Idee di viaggio

Dalla Svezia a Malta - parte I

Partiamo per un due settimane di viaggio dalla fredda Scandinavia fino a Malta. Nella prima puntata ci farà visitare Stoccolma, Nora fino ad Uddevalla e Goteborg

/pictures/2018/06/25/stoccolma_10.jpeg VIAGGI URBANI Shutterstock
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1° giorno - 8 Agosto - Da Roma a Stoccolma

Quest'anno le vacanze estive non prevedono trasvolate oceaniche, si resta nel vecchio continente. E' sabato 8 agosto e l'aereo, una volta tanto, non parte alle 6 del mattino, ma comodamente alle 10, pertanto abbiamo tutto il tempo di raggiungere l'aeroporto di Ciampino per imbarcarci sul nostro volo di mamma Ryanair alla volta di Stoccolma.

Le recenti esperienze con la mamma ci rendono iperprudenti sul tema bagagli, pertanto passiamo il pomeriggio precedente a misurare il peso del bagaglio da stiva per non eccedere i fatidici 15 kg. Dopo ampie discussioni per rimetterci sono alcuni solari e un paio di libri, il risultato è ottimo: alla pesa la nostra valigiotta pesa buoni buoni 14,8 kg, nulla da eccepire. Anche i bagagli a mano sono accuratamente defiiniti in termini di peso, dimensioni e contenuto, quindi passiamo tutti i controlli senza problemi. All'imbarco riesco anche a prendere la fatidica fila di emergenza, dove lo spazio per le gambe è pressochè infinito, quindi le 3 ore scorrono agevoli senza impedimenti.

Atterriamo a Skavsta con la trombetta che ci annuncia l'arrivo in anticipo, ritiriamo i bagagli e in pochi minuti siamo già a bordo del coach del Flygbussarna alla volta della capitale. Il biglietto lo abbiamo acquistato online sul sito, al prezzo di 110 SEK a persona per la sola andata. Skvasta sta a buoni 100 km dalla città e coi tempi del bus passano circa 80 minuti prima di approdare alla stazione centrale.

L'albergo scelto per Stoccolma è il Crystal Plaza Hotel, che dista circa 1,5 km dalla stazione. Non avendo ancora contanti evitiamo (mio errore...) il taxi, e prendiamo la metro per una fermata. Poi per raggiungere l'hotel sbaglio strada di una traversa, e pecco di superficialità pensando che la successiva sarebbe andata bene lo stesso. Di fatto è così, peccato che la traversa successiva prevede un comodo saliscendi sull'unica collinetta della bassa Scandinavia, per cui arrivo in albergo sudato come un cavallo al palio di Siena e maledicendomi per non aver preso il taxi.


L'hotel è carino, anche se la stanza assegnataci è piuttosto angusta. Si merita una menzione per il pc gratuito messo a disposizione nella hall. Riposino e doccia e si parte per l'esplorazione della città. Ci facciamo a piedi poco più di un chilometro e siamo all'ingresso di Glama Stan, la città vecchia. La esploriamo secondo il percorso segnato sulla Lonely Planet, passando per i luoghi più caratteristici della zona, per fermarci poi a fare un aperitivo sulla sponda ovest con vista sul municipio al tramonto.

La cena è da Zum Fraziskaner, locale di stanpo teutonico a sud della citta vecchia. Anche se l'atmosfera è tedesca, serve anche piatti della tradizione svedese e ci lanciamo su una porzione di aringhe come antipasto (possono piacere o no, secondo me sono troppo forti), per passare poi a un ciclopico piatto di salmone affumicato, una quantità tale che in Italia avrebbero utilizzato almeno per 4 porzioni, e delle salsicce svedesi dal sapore molto molto deciso. Il conto è ragionevole, e passeggiando passeggiando ammiriamo i panfili ormeggiati davanti al Grand Hotel e la Sea Clouds, un'immensa nave a vela battente bandiera maltese e ce ne torniamo al nostro albergo per il meritato riposo.

2° giorno - 9 Agosto - Stoccolma
Ci svegliamo come sempre presto; o meglio, io mi sveglio presto e "delicatamente" convinco la dolce metà a scendere dal letto per andare a fare colazione. Il breakfast viene servito nell'attiguo ristorante Ming, e alla fine si rivelerà la migliore colazione tra quelle fatte in Svezia. Non che sia nulla di particolare, la classica colazione continentale, ma tutto appare fresco e invitante.

La mattina prevede la visita a Djurgarden, zona a est del centro dove tra le altre cose sorge il bellissimo parco di Skansen, insieme un museo a cielo aperto, uno zoo ed un excursus nella storia della Svezia. Di fatto è una collinetta su cui sorgono delle riscostruzioni in scala 1:1 della Svezia che era, dalle fattorie dei secoli passati alle botteghe del vetraio e del fabbro, dall'ufficio postale al villaggio Sami. In ogni locale ci sono persone vestite negli abiti tradizionali intenti a dare tutte le spiegazioni che si desiderano. In più c'è una vasta zona dedicata agli animali, dove si possono ammirare (pur con un filo di tristezza che sempre trasmettono gli animali in gabbia) renne, alci, bufali, orsi e molto altro.

Trascorriamo allo Skansen tutta la mattina e il primo pomeriggio, pranzando con un hamburger preso da un chiosco, e poi ci trasferiamo su un prato ai piedi del parco a goderci un po' di sole. Quando ci rimettiamo in moto le forze per rifarci a piedi tutta la strada fino all'albergo non ci sono, pertanto ci affidiamo ad un taxi. Meno di due chilometri, forse 4 minuti di tragitto, vengono 120 SEK (12 €). La Svezia costa, non possiamo negarlo.

Dopo il riposino d'uopo per la cena non abbiamo voglia di arrivare di nuovo a Gamla Stan, quindi cerchiamo qualcosa di più vicino. Dopo un attento studio della LP puntiamo verso Sturehof, che bellamente ci rimbalza per sovraffollamento. Dopo una perlustrazione dei locali adiacenti decidiamo che la cosa più saggia è attendere che si liberi il primo, e nel giro di una ventina di minuti siamo seduti da Sturehof. Locale carino, elegante ma non troppo. Mangiamo salmone alla griglia assolutaente delizioso e aragosta gratinata, assolutamente una fregatura. Il conto è un po' salato, ma almeno il salmone si è guadagnato tutto il suo costo.


3° giorno - 10 Agosto - Stoccolma
Il terzo giorno a Stoccolma è per lo più dedicato ad una lunga gita nell'arcipelago cittadino. Dall'alto della mia ignoranza non sospettavo che Stoccolma fosse una città creata su un arcipelago e mai potevo immaginare che contasse in tutto circa 24.000 isole. Alcuni dicono addirittura 100.000, di fatto sono un numero spropositato.

Le gite in barca per esplorare questa immensa miriade ovviamente si sprecano: si va dal giro in prima mattina che ti promette di riportarti in città entro le 11, giustappunto per l'apertura dei musei (principale attrattiva della città, ci sono quasi più musei che isole), a quella in notturna con tanto di cena con menù alla carta. Noi optiamo per una giusta via di mezzo, prendendo un tour guidato di circa 3 ore. Appena usciti dal porto iniziamo a vagare tra un isolotto ed un altro, con lo speaker che in inglese ci illustra questo e quello. Capiamo che il concetto di seconda casa in Svezia è avere un magnifico isolotto, magari tutto per te, su cui ergere una dimora meravigliosa, che raggiungi nei weekend con il tuo motoscafo per startene in santa pace. Nel tragitto vediamo anche la sede dell'ambasciata italiana, e non manca qualche fulmine di invidia diretto ai nostri diplomatici.

Rientrati in porto per l'ora di pranzo passeggiamo fin dentro alla citta vecchia, per pranzare all'aperto in un konditori, ovvero un bar-pasticceria tipico svedese che per pranzo prepara qualche panino o simile. Ma più che al club sandwich siamo interessati a dei dolci ciclopici che sfrecciano davanti ai nostri occhi: io addento una fetta di strudel allagato nella crema alla vaniglia, la mia ragazza un nonsochè alla meringa e mandarino. Riusciamo a finirli a stento.

Proseguiamo poi con una lunga passeggiata per rientrare in albergo, passando questa volta per Drottninggatan, una lunga via pedonale che corre lungo il centro cittadino. Il sole e il vento della gita in barca ci hanno stordito un bel po', quindi il riposino è abbastanza lungo, tanto che ci alziamo solo per uscire per cena. L'unica attività nel frattempo è stata apportare un cambio all'itinerario previsto. Il giorno successivo non si va più ad Uppsala, che non ci convince più di tanto, ma si virerà verso l'interno.

Per la cena, visto il buon esito della prima sera decidiamo di tornare da Zum Fraziskaner, dove questa volta addentiamo un pittypanna, piatto delizioso a base di patate e maiale a dadini, condito con spezie e servito con un uovo. Nell'ultima passeggiata per Gamla Stan addentiamo anche un buon cono gelato, una delle maggiori passioni degli svedesi. Lungo Västerlånggatan, la strada principale della città vecchia, sembra non esserci altro che gelaterie, con tanto di bella svedese che su fronte strada confeziona le cialde live. Il costo del gelato all'estero è esorbitante e non è che sia nemmeno questa specialità, ma comunque un cono post cena ci sta sempre bene.

4° giorno - 11 Agosto - Da Stoccolma a Nora

Colazione, bagagli e via, si parte. Da qui inzia indubbiamente la parte che mi piace di più, l'on the road. Non che Stoccolma mi sia dispiaciuta, anzi, ma vagare in auto in uno stato straniero addentrandosi in zone meno turistiche ha sempre un fascino impagabile. Il noleggio auto è prepagato, come al solito mi sono affidato alla fida Autoeurope, che questa volta mi indirizza alla Hertz. Il luogo del pick up è la stazione centrale, che dopo la scarpinata infame del primo giorno abbiamo imparato non essere così distante dall'albergo, specie se si imbocca la strada giusta.

I bagagli restano comunque in albergo, non ha senso camminare per una mezz'ora col fardello ed in breve siamo in Vasagatan per il prelievo. Botta di fortuna, non hanno auto della nostra categoria quindi ci fanno un upgrade gratuito. Io avevo scelto una compatta, e mi ritrovo con una mega berlina dagli spazi enormi. Si tratta di una Volvo S60 dotata di tutti i comfort, tranne il gps, ma quello tanto lo abbiamo portato da casa. Come puntualmente ci accade finiamo con l'accettare alcune assicurazioni in più non previste in partenza e per 15 € al giorno ci tuteliamo passando alla kasko.

La macchina è enorme, forse anche più grande della Sebring guidata lo scorso anno negli USA, e i primi chilometri sono attenti e misurati. Tornati in albergo per prelevare i bagagli, possiamo partire. Impariamo subito che il traffico non è prerogativa italica: sono le 12 circa di metà agosto, e per fare non più di 3 km per uscire dalla città ci impieghiamo quasi un'ora, causa lavori in corso. Usciti finalmente dalla città puntiamo diretti alla nostra metà, Nora.

Familiarizzo con le strade e con il clima svedese, e scopro che entrambi non mi piacciono del tutto. Le autostrade sono gratuite e anche ben tenute, ma le strade principali sono gestite in maniera curiosa. Invece che costruire un numero pari di corsie e come vorrebbe la ragione, suddividerle equamente tra le due carreggiate, hanno ritenuto che tre fosse il numero perfetto anche per questo scopo. E per non fare torto a nessuno ogni 2-3 km la strada si stringe o allarga concedendo le due corsie in modo alternato. Uno stillicido. Devi stare sempre all'ertissima perchè da un momento all'altro passi ad una sola corsia, è una cosa abbastanza snervante. Viene spontaneo chiedersi perchè non ne abbiamo fatte 4 di corsie, visto che queste strade corrono indistrurbate nel nulla dei prati e delle foreste. Avremmo avuto una piccolissima percentuale di natura in meno e una facilità di guida notevolmente migliorata. Vai a capire. Ci si mettono poi anche dei simpatici temporali estivi che a tratti rendono impossibile vedere cosa accade a 5 metri dal muso dell'auto, oltre a una serie notevole di incroci a raso corredati ognuno di autovelox. Diciamo che c'è da tenere gli occhi ben aperti.

Sono ormai quasi le 14 quando siamo nei pressi di Örebro, capoluogo di contea, quando decidiamo che se avessimo tirato fino a Nora forse avremmo saltato il pranzo. L'idea non ci alletta, quindi ci fermiamo approfittando anche per visitare la cittadina. Örebro non offre nulla di così meraviglioso al di là del castello adagiato in centro città, dall'aria quasi troppo moderna per suscitare grande interesse. Dopo un veloce hamburger e il dolcetto d'uopo, siamo in auto alla volta di Nora.

Quando il giorno precedente ho preso accordi telefonici con la proprietaria del Lilla Hotellet, avevo lasciato detto che sarei arrivato nel tardo pomeriggio. Lei per tutta risposta mi spiega che se fossimo arrivati quando lei fosse già andata via, mi avrebbe inviato un sms per spiegarmi come entrare... L'sms non c'è, quindi lei è presente. Manco per niente. L'hotel è in realtà una guesthouse, deliziosa alla vista ma deserta come il resto della città.
Suoniamo più volte al campanello e proviamo a sbirciare dalle finestre, ma non accade nulla. Nessun rumore dalla casa, nessun rumore dalla strada, il nulla.

La chiamo, sia al numero fatto il giorno prima sia ai numeri esposti vicino alla porta di casa, ma non risponde a nessuno. Siamo sul punto di andarcene all'altro albergo della cittadina quando noto una piccola cassaforte a combinazione numerica. Provo a smuovere lo sportellino ma è chiaramente chiuso. Ma è chiuso male... Di colpo, non ricordo nemmeno come, mi si apre. Davanti a me una piccola rastrelliera con delle chiavi numerate. Le chiavi delle stanze, ognuna corredata di chiave del portone. Continua ad esserci il silenzio di tomba tutto intorno, mi sembra di essere il protagonista di Resident Evil.

Prendo quella con il numero 1 e riesco ad aprire il portone di casa. Sono dentro. Sembra una casa dell'Inghilterra dell'ottocento, con le finiture in legno bianco e il mobilio antico. Deduco che è vuota, non ci sono altri ospiti, anche perchè le chiavi sono tutte nella cassaforte. Non posso però appropriarmi di una stanza a caso, devo capire quale è la mia. Vago un po' frugando discretamente tra le carte in vista, finchè in cucina, nel mezzo del tavolo, trovo un notebook con alcuni appunti. Su una riga si legge il mio nome, con tra parentesi specificato "italiano", vicino alla scrittina Rum 9. Mi sembra strano che la tizia si sia appuntata di offrirci un rum di nove anni all'arrivo, evidentemente rum sta per stanza e significa che ha pensato per noi alla 9. Bingo.

Torno alla rastrelliera, prendo la chiave 9, ed effettivamente occupiamo una stanza doppia con bagno esattamente come da accordi. Mai avevo fatto una caccia al tesoro per ottenere una stanza di albergo, ma è di sicuro la chicca della vacanza. Dopo un po' che siamo in stanza la mia ragazza scende al piano terra a cercare qualche opuscolo su Nora, e chiaramente nel frattempo arriva la proprietaria, che trovandoci dentro prima si prende un mezzo colpo, poi ci chiede come abbiamo fatto ad entrare e le spieghiamo l'arcano, infine nicchia sull'sms non inviato... La cosa simpatica è che visto il deserto, a prendere gli opuscoli stavo per scendere io in mise quasi adamitica, sai che scena!

Usciamo finalmente per vedere questa graziosa cittadina che ci ha attirato anche per la promessa del gelato che negli ultimi anni ha sempre vinto il premio di migliore al mondo, quello di Nora Glass. Ciondoliamo un po' nella cittadina fantasma prima di andare in gelateria, che nel frattempo chiude i battenti... Torniamo quindi verso il lago, e l'impressione quasi inquietante è quella di un paese abbandonato di colpo. Tutto è perfetto, tutto è curatissimo, tutto è delizioso, ma non si vede un'anima. Le uniche persone con cui interagiamo sono le commesse del locale supermarket dove acquistiamo qualche cosina.

Il cielo è un po' plumbeo, e l'unica compagnia è una litania incessante che a intervalli regolari si spande nell'aria. Non capiamo cosa sia, sappiamo solo che proviene ad orecchio dalla zona del cimitero.Non ci meravigliamo a leggere che tale Maria Lang, scrittrice di gialli ispirata ad Agatha Christie, abbia ambientato qui tutti isuoi racconti.

Il lago è bellissimo, nella sua quiete con le case affacciate sulla sponda che trasmettono pace. Troviamo anche un simpatico ostello ricavato all'interno di alcuni vagoni ferroviari fermi vicino alla locale stazione. Rinunciamo presto alla speranza che ci sia un bel ristorante fronte lago, e ripariamo per la cena in un localino che ci ha consigliato la nostra "locandiera", anch'esso ispirato a Maria Lang (forse un tempo da lei posseduto?). Io addento degli spiedini di salmone niente di chè, ma corredati da un pasticcio di patate e formaggio delizioso. C'è chi poi ha il coraggio di prendere una pizza, che tutto sommato alla fine non sarà poi così male. Poche centinaia di metri e siamo in stanza.

5° giorno - 12 Agosto - Da Nora a Uddevalla
Il programma originario prevedeva di partire la mattina subito dopo la colazione per spostarci verso la costa ovest, ma vista la buca del gelato la sera precedente, dobbiamo quantomeno aspettare che apra la gelateria prima di poter abbandonare Nora! E visto che in gelato subito dopo la colazione non è il massimo, decidiamo di fermarci tutta la mattina, che dedichiamo alla visita dell'isolotto di Alintorpsö, al centro del lago di Norasjön, su cui come già detto si affaccia la cittadina. Ci accompagna un servizio regolare di traghettamento che, oltre a noi, vede come passeggeri i 3-4 che sovrintendono al caffè e ai pochi servizi presenti sull'isolotto, e, udite udite, altri due turisti!

Abbiamo infatti notato che di mattina la città sembra risvegliarsi. Il quantitativo di gente resta comunque minimo, ma rispetto alla sera precedente è una grande moltitudine. Una volta approdati sull'isola, il traghettatore ci sipega che lui fa servizio regolare ogni mezz'ora, ma che se vogliamo tornare indietro in un qualsiasi momento basta mettersi davanti al cartello bianco con la scritta "Alintorpsö" presente sul minuscolo molo e lui ci viene a recuperare. A noi questa cosa sembra una battuta, non è possibile che un servizio di traghetto funzioni con "chiamata a vista". Lui però non scherza per niente, e quando noi ci mettiamo a ridere ci guarda come fossimo matti.

L'isolotto a dire il vero non è che offra questo gran chè. Su una cartina sono segnati due sentieri che percorriamo rapidamente. Il primo porta nel nulla e finisce con un cancello di legno al limitare di un pascolo; il secondo si addentra in un boschetto fino ad arrivare ad un punto panoramico a semi strapiombo sul lago. Rientrati nella zona del molo ci dedichiamo a qualche foto e ad una partitella al minigolf presente vicino al caffè, ma a metà partita abbandoniamo il campo per vento forte e gelido, campo difficile e ai limiti dell'impraticabilità e manifesta incompetenza dei golfisti.

Il piccolo scafo è già presente al molo, quindi non servono gesti di richiamo, ma il traghettatore ci spiega che prima di partire dobbiamo attendere che una vecchietta di 74 anni finisca la sua attraversata a nuoto del lago, visto che prima di iniziare ha affidato a lui la borsa con asciugamano e effetti personali. Ebbene sì, mentre noi che in due non ci avviciniamo nemmeno alla sua età ce ne stiamo infreddoliti e imbacuccati, l'arzilla vecchietta nuota stile cagnolino come se non avesse mai fatto altro e raggiunge serafica la riva di Alintorpsö.

Tornati a Nora è l'ora del fatidico gelato, che assuamiamo essere il nostro pranzo, quindi la sceltà è sul cialdone gigante. I gusti non li puoi scegliere, ce ne sono 3 al giorno e sceglie il mastro gelataio quali fare. Quelli di oggi sono nocciola e vaniglia (in realtà presenti anche il giorno prima, probabilmente sono fissi o semi fissi), oltre al melone, il vero gusto di giornata. Il giorno prima il gusto jolly era whiskey. Sono buoni, nulla da obiettare, molto migliori di quanto mangiato a Stoccolma, ma da qui ad essere i campioni assoluti...
Poco dopo siamo di nuovo in macchina e dopo un paio di ore su strade piccole e fastidiose giungiamo a Uddevalla.

La cittadina non ha proprio nulla da dire, l'abbiamo scelta unicamente come base per escursioni lungo la costa a nord di Goteborg. L'albergo è il Riverside, tipico albergo da affari con sale riunioni e addirittura molte stanze affittate permanentemente ad alcune aziende. A noi danno una bella stanza ad angolo con vista sul canale, spaziosa e ben arredata.

Dopo il riposino si esce, e come prima tappa decidiamo di esplorare l'isolotto di Tjörn. Ci arriviamo in un'oretta, e come prima tappa ci dirigiamo a Klädesholmen, piccolo villaggio di pescatori. Molto pittoresche le abitazioni piccole e biache che si susseguono in paese, bello il porticciolo al calare del sole, ma poco altro, se non un museo dell'aringa che non ci attira. Decidiamo quindi di andare ad Åstol, e magari cenare lì. Il traghetto si prende da Rönnäng, ma le indicazioni stradali ci fanno girare per tutt'altro posto per buoni dieci minuti.

Quando ci affidiamo al navigatore in due minuti siamo al traghetto, ma giusto il tempo di parcheggiare che lo scafo parte... Dovremmo aspettare quasi un'ora per il successivo, e visto che sono ormai quasi le 20 decidiamo che Åstol possiamo anche perderla. Per cenare andiamo a Skärhamn, altro paese di pescatori dove riusciamo a trovare un ristorante vicino al museo. E' un locale dove fanno anche musica live, e ci fanno accomodare in un tavolo sulla terrazza coperta. Coperta ma non chiusa, dal finestrone aperto entra un gelo che costringe tutti al giacchetto. La cena non è niente di che, e fuggiamo prima che il cantante folk svedese attacchi con la sua performance.

6° giorno - 13 Agosto - Bohusland
Dopo una frugale colazione in albergo (dall'allestimento del buffet si vede che in questo periodo i clienti sono decisamente scarsi...), si parte per esplorare la regione del Bohusland. Dopo esserci diretti a sud il pomeriggio precedente, decidiamo di percorrere il luoghi da visitare partendo da nord a scendere. E così ci avviamo in macchina verso Tanum, cittadina a non molti chilometri dal confine norvegese, per ammirare delle incisioni rupestri tanto decantate dalla guida.

Ci vuole una buona ora di macchina, anche a causa di una deviazione per gli immancabili lavori in autostrada, e quando arriviamo troviamo un locale adibito a museo dove vengono spiegati, o almeno interpretati, i significati delle incisioni. Attraversata la strada si entra subito nel vivo, con la Vitlyckehäll, una roccia di 25 mq piena di incisioni, con alcune tra le più famose della Svezia, tra cui quella degli amanti, raffigurante una scena di matrimonio, e quella della balena azzurra, o almeno così è stata interpretata. La zona è poi costellata di moltissime altre incisioni, ma abbiamo preferito proseguire per esplorare altre zone.

Dopo aver accarezzato per qualche minuto l'idea di allungare ad Oslo per il pranzo, propendiamo come tappa successiva per Fjällbacka, altro grazioso borgo di pescatori, famoso tra le atre cose per essere stato il posto di villeggiatura prediletto da Ingrid Bergman, a cui è stata dedicata anche la piazza principale del paese. A differenza dei paesini visti il giorno precedente, qui c'è vitalità, con la zona del porto turistico un minimo animata. Dopo un veloce pasto a base di un immangiabile pesce gatto, muoviamo alla volta dell'ultimo paese della costa che visiteremo, Smögen.

E' di gran lunga il più animato e turistico di tutti, con una lunga passerella in legno affacciata su un canale di ingresso al porto costellata di negozietti di souvenir e turisti. Dopo un breve ristoro in un köndotori, ci facciamo avanti e indietro la passeggiata ammirando i panorami e i ricconi che mangiano gamberetti sui loro panfili a vela.

E a proposito di gamberetti, mentre vaghiamo in una estremità di questo lungomare, vediamo attraccare accanto a noi un piccolo peschereccio di ritorno da una proficua battuta di caccia al gambergo. Davanti ad una folla di macchinette fotografiche, scaricano qualche quintale di gamberetti un colore accesissimo, tanto che in molti seguiranno l'ultimo carico all'interno del locale di stoccaggio per acquistare qualche chilo di shrimps che più freschi non si può.

La sera per cena decidiamo di esplorare cosa offre il panorama gastronomico di Uddevalla, facendoci consigliare dalla ragazza alla reception del'albergo. In realtà cerco un locale dove servono carne di renna, che mi è stata magnificata da amici che hanno già visitato la Svezia, ma la ragazza ci guarda abbastanza esterrefatta dicendoci con tatto che probabilmente non la avremmo trovata... Dopo averci sconsigliato il locale con cui sono convenzionati, ce ne indica altri due sulla mappa.

Partiamo alla scoperta, sotto un cielo che non promette niente di asciutto. I due locali consigliati sono due specie di pub deserti, che preferiamo evitare senza indugi. Mentre giriamo alla ricerca di qualcosa di meglio, il cielo scarica tutto quello che non ci aveva gettato addosso nei giorni precedenti, al punto che appena appare un locale ci infiliamo dentro. Si tratta dell'Harry's Pub, un grande pub in stile inglese con addirittura un tavolo da blackjack. Ci sono anche alcuni clienti, quindi decidiamo che a quel punto per la cena può andare bene. Veniamo incuriositi dalla zuppa "al sapore di aragosta", ripetuta nel menù praticamente ad ogni pagina. La prendiamo e a fine pasto lotto con la voglia di andare in cucina a chiedere la ricetta. Probabilmente la cosa migliore mangiata in tutta la settimana svedese.

7° giorno - 14 Agosto - Da Uddevalla a Goteborg

Lasciato l'albergo, valutiamo rapidamente se sia il caso di passare per Mollösund, altro paesino di pescatori, ma vista soprattutto l'entità della deviazione necessaria, propendiamo per dedicare più tempo a Goteborg.
Arriviamo un poco più di un'oretta in città, ma ci mettiamo almeno 15 minuti a trovare l'albergo nonostante il navigatore... Quando lui dice "arrivo" siamo in una strada con begli edifici su un lato, ma che non ospitano alcun albergo, e una serie di campi sportivi sull'altro.

L'indirizzo dell'albergo è Sten Sturegatan 1C, e qui siamo davanti all'1A, che però è una specie di residenza religiosa; intorno null'altro. Dopo giri e rigiri, dopo vane richieste di informazioni ai passanti, capisco che se voglio uscire da questa kafkiana situazione è oppotuno telefonare all'albergo. Scopro che il civico 1C, civico dell'albergo, è simpaticamente posizionato a circa mezzo km dall'1B... Si tratta del Liseberg Heden, bell'albergo legato al parco omonimo, principale attrattiva della città. Al check in ci danno anche due biglietti gratuiti per l'ingresso al parco, che sfruttiamo prontamente.

Il parco non dista molto dall'albergo, in pochi minuti a piedi siamo lì, e grazie ai biglietti omaggio saltiamo anche la fila enorme all'ingresso. Il biglietto di ingresso comunque non prevede anche la possibilità di fare le attrazioni, che si pagano a parte o singolarmente o acquistando dei pass. La Lonely Planet dichiara il parco Liseberg "principale attrattiva della Svezia".

Questa definizione francamente mi sciocca, forse può essere appropriato dire che il Liseberg è il principale parco divertimenti della Svezia, ma da qui ed essere la principale attrattiva ci passa un mondo. Anche perchè, in tutta franchezza, a livello di parchi di divertimento, facendo 100 Eurodisney, il migliore tra quelli da me visti, posso dire che secondo me Gardaland vale 60, Mirabilandia 50 e il Liseberg non più di 30. Non è proprio niente di chè, attrazioni che da noi sono superate da anni, parco poco esteso, assenza di fatto di spettacoli.

L'attrazione più caratteristica sono dei banchi della ruota della fortuna, dove puntando alcune corone si possono vincere dolci in confezione gigante. Mitica la stecca di Toblerone da 2kg. Noi al massimo siamo riuscti a vincere un pacco di patatine fritte da 300g, che il giorno dopo, appena assaggiate, sono finite al secchio. Da segnalare la torre panoramica ruotante che ti porta a 125m regalando un bel panorama della città. Ciondoliamo nel parco fino a metà pomeriggio, poi rientriamo in albergo.

Per la cena ho il pallino di assaggiare la carne di renna, consigliatami da alcuni amici. Cercando tra guide varie, troviamo indicato il ristorante Smaka come luogo dove mangiare piatti tipici a prezzi contenuti. Il locale a prima vista non fa un bell'effetto, almeno rispetto alle attese. Un posto che prepara piatti tipici non me lo immaginavo come un bar con musica e luci blu elettrico. Comunque ci sediamo in uno dei pochi tavoli sul fondo, e ordino la fatidica renna. Per l'equivalente di oltre 20€ ottengo 5 dischetti di carne del diametro di 6-7 cm e lo spessore di uno, ma niente rispetto al creme caramel più piccolo della storia. Equivale a un sottile dischetto da hockey, costa appena 8 €. Conto della cene circa 60 €, ed abbiamo quasi fame. Rientrando in albergo troviamo però una città vivissima, con migliaia e migliaia di persone per strada e nei locali, complice anche il venerdì sera e una manifestazione di cui non abbiamo ulteriori informazioni, che però prevede un concerto free molto gettonato.

continua...

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