Idee di viaggio

Viaggio da New York alle Niagara Falls

Continua il nostro viaggio in compagnia di Daniele54. In questa puntata da New York verso le Niagara Falls a bordo di un'auto a noleggio.

Niagara VIAGGI URBANI Shutterstock
/5

Autore: daniele54
Periodo: luglio

4 luglio

E’ il giorno dell’indipendenza. La nostra prima tappa è il MOMA. Anche qui col city pass riceviamo subito il distintivo per entrare. Ancora una volta siamo fortemente colpiti dall’edificio, dagli ambienti spaziosi ed eleganti, dalle passerelle in vetro, anche se alcune opere che si trovano negli spazi di entrata o accesso alle scale mobili sono di difficile interpretazione per noi e spesso ci portano a ridere. Decidiamo comunque di visitare le sezioni di pittura e scultura al 4° e 5° piano. Anche qui restiamo impressionati dalla ricchezza e importanza di opere di autori come Cezanne, Dalì, Matisse, Monet, Picasso, van Gogh, Pollock e altri.

moma_1

(©  Erika Cross / Shutterstock)

Prima di uscire passiamo dal giardino interno che avevamo ammirato anche dalle grandi vetrate dell’edificio. Nel pomeriggio ritorniamo nella Fifty e ci dedichiamo ancora ad alcuni acquisti, poi torniamo a Central Park entrando da Columbus Circle. Dopo un gelato o un caffè nel baracchino Ferrara noleggiamo una bicicletta per un’ora. Il noleggio è proprio a quell’entrata e costa 14 $all’ora.

La scelta si dimostra davvero felice perché riusciamo a fare molta strada. Percorriamo il lato est passando di fianco al MET e davanti al Guggenheim, vediamo nei prati moltissima gente godersi la giornata di festa, di etnie e abitudini diversissime, raggiungiamo e fiancheggiamo il lago più grande e poi attraversiamo il parco portandoci sul lato ovest. Qui vediamo l’edificio del museo di Storia Naturale e il Dakota Building. L’attrattiva maggiore del parco rimane però la natura: gli ampi spazi verdi, i viali alberati, i boschi e anche la gran moltitudine di gente che ne usufruisce. Quando consegniamo le bici sono già le 7 p.m. e così ci precipitiamo al metrò per tornare a Brooklyn.

Dopo una veloce spesa in un market per  acquistare uno spuntino ci rechiamo in un prato nella zona di Dumbo. Proprio di fronte abbiamo Lower Manhattan, il cielo è solcato da molte striature rosa che col passare del tempo divengono di un colore più carico avvicinandosi al rosso. I palazzi, soprattutto il Woolworth si illuminano. E’ davvero uno spettacolo!!!

Alle 9,15 p.m. iniziano i primi fuochi, vediamo la gente alzarsi e guardare in lontananza verso l’Empire. OPS…….
I fuochi vengono lanciati dalla riva dell’Hudson e non dall’East River come era riportato nelle guide e come ci avevano detto dei Newyorkesi a cui avevamo chiesto.  Bè, riusciamo a vedere solo i fuochi che si alzano sopra gli edifici, non certo quelli lanciati a riva. Che dire? Sicuramente uno spettacolo bello, ma non certo impressionante come da più parti avevamo sentito dire! Per consolarci facciamo una passeggiata sulla Brooklyn Heights Promenade, un luogo bellissimo da cui si ha un affaccio incredibile sui grattacieli di Lower Manhattan e su Brooklyn Bridge.  Senza dubbio il miglior punto panoramico su Downtown e col buio e tutte le luci la visione è spettacolare!


5 luglio


Oggi dormiamo un po’ di più e usciamo di casa verso le 8,30. Torniamo a Times Square, bè sempre bella ma non certo suggestiva come di notte. Entriamo all’Hard Rock cafè per comprare delle magliette e altri gadget.

times-square_1

(© Tinnaporn Sathapornnanontk / Shutterstock)

Poi prendiamo la metro per andare in direzione di Madison Square Garden ma sbuchiamo giusti davanti al grande magazzino Macy’s. Entriamo e ci dirigiamo al centro visitors dove, esibendo il passaporto, ci viene consegnato a Special Welcome for International Visitors: 10 % OFF, cioè uno  sconto del 10 % su tutto, anche su articoli già scontati. Il magazzino è immenso, i prezzi non sono da outlet, ma comunque convenienti. Acquistiamo qualche polo della R.L. e quando andiamo a pagare il commesso ci chiede il biglietto del nostro sconto come stranieri per poter fare lo stesso sconto ad un cliente spagnolo che probabilmente non sapeva di questa opportunità.

LEGGI ANCHE: UNA SETTIMANA A NEW YORK 

Questo episodio ci ha lasciati basiti perché anche in questa occasione, come in molte altre ci siamo chiesti cosa potrebbero pensare gli Americani se venissero in Italia. Da noi si sente che nei bar gonfiano i conti agli stranieri, vedono sempre nei clienti, soprattutto stranieri, dei polli da spennare, certamente non si fanno in quattro per darti indicazioni, per non parlare dei fatti gravissimi di furti e borseggi e qui, invece, riescono veramente, in ogni momento e in ogni occasione, a farti sentire il Benvenuto. Dico questo con molta amarezza perché io ho viaggiato moltissimo in Italia, la trovo bellissima, ma anch’io nell’estate del 1999, in vacanza a Paestum, sono rimasta vittima del furto dell’auto e a parte questo non ho mai avuto la sensazione che il turismo in Italia venga considerato come una risorsa importantissima e che ci sia la consapevolezza di come sia fondamentale far sentire bene il turista, tanto più se è straniero, e non cercare di fregarlo.

Dopo le spese andiamo al Madison Square Garden, ma è chiuso per lavori. Ci spostiamo allora a Madison Square park, ammiriamo il Flatiron Building (ferro da stiro) , facciamo una deviazione a Gramercy park e poi ritorniamo a Union Square perché vogliamo entrare nel market Whole Foodsche che presenta una gran varietà di cibo da tutto il mondo e ha anche una parte di tavola calda. Compriamo qualcosa e ci dedichiamo parecchio tempo per mangiare seduti su una panchina nel parco. Proveniendo dalla Broadway, subito prima di arrivare a Union S. siamo passati davanti al Paragon, un negozio di articoli sportivi molto rinomato per i prezzi convenienti e la grande scelta.

madison-square-garden

(© littleny / Shutterstock)

Sempre ad Union Square c’è anche il Filene’s Basementun grande magazzino consigliato dalla guida per la convenienza sugli abiti griffati. Noi non siamo entrati. Nel  pomeriggio riprendiamo la metro e ci portiamo nel Queens. Avremmo voluto prendere la linea extraurbana n° 7 che collega il quartiere di Flushing con Manhattan, ma non abbiamo studiato bene il percorso e così abbiamo preso una cabinovia che ci ha portati a Roosevelt Island. Da qui siamo tornati a Brooklyn perché per una sera volevamo andare a mangiare in un posto consigliato dalla guida: la pizzeria Grimaldi’s al 19 OldFulton St.

Quando siamo arrivati la coda era spaventosa e così siamo entrati nella vicina pizzeria da Ignazio. La pizza è stata davvero buona e gli ingredienti di ottima qualità. Devo dire che a New York non abbiamo affatto mangiato male, anche se la nostra scelta è sempre caduta su posti casuali siamo riusciti a mangiare della pasta discreta, buona carne e salmone ottimo e, qualche volta, abbiamo anche bevuto degli ottimi caffè espresso.

6 luglio

E’ l’ultimo giorno di permanenza a New York. Pensavamo di fare la Cloister Circle Line Sightseeing Cruises, ma dato che avevamo già avuto molte viste sulla città abbiamo rinunciato e abbiamo fatto una piccola traversata sul battello gratuito che porta a Staten Island. Appena tornati siamo andati a Prospect Park a Brooklyn. E’ un parco molto grande e molto bello con pochissime persone che passeggiavano. Certo anche qui sarebbe stata utile la bici. Acquistato un hot dog ci sediamo su una panchina a mangiare, scriviamo le cartoline e poi pigramente c’incamminiamo pensando a come arrivare a Newark Airport dove la sera dobbiamo ritirare l’auto a noleggio. Abbiamo prenotato l’auto nello stesso luogo in cui la lasceremo (visto che partiremo da Newark). L’auto, una Dodge 7 posti x 4 giorni, compreso il pieno di benzina e il satellitare ci è costata 280 euro con la compagnia Dollar.

LEGGI ANCHE: COSE STRANE DA FARE A NEW YORK 

Tornando a Brooklyn eravamo preoccupati di dover arrivare a Newark con la metro e poi il treno soprattutto perché avevamo molte valigie e, a questo punto ci è venuta in aiuto la LonelyPlanet dove c’erano informazioni sui car service (noleggio con conducente)  e  l’indirizzo  a Brooklyn. Naturalmente anche in questa situazione un signore si è fermato chiedendoci di cosa avevamo bisogno.  Anche lui ci ha detto che a Brooklyn non era possibile trovare taxi e di chiedere al car service. Era un signore distinto che si è addirittura scusato perché non sapeva l’Italiano. Vi rendete conto? Senza problemi arriviamo alla sede del car service e il titolare ci dice che il prezzo per Newark (più di un’ora di strada) è di 75 $ + 8 $ per il passaggio nell’Holland Tunnel.  In 5 va bene.

Alle 7.30 p.m. siamo in auto e stiamo lasciando New York. Avevamo deciso di guidare per un paio d’ore nella direzione di Niagara Falls per avere meno strada da percorrere il giorno seguente. A parte qualche inghippo iniziale per impostare il satellitare giungiamo alla prima delle 4 sistemazioni prenotate su Booking per questo giro. Si tratta dello Sleep Inn & Suites Dunmore a Scranton.

7 luglio


Dopo la colazione consumata in Hotel partiamo per Niagara Falls. Probabilmente il satellitare era impostato sulla via più corta che però non sempre è la più veloce e così abbiamo abbandonato ben presto l’autostrada per fare strade in mezzo a paesucoli. Sicuramente dal punto di vista paesaggistico è molto più interessante, ma non arrivavamo mai. Seguendo i consigli dei più abbiamo subito attraversato la frontiera canadese per vedere le cascate da quel lato. In effetti quando ce le siamo trovate di fronte abbiamo visto che la piattaforma ed alcuni sentieri a lato delle cascate sono sul lato Americano per cui, avendo tempo, converrebbe dare un’occhiata dal lato Americano e poi passare in quello Canadese. Noi ormai eravamo lì. Devo dire che nel complesso la visita è stata piuttosto deludente.

niagara-falls

Intanto mi aspettavo che il salto fosse più imponente e poi tutto il paese è trasformato in un luna park. Decisamente troppo chiassoso e troppo sfruttato. Comunque siamo saliti sulla Maid of the Mistche che ci ha portati proprio sotto le cascate. In particolare quella a ferro di cavallo non si riesce a vedere nitidamente perché l’acqua solleva sempre molto vapore. La sera siamo tornati per vederle illuminate (dalle 9 p. m. a mezzanotte), siamo arrivati da dietro a quella più grande e ci siamo presi una gran lavata perché si alzava molta acqua e sembrava proprio che piovesse a catinelle.

8 luglio

Purtroppo abbiamo accettato di fare colazione in motel, ma la colazione iniziava alle 8.30 e questo ha ritardato la nostra partenza. Fiancheggiamo tutto il lago Ontario, sempre sul lato canadese, e dopo oltre 4 ore arriviamo alla nostra prima meta di oggi: le Thousand Islands, un paesaggio incantevole formato da minuscoli paesi affacciati sul lago e moltissime isole verdeggianti, alcune con delle villette raggiungibili solo in barca o collegate all’isola vicina con graziosi ponti. Poco prima del confine con gli USA attraversiamo un ponte sopra la baia e poi saliamo sulla cima dello Skydeck, un’imponente torre che permette un’ampia veduta sulle isole e sul S. Lorenzo.

ontario

La vista dall’alto è stupenda, si tratta di un paesaggio che infonde serenità : il blu dell’acqua e il verde delle isole ricordano alcuni paesaggi scozzesi ma molto più estesi. Ritorniamo negli Stati Uniti, ci dirigiamo velocemente verso Alexandria Bay ma poi puntiamo verso la prossima meta: il parco delle Adirondacks. Si tratta di un territorio vastissimo, noi abbiamo percorso la strada che va da Blue Mountain Lake a Lake George. E’ un susseguirsi continuo di laghi, alcuni molto grandi  e turistici con paesi molto caratteristici e Hotel e ristoranti costruiti con eleganza, perfettamente integrati nell’ambiente senza alcuna stonatura in termini di dimensione o di tipologia d’architettura.

Ma sono soprattutto quelli più piccoli e raccolti, fuori dal giro turistico che ci colpiscono. In ognuno c’è un piccolo molo di legno che termina con una piattaforma in cui sono sistemate delle sedie tipiche di legno. Il sopraggiungere del tramonto crea nell’acqua riflessi colorati e l’atmosfera che si respira è proprio rilassante.  Nonostante il buio stia sopraggiungendo non riusciamo a non fermare continuamente l’auto per fare una foto tanto i paesaggi ci incantano.

rhode-island

Prima di giungere a Lake George diventa davvero buio e così ci fermiamo in un locale lungo la strada. Sono le 9,15 p. m. e ci dicono che la cucina è chiusa e che possiamo solo mangiare qualcosa di veloce al bar. In 4 ordiniamo delle alette di pollo e qui la figura dei polli la facciamo noi perché quando ci chiedono se le vogliamo hot, medium o normal  pensiamo a hot come caldo e invece significava molto, molto, molto piccanti!!! Risultato: immangiabili. Arriviamo a Gleen Falls dove avevamo prenotato per la notte intorno alle 11 p.m. Purtroppo nella prenotazione l’indirizzo era incompleto e così il satellitare ci faceva arrivare davanti a un centro di recupero psicologico. Dopo varie ricerche abbiamo deciso di chiedere informazioni. Una ragazza ci ha accolto, ha telefonato al motel in cui dovevamo andare, ci ha fornito l’indirizzo esatto e ci ha fatto una piantina del percorso. Non sapevamo davvero come ringraziarla, la sua gentilezza è stata quasi imbarazzante.

9 luglio

Visto che la colazione che doveva essere compresa nel motel consisteva in un caffè americano e basta e che secondo il nostro esperto di mappe geografiche oggi non dobbiamo percorrere molta strada, andiamo a far colazione a Lake George (la sera prima non l’avevamo visto perché eravamo arrivati col buio). Da qui, sempre consultando le mappe, decidiamo di vedere meglio il territorio e così entriamo nel Vermont, poi nel New Hampshire, poi nel Massachussets, sbagliamo anche strada e così allunghiamo ancora e arriviamo a Cape Cod, la nostra destinazione di oggi, alle 7 p. m. Pensavamo di passare delle ore in spiaggia, invece, visto l’orario, riusciamo a fare una breve passeggiata a Race Point e poi nel paese di Provincetown.  Sicuramente per apprezzare questa penisola avremmo dovuto avere più tempo a disposizione. Lungo la strada verso New Bedford, dove passiamo la notte, ci concediamo una buona cena.

10 luglio

Partiamo da New Bedford e attraversando molti ponti che permettono delle belle viste sulle baie sottostanti, ci dirigiamo verso Newport nel Rhode Island. Visitiamo questa graziosa città, ma poi, visto che risbagliamo strada e facciamo proprio fatica a trovare la 95 sud, appena la imbocchiamo ci dirigiamo verso Newark per il ritorno in Italia. A New York il satellitare ci assiste benissimo, attraversiamo Washington Bridge, entriamo nel New Jersey e poi giungiamo, con largo anticipo, in aeroporto. Consegniamo l’auto che viene controllata in tutte le sue parti con un apparecchio elettronico e poi con un treno arriviamo all’area delle biglietterie e check-in.

11 luglio

Nel volo di ritorno siamo stati abbastanza comodi, abbiamo anche dormito. Arrivati a Heathrow dovevamo spostarci a Gatcwick perché il nostro volo per Venezia partiva da lì. Se potete non prendete un volo che preveda questo trasferimento perché comunque è costoso e poi c’è sempre la preoccupazione di non fare a tempo. Il passaggio a un altro aeroporto prevede il ritiro dei bagagli e così, ritirate le nostre valigie cerchiamo il desk dei pullman National Express per acquistare i biglietti.

GUARDA ANCHE: 10 COSE DA FARE A NEW YORK

In realtà tutto è stato molto semplice perché vicino alla macchina per i biglietti c’era il cambio euro/sterline e c’era una signorina che ti assisteva per l’acquisto. La tratta costa 24.5 £ e dura 50 min. A Gatwick imbarchiamo i bagagli e facciamo il nostro ultimo check-in. Abbiamo il tempo per spendere le sterline che ci sono rimaste dal cambio per il biglietto e di riposarci un po’. Il nostro volo doveva partire alle 13.50, ma alle 13.10 esce la scritta: CANCELLED. Un addetto della B.A. porta tutto il gruppo attraverso un percorso per gli addetti dell’aeroporto a riprenderci le valigie e a ripresentarci alla biglietteria. Ci dicono che l’aereo ha un guasto, noi abbiamo il sospetto che sia perché non c’è abbastanza gente, comunque ci propongono di andare a Verona e poi di essere trasferiti al Marco Polo in pullman. Visto che non c’erano alternative accettiamo. Con più di 4 ore di ritardo sull’orario previsto, alle 22.30 siamo a casa!!!!

Scopri