Idee di viaggio

Stoccolma - Dunebuggy il vichingo

A Stoccolma ci era già stato questa primavera ma per troppo poco tempo. Ecco perchè Dunebuggy questa volta ha deciso di fare le cose come si deve e si è girato la capitale svedese in lungo ed in largo...

E’ la mia seconda visita a Stoccolma. Ci sono già stato due giorni a maggio, ma non ho avuto il tempo di conoscerla bene; anche se agosto non e’ il momento migliore per muoversi, volevo completare il viaggio. Come al solito cerco di organizzarmi sempre con due mesi di anticipo, ma trovo prezzi raddoppiati sia come voli che sistemazioni. Attendo ancora un mese ma le cose non cambiano e i tempi stringono: ormai voglio andarci ma neanche spendere un capitale, perciò decido di arrivarci con due voli Ryanair, Orio al Serio – Francoforte Hahn (33,86 euri) con arrivo alle 22:05, notte in aeroporto e partenza il giorno successivo alle 9:25 con Ryanair per Stoccolma Skavsta (39,18 euri).

Francoforte Hahn è un piccolo aeroporto, su questo mi sono informato, e ci sono poche comodità: tre bar che chiudono dopo le 23, due o tre negozi chiusi, circa 30 sedie in plastica scomode. Per fortuna siamo in pochi a passarci la notte ed io riesco ad occuparne due cercando di distendermi, ma poichè sono una di fronte all’altra potete immaginare come si riposa…
Dopo qualche ora la mia schiena e le gambe sono a pezzi, malgrado usi un cuscino gonfiabile. Alcuni hanno il sacco a pelo ma io non volevo occupare mezza valigia: dopo la 1:00 inizia anche a fare freddo, meno male che siamo ad agosto, figuriamoci d’inverno…

Non so come ma arrivano le 9:25 e in poco più di 2 ore arrivo a Skavsta, anche questo un piccolo aeroporto. Vicino al nastro dei bagagli c’è un distributore automatico di biglietti per il bus della Flygbussarna, mentre non ci sono uffici di vendita. In alternativa, all’esterno, davanti ai bus, ci sono altri due distributori, con piacere anche in lingua Italiana: faccio un A/R a 199 Kr (22 euri) pagando con la mitica postepay.
Arrivo in città dopo circa un'ora e un quarto, direttamente alla stazione centrale, decisamente stanchino ma consapevole che il peggio è passato.
Come sistemazione, dopo ore e ore di ricerca su internet, ho trovato un'agenzia di B&B e ho scelto una camera singola in un appartamento abbastanza centrale in Drottninggatan a Norrmalm, a 10 minuti dalla stazione.

Ad aspettarmi ci sono Annalisa e Lena, due signore svedesi: hanno una camera singola e una matrimoniale, due bagni e una cucina a disposizione degli ospiti, mentre il resto dell’appartamento lo usano loro. Durante la stagione estiva però vivono in un'altra casa in campagna, per cui, appena definiti gli accordi, mi hanno lasciato le chiavi e la casa vuota, condivisa il giorno dopo con una ragazza australiana!

Ho speso 400 Kr (43 euri) al giorno, colazione selfservice compresa; anzi, prima di andar via mi han detto di utilizzare tutto quello di cui avevo bisogno e prendere quello che volevo nel frigo…
Appena solo esploro la casa e veramente ho a disposizione tutto quello che può servirmi sia in cucina che per tutto il resto: apro il grande frigo e il grande freezer e rimango sbalordito per tutto quello che c’è dentro! Strapieno di qualsiasi cosa, l’ennesima conferma della gentilezza dei popoli nordici… Spesso comunque ho comprato il cibo che mangiavo perchè mi dispiaceva sempre utilizzare il loro, ma mi sono accorto che a volte facevano un giro a casa e rifornivano la cucina…

Una volta sistemato mi reco subito in giro iniziando con l'Hallwylska Museet, un palazzo privato con una collezione d’arte e d'arredamenti con ingresso gratuito, dopodichè assalto l’Ufficio Turistico, in Hamngatan 27, che ha un ottima documentazione a disposizione.
Dopo aver fatto due conti convengo che, per vedere le attrazioni classiche, conviene la Stockholm Card da 72 ore al costo di 540 Kr (58 euri), che pago con postepay. La card comprende praticamente tutto, anche bus e treni ed un giro turistico in battello: praticamente non ho più sborsato una corona per tre giorni.

2° giorno

Con il bus 40 inizio il tour dall'Orto Botanico, a nord, un pò fuori città: un bel giardino ma molto semplice, una serra in vetro, prati verdissimi, qua e là piante e fiori. Ritorno poi con lo stesso bus in centro a vedere il Nationalmuseum o museo d'arte svedese, con opere di pittura e sculture dal 1400 al 1900: molto bello anche il palazzo e il semplice parco retrostante.
Quasi di fronte ma sull'isola di Gamla Stan si trova il Kungliga Slottet, il palazzo reale, forse l'edificio più bello che ho visto in città. In stile barocco italiano, risale al 1754 ed ha una forma quadrata con al centro un grande cortile: è tuttora la residenza della famiglia reale e ha, come tutte queste dimore, delle stanze da sogno. Alcune sono grandissime, come la White Sea, o la Hall of State e piene di tesori inestimabili, con corridoi senza fine, tappeti, lampadari di cristallo, scalinate in marmo e la Royal Chapel.

Sempre sull'isola vedo la Riddarholmskyrkan, un'abbazia medioevale del 1200 dove sono sepolti monarchi come Gustav II e V, che presenta all'interno molti stemmi reali ai lati delle arcate centrali.
Mi sposto poi col bus 3 a nord, esattamente all'Hagaparken, una grande zona verde, un bosco in mezzo alla città con laghi e diverse costruzioni da vedere. Basta aver voglia di camminare: io avevo scelto la Casa delle Farfalle, ma sono capitato nel giorno di chiusura, comunque quei prati verdissimi mi hanno ripagato lo stesso...

3° giorno

Col bus 69 vado fino a Ladugardsgardet, una grandissima zona verde a ovest: quasi al centro si innalza la Torre Kaknastornet, usata per le trasmissioni televisive svedesi. E' naturalmente possibile visitarla, almeno l’ultimo piano che ospita anche un ristorante. Alta 155 metri, con i suoi 30 piani offre una vista fantastica della città e dintorni: un ascensore velocissimo porta fino al 28° piano e una scala all’ultima terrazza.

Al ritorno, distante solo una fermata di bus, c'è il Sjohistoriska Museet, o museo del mare, con molti modelli di varie grandezze di navi, barche e attrezzature marinare.
Proprio di fronte, ma divisa da un tratto di mare, si trova l’isola del parco di Djurgarden, ricca di attrazioni. Inizio col Biologiska Museet e la sua collezione di animali scandinavi imbalsamati in una ricostruzione del loro habitat naturale, visibile salendo su due piani all’interno di un terrazzo a vetri circolare, caratteristico l’edificio in legno nero.

A poche centinaia di metri si trova il museo piu’ visto di Stoccolma, il Vasamuseet: esternamente non sembra cosi’ grande, tre alberi di nave si innalzano dal tetto, attorno il classico prato con erba cortissima. Sapevo cosa avrei trovato all’interno… ma appena varcata la porta gli occhi rimangono impietriti davanti al maestoso vascello di Re Gustav Adolf, il Vasa: è grandioso, enorme. Il legno sembra vivo, la luce bassa gli dà un effetto spettrale, peccato per le foto che risulteranno scure; le lavorazioni sono incredibilmente ben conservate stante la sua costruzione nel 1628, e soprattutto dopo essere rimasto nei fondali marini per 333 anni…
La vista a 360° è facilitata salendo su diversi piani, ma naturalmente non a bordo. Il resto del museo descrive la sua storia e ogni ora viene mostrato un filmato.

Un museo che mi rimarrà nella mente per il resto della vita.
Poco lontano, sul mare, c’è il Museifartygen, che accoglie due imbarcazioni storiche visitabili, il rompighiaccio Snkt Erik del 1915 e la nave faro Finngrundet del 1903; è molto bello esplorarle dalla stiva alla sala dei comandi.

Mi sposto adesso di nuovo nella zona parco del Djurgarden per vedere lo Skansen Museum, il primo museo all’aperto del mondo, e anche questo è fantastico! Da non perdereè la ricostruzione della Svezia attraverso 5 secoli di edifici, fattorie, giardini, artigiani. Si ritorna indietro nel tempo realmente: dedicategli diverse ore perchè è molto grande. Io ho iniziato dall’acquario di Skansen, molto bello; ci sono anche scimmie nane, koala, coccodrilli...

Continuo salendo per colline e boschi e resto senza parole… Davanti a me (in una zona protetta) un lupo si stava gustando un enorme pezzo di carne, poco più in la due linci, degli orsi bruni... E poi bisonti, foche, renne, volpi, si vede di tutto, un esperienza unica anche perché non sono in gabbia. Cammino scoprendo qua e là fattorie e case, da quelle di paglia ad altre bellissime: in tutte si può entrare e sono abitate da svedesi in costume originale d’epoca.
E' tutto molto realistico: entro in una casa di legno chiamata La Malga e ci sono due ragazze che stanno cucinando... hanno acceso un fuoco nel centro della stanza e il camino di queste case è un foro nel tetto. Mi siedo per qualche minuto su una panca ad osservarle, ma non è facile respirare con tutto quel fumo… in ogni caso è un’emozione imperdibile e ogni casa simula le abitudini di quel paese.

Una zona chiamata il quartiere urbano è stata completamente ricostruita trasportando le case originali e raffigura un quartiere di Stoccolma con i laboratori artigiani dell’epoca, il vasaio, il vetraio, la tipografia, la farmacia ecc… tutte botteghe funzionanti!
Salgo i tre scalini ed entro nella panetteria: quella brioche non la dimenticherò mai!
Nel locale della posta del 1860 scrivo una cartolina e non bisogna imbucarla: la consegno all’addetto postale.
E’ un posto stupendo, ma il mio giro continua: poco lontano chiudo la giornata al Grona Lunds, la piccola Tivoli di Stoccolma, un parco giochi abbastanza completo e molto frequentato.

4° giorno

Si continua con i dintorni. Metro verde fino a Brommaplan, poi appena fuori dalla stazione col bus 301 o 323 (anche altri della linea 3nn) per raggiungere Drottningholms Slott. Spesso gli spostamenti fuori città sono articolati con più mezzi, treno, bus e anche barca; anzi, vista la conformazione della zona a isole, molti luoghi si possono raggiungere con visite guidate in battello.

Drottningholms Slott è la residenza privata reale. Inizio la visita dal giardino del parco, quanto meno da una parte perché è immenso: è diviso in diverse aree, alcune con i classici labirinti di siepi, altre con aiuole a erba corta. Ci sono zone con molte fontane e giochi d'acqua e lateralmente boschi e zone coltivate (in Svezia non si devono cercare i funghi, basta entrare in un bosco e raccoglierli!).

Il castello è un posto da sogno, non si contano le pitture, gli arredamenti e le sculture: mi colpisce la Charles XI Gallery per il dipinto del 1690 sul soffitto e anche quello in un'altra stanza di cui non conosco il nome, veramente magnifici.
Ritorno nel parco e dopo aver camminato 20 minuti guidato dal mio Garmin, su una collina raggiungo il Chinese Pavillon, originale residenza estiva reale del 1750, dichiarata patrimonio dell'Umanità dall'Unesco: è una costruzione a forma di mezzaluna su 2 piani, in stile cinese e quindi molto diversa dal castello precedente, con stanze dai colori intensi impreziosite dalla porcellana cinese. Si è conservata abbastanza, ma vista anche la sua posizione praticamente in un bosco, risente dell'umidità accumulata negli anni.

Con gli stessi mezzi ritorno alla stazione centrale e continuo col treno della linea Pendeltag verso Sigtuna, la cittadina più antica della Svezia, fondata del 970.
Non è facile capire le linee ferroviarie in Svezia, credo siano divise per classe. Io sapevo che treno dovevo prendere e l'orario e la destinazione, ma non lo vedevo sul tabellone; poi per fortuna ho visto un altra tabella con questa linea.
Comunque con la Stockholm Card per utilizzare il metrò o i treni non si può passare nelle porte automatiche ma bisogna esibirla all'addetto che aprirà una via separata.

Una mezz'ora e arrivo a Marsta, dove il bus 575 o 570 in 20 minuti mi porta a Sigtuna. Nella via centrale c'è anche un piccolo ufficio turistico dove mi forniscono la mappa con punti di interesse in Italiano!
Tutto è raccolto attorno alla via centrale Stora Gatan: ci sono diversi pub e locali in case d'epoca come il Tant Bruns dove ci si siede all'aperto in un cortile, un museo con oggetti che risalgono all'epoca Vichinga, le rovine delle vecchie chiese, le casette in legno rosso con le finestre bianche. Il piccolo e suggestivo centro è presto visto, perciò mi dirigo verso il mare dove si ammira un bel panorama delle isole confinanti e un porto carino con molte barche oltre a un invitante prato verde proprio sulla riva.

Al ritorno in stazione centrale mi fermo all'agenzia Viking Line per acquistare i biglietti per il viaggio di ottobre, risparmiando sulle commissioni dall'Italia.
Approfitto dell'ultimo giorno della Card per fare un giro in battello, il tour di 50 minuti detto The Royal Canal, sempre compreso del prezzo.

5° giorno

Sempre fuori città: avevo visto spesso indicato come luogo da vedere l'isola di Birka ed il suo villaggio vichingo. La partenza è alle 9:30 da Stadshusbron, a sud della stazione, con il battello della Stromma. Chiedo al chiosco informazioni e mi dicono che il biglietto si fa a bordo. Dieci minuti prima della partenza si sale e veniamo subito tutti riforniti di una mappa col percorso dell'imbarcazione e una dell'isola. Quasi tutti ci sediamo all'esterno anche se il sole si nasconde dietro a nuvoloni neri.

Per chi vuole all'interno si trovano un bar e un ristorante. Gli svedesi sono un popolo che si fida e il biglietto mi viene fatto dopo 20 minuti buoni che siamo salpati; anche qui funziona la mitica postepay, 255 Kr A/R (28 euri). Il viaggio dura 1:45 ore, con un paio di soste. Il paesaggio è quello dell'arcipelago, per cui isole, casettine sparse, porticcioli e tanto verde; dopo un pò quasi tutti si trasferiscono di sotto perché tira un vento gelido. All'arrivo scendiamo a terra: sulla sinistra un piccolo molo con alcune barche e tre piccole navi vichinghe, accanto l'unico bar/ristorante che ho visto e alcune casette di legno rosse. Ci sono gli orari per il tour guidato gratuito in inglese/svedese ma io, come al solito, preferisco il fai da te e mi incammino.

Poco avanti incontro il villaggio vichingo e alcune capanne e tende e i vichinghi in persona! Ci sono giovani e bambini in abito tradizionale, cioè una specie di vestito in tela marrone e le donne sono occupate a preparare il cibo. Sul fuoco, su una pietra, fanno una specie di brodo a 20 Kr e una specie di foglio di pasta secca. Un uomo batte il ferro rovente forgiando chiodi e utensili, in riva al mare stanno costruendo una barca e altri vichinghi costruiscono una casa in legno usando solamente accetta, martello e poco altro; i bambini fanno uno strano gioco utilizzando due bastoni con cui cercano di tenerne in equilibrio un terzo, un giovane insegna a usare l'arco (ci avrei anche provato ma voleva 50 Kr). C'è anche un museo che racconta la loro storia e uno shop per comprare qualche souvenir.

Continuo a camminare salendo su una collina al centro dell'isola: la vista è ottima, ci sono campi coltivati e pascoli con mucche e capre, in cima un grande masso con una croce cerchiata, anche questo dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco.
Seguendo la mappa vengono segnalati i posti come zone o pietre che hanno un interesse storico, vedo in lontananza anche un gruppo di case ma non riesco a raggiungerle perché trovo sbarramenti, forse sono private .
Il ritorno è previsto per le 15:00 oppure le 18:00, dopo di che si rischia di dormire in una capanna vichinga.

Al ritorno in città approfitto dell'ultima serata per perdermi tra i vicoli di Gamla Stan, è la zona più caratteristica e antica, ricca di negozietti, tra cui la Icegallery, una simulazione dell'Icehotel.
Per completare salgo per 10 Kr con l'ascensore del Katarinahissen: 38 metri, la vista è magnifica, peccato per un'impalcatura e una rete di ferro che trasformano il paesaggio a quadretti.

L'indomani alle 6:30 si riparte per Skavsta; attenzione a non fidarvi dell'orario della Flygbussarna su internet che da la partenza alle 7:00.
Comunque non torno a casa: destinazione Rotterdam con Transavia (82,88 euri) per l'ennesimo tour d'Olanda!

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