gratis nei musei non ci andava, quindi avremmo lasciato almeno 5-10$ di donazione, cosicché facendo due conti saremmo comunque stati dentro il prezzo del City Pass.

Infine, avevamo pianificato ogni giornata in modo tale da visitare tutto ciò che ci interessava ma in realtà alcune cose le abbiamo dovute sacrificare (in primis, il Gospel ad Harlem e lo zoo) quindi anche da questo punto di vita il NY Pass sarebbe stato sprecato.

Considerate infine che per certe attrazioni (i musei, la Statua della Libertà, il Gospel, Central Park, Ground Zero e l’Intrepid) ci vuole almeno mezza giornata per visitarle e che la maggior parte chiudono alle 17 quindi non pensiate di vedere sei luoghi in una giornata perché è impensabile. Ciò non toglie che se vi organizzate bene, se avrete belle giornate e se vi alzerete presto ogni mattina per ottimizzare il tempo a vostra disposizione, potrete riuscire a fare qualcosa in più di ciò che abbiamo fatto noi.

SHOPPING A NEW YORK

C’è solo l’imbarazzo della scelta. Se volete negozi di lusso (e non), la strada migliore è la 5th Avenue. I negozi più famosi sono Century21 (di abbigliamento) e Macy’s (un centro commerciale di ben dieci piani). Se invece cercate dei souvenir, non fermatevi a quelli presenti nei luoghi cult, tipo Times Square, dove ovviamente i prezzi degli articoli lievitano (pur trovando di contro alcune bancarelle con articoli carini ed economici) ma piuttosto fatevi la 5th Avenue, da Bryan Park verso Rockefeller Center dove ho trovato delle belle occasioni (non acquistate però al primo negozio che vi capita a tiro in quanto potreste trovare lo stesso articolo a metà prezzo pochi passi più in là).

Occhio però agli orari: mentre i negozietti di souvenir sono aperti (per lo più) fino a mezzanotte, quelli più chic fanno (di solito) dalle 10 alle 18.

RISTORANTI E FAST FOOD A NEW YORK

Come ogni capitale che si rispetti, vige la regola che a mangiare nelle zone più turistiche (tipo Times Square) vi costa sempre di più che nelle viuzze anonime. In più, i ristoranti vi sparano cifre a volte spiazzanti (un hamburger con patatine 20$). Senza contare che dovrete aggiungervi le tasse e la mancia al cameriere (ergo, da 20$ andrete a pagare circa 25$).

Se invece volete ‘limitate i danni’ puntate sui fast food: ce ne sono a centinaia, di qualità, marchi e natura diversa (dal cibo italiano a quello messicano, dallo ‘stile Mc Donal’s’ al cinese, ecc ecc). La tassa c’è sempre ma essendo un fast food non siete obbligati a lasciare la mancia (al massimo trovate un barattolo ‘tips’ accanto alla cassa).

Noi abbiamo passato la settimana a provare svariate catene restando soddisfatti del mangiare e del prezzo (mediamente un hamburger con patatine costa sugli 8$. Aggiungeteci una coca cola e con poco più di una decina di dollari fate una cena sostanziosa).

Come catene vi consiglio: Five guys, Fresh & Co, Chipotle e Shake shack. I fast food li trovate dislocati un po’ ovunque. Ma se non doveste trovarli, no problem: ce ne sono tanti altri che cambiano marchio ma non qualità.

Se siete di corsa, invece di entrare in questi locali potete fermarvi a qualche chioschetto di hotdog o kebab: sono ovunque e di qualità accettabile (rapportata ovviamente al basso costo).

Altre catene consigliate sono: Pizza Hut, Johnny Rockets e Sbarro. Si trovano anche i classici camioncini dei gelati anche se i prezzi sono discutibili (4$ per un gelato…).

Ci sono dei supermarket che permettono anche di pranzare. Troverete infatti dei buffet straripanti di cibo di ogni genere (per carnivori e non). Vi basta prende un contenitore e riempirlo di ciò che più vi aggrada.

Alla cassa lo peseranno in quanto si paga a libbra (una libbra corrisponde a circa 500 grammi). Di solito nel market troverete anche dei tavolini dove sedervi e pranzare. Ci è capitato per caso di trovarne uno a Chinatown; il cibo era discreto e il prezzo ottimo.

Anche per quanto riguarda le colazioni c’è l’imbarazzo della scelta: oltre al solito Starbucks (costoso), potete trovare altre catene, tanto carine quanto economiche, le quali offrono quantità industriali di dolci e caffè insoliti. Noi siamo stati, ad esempio, ad ‘Au Bon Pain’ un paio di volte e abbiamo gustato un caffè alla vaniglia e uno alle nocciole!

COSA MANGIARE A NEW YORK

Per quanto riguarda il cibo, classici a New York sono: l’hot dog (ci sono i chioschetti ovunque), il pastrami on rye (sandwich di manzo con mostarda), il bagel (panini farciti a forma di ciambella) e il cheesecake (dessert a base di crema e formaggio).

TASSE E MANCE A NEW YORK

E' un po’ complicato.

Partiamo dalle tasse: quando acquistate beni materiali o servizi, sui prezzi esposti dovete aggiungere mentalmente le tasse comunali, circa il 9%, in quanto (quasi sempre) non presenti. Ad esempio, se vedete un cellulare a 500$ dovete ricordarvi di aggiungere altri 45$. Tale tassa si applica nei ristoranti e nei negozi.

A volte la tassa è già inclusa nel cartello mentre altre volte no. Come si fa allora a capire quando lo è? Bel problema! Di base se vi prendete un caffè da 1$ poco importa. Se invece volete acquistare qualcosa di più costoso (tipo un i-phone) vi consiglio prima di chiedere delucidazioni al commesso.

Questo ‘problema’ l’abbiamo avuto anche nei negozietti di souvenir e nei fast food.

Sono invece esenti da tassa: gli alimentari (in negozi, supermercati, fruttivendoli, ecc ecc), i medicinali e l’abbigliamento (ma la pagherete se il singolo pezzo supera i 110$).

Mentre gli alberghi e gli hotel hanno una tassa più alta e, di solito, un prezzo di soggiorno aggiuntivo (se prenoterete online dall’Italia controllate se il prezzo complessivo è già compreso di tasse o meno).

Per quanto riguarda le mance, diventa ancora più complicato.

In primis, in tanti locali la mancia è un obbligo, mai una scelta. Però cambia a seconda della mansione di chi avete davanti. Ovvero:

- Nei ristoranti mediamente è tra il 15% e il 20% dello scontrino. Vi capiterà o di trovarvi sullo scontrino la scritta ‘Tip’ (mancia) dove dovrete segnare quanto volete lasciare oppure (esperienza personale) in fondo troverete una lista di mance ‘consigliate’. Semplicemente si sceglie quale lasciare.

- Ai taxisti e negli hotel (facchini o servizio in camera) si dà 2$ o 3$ di mancia.

- Nei locali (birreria, pub, ecc ecc) 1$ a cocktail. Ovviamente le mance e le tasse sono due elementi distinti. Quindi, se andate al ristorante e il vostro pranzo è di 20$, dovete aggiungere circa il 9% di tasse più il 15-20% di mancia.

Se però andate in un coffee shop o in un fast food (quindi, per intenderci, quelli in stile Starbucks o Mc Donald’s , ovvero dove non si viene serviti ai tavoli) non si è obbligati a lasciare alcuna mancia.

Facendo due conti: se andaste per una settimana nei ristoranti a pranzo e a cena, spenderete minimo più di 50$ solo in mance!

BANCOMAT E CARTE DI CREDITO A NEW YORK

Sia io che il mio amico non siamo riusciti a pagare col bancomat (circuito Maestro) in quanto non veniva accettato nei locali e nei negozi (al contrario di quanto veniva dichiarato in alcuni diari di viaggio trovati su internet) . Non solo, ma non siamo neppure riusciti a prelevare dai bancomat di varie banche (si è scoperto poi che per farlo dovevamo abilitare la carta per i prelievi in tutto il mondo, altrimenti è attiva solo per i paesi della comunità europea. Invece per pagare nei negozi non c’è soluzione).

Per fortuna che avevamo anche la carta di credito: con essa non abbiamo avuto problemi.

Ergo, prima di partire vi consiglio di chiedere alla vostra banca/posta. E, nel dubbio, portatevi dietro un po’ di contanti: mal che vada fate il cambio ad un cambia-valuta.

SICUREZZA A NEW YORK

Questa città mi ha stupito! Dalle otto del mattino all’una di notte l’abbiamo visitata in largo e in lungo e mai, e dico mai, abbiamo avuto situazioni antipatiche o vagamente pericolose. Ovviamente siamo stati sempre nel centro/sud di Manhattan (ho letto che sono più pericolose le strade a nord di Central Park) e non ci è mai capitato anche solo d’incrociare qualche losco individuo. Certo, come in tutte le grandi città ci sono i senzatetto agli angoli della strada, ma si fanno bellamente gli affari loro. Il consiglio è quello che si darebbe visitando qualsiasi metropoli: evitate zone famose per essere ghetti pericolosi, la metro di notte (piuttosto prendete un taxi) e luoghi dove bazzica gente sospetta (in primis le stazioni dei treni).

PRESE ELETTRICHE A NEW YORK

Gli apparecchi elettronici funzionano tutti. L’unico problema è la presa statunitense (le spine hanno due uscite parallele di tipo lamellare, ovvero di tipo A). Compratevi un adattatore universale: costa una decina di euro ma lo potete usare in tutto il mondo.

SICUREZZA DEL BAGAGLIO PER ANDARE A NEW YORK

Per andare negli Stati Uniti è consigliato di chiudere la valigia con un lucchetto TSA (sono a combinazione ma con la possibilità di aprirli anche con una chiave speciale, in modo tale che i doganieri dell’aeroporto possano aprire le valigie senza spaccare nulla). Costano una decina di euro.

TIRANDO LE SOMME

La Grande Mela mi ha stupito: c’era meno caos e traffico di quanto avessi preventivato (tanto, ovviamente, ma molto più vivibile di un giro intorno al Duomo di Milano), i newyorkesi sono gentilissimi (ogni volta che controllavo la cartina c’era qualcuno che veniva in mio soccorso), tutto è portato all’eccesso (a partire dal negozio dei Lego e degli M&M fino ai grattacieli immensi), lo skyline è veramente degno di nota (ne ho visti tanti ma il top è vedere uno sterminato agglomerato di grattacieli dall’80esimo piano. Imperdibile!) e ogni strada nasconde qualcosa d’interessante da ammirare e fotografare.

di Andrea Pistoia

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