Idee di viaggio

Dieci giorni in Tunisia

10 giorni, mille miglia e un paese interamente da scoprire.

Tunisia Shutterstock
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Periodo: dicembre - gennaio

Il mappamondo che si girava ripetutamente ed alla fine si è fermato sulla Tunisia: biglietti emessi: 10 giorni da vivere intensamente in un paese che all’occhio di molti dice soltanto: Hammamet, Monastir, Sousse, Djerba. Vi garantisco che c’è molto altro: Con una spesa davvero contenuta abbiamo visto posti bellissimi, conosciuto la vita del posto e ci siamo divertiti. Più viaggiatori che turisti, abbiamo potuto apprezzare appieno la Tunisia così simile al nostro paese nel nord e sul Mediterraneo, così diversa e affascinante nel sud con oasi, deserto, lunghe strade, coloratissimi mercati, uomini avvolti in lunghi mantelli marroni e scenari indimenticabili che sicuramente hanno ispirato George Lucas e hanno contribuito a rendere la saga di Guerre stellari così suggestiva.

La situazione della Tunisia ci è sembrata assolutamente normale e tranquilla, la gente parla volentieri, bambini schiamazzanti per le strade all’uscita da scuola, giornali in arabo e in francese, strade e mercati pieni di gente, donne con velo e senza che passeggiano insieme, ragazzi tali e quali ai nostri e molta disponibilità e attenzione verso i visitatori. La lingua parlata è l’arabo, comunque il francese e l’italiano sono diffusissimi. Non abbiate preoccupazioni di chiedere in italiano. Verrete capiti dalla maggior parte della gente che incontrerete.

31 dicembre:

Partenza da Firenze all’alba.. Mattino alle 05.30, la sveglia suona.. tutto pronto. Bagaglio fatto e via direzione Aeroporto. Imbarco regolare, così come il volo: un’ora poco più da Roma. Alloggiamo all’Hotel Tiba in una piccola traversa del Viale Habib Bourghiba che con i suoi negozi e alberi ricorda gli Champs Elysee: 60 Euro compresa la colazione. Nel pomeriggio visitiamo il Museo del Bardo in autobus nonostante il traffico intenso.

La città sembra bloccata, tutti in attesa della fine dell’anno. Lunghe colonne di auto si affannano sulle principali arterie di circolazione. Lungo in tragitto vediamo la Camera dei Deputati dove si sta cercando di scrivere la nuova Costituzione. Il museo è più bello dal vivo che nelle immagini viste su Internet prima di partire. All’ingresso si può richiedere l’audioguida, se si è da soli, e pagare, al costo di 1 dinaro, il diritto di fare le foto. Ospita infatti una stupenda collezione di mosaici provenienti dai diversi siti archeologici della Tunisia, realizzati fra il II ed il IV secolo prevalentemente come decoro delle sontuose ville dei ricchi cittadini romani dell’Africa. Tra l’altro, il Palazzo del Bardo, residenza ufficiale dei bey husseiniti e costruito a partire dal XIII secolo, meriterebbe di essere visitato anche se fosse privo delle sue collezioni.

Fra le centinaia di reperti presenti al suo interno, sono da segnalare le maschere puniche (realizzate in terracotta e rappresentanti volti contratti in smorfie e risa), un altare completamente decorato lungo i lati dedicato alla gens Augusta e, fra i tanti mosaici esposti, quelli con le raffigurazioni della fuga di Perseo ed Arianna, del trionfo di Nettuno, del trionfo di Bacco, delle gesta di Ulisse, di Orfeo che incanta le bestie feroci e di Virgilio fra le muse. Rientriamo in albergo e ci prepariamo per il veglione. Un Taxi con del buon revival disco ci accompagna al “NIRVANA”. Sino allo scoccare della mezzanotte veniamo serviti con piatti di carne e pesce. Musica di atmosfera ci accompagna per tutta la sera, ma dopo la mezzanotte ci abbandoniamo a balli in pista insieme ai ragazzi tunisini. Andiamo a letto molto stanchi..

01 gennaio:

Riposo assoluto, sveglia tarda..Visitiamo Sidi Bou Said. Per raggiungere la parte alta bisogna attraversare delle stradine piene di insegne di botteghe e negozi. Non vi è il solito brulichio di gente, forse l’orario e la data sono i motivi principali di questo “silenzio”. Le numerose bancarelle, invece, rendono l’ambiente turistico ma senza rovinarne l’effetto magico che suscitano i muri bianchi e le persiane azzurre. La cittadina regala scenari meravigliosi ai turisti che dal lungomare si godono romantici tramonti sul mare, magari scorgendo anche le rare colonne fenici sopravvissute della vicina Cartagine. Una bellissima cittadina che si riempie di turisti nel tardo pomeriggio, proprio quando noi abbiamo deciso di fare rientro ed evitare la massa di gente che sale per le stradine del paesino non senza prima concederci un the alla menta e pinoli sotto gli ombrelloni del caffè all’aperto affacciato sulla baia.

02 gennaio:

Con molta calma e rilassatezza ci svegliamo facciamo colazione e poi partiamo con una destinazione precisa: Cartagine. I principali luoghi di interesse sono sei, si trovano ad una notevole distanza l'uno dall'altro. L'idea migliore è quella di salire su un treno della linea TGM (rete metropolitana) che serve la zona centrale dell'area. Prendiamo il treno e dopo circa venti minuti di percorrenza arriviamo a Cartagine.

Il miglior luogo dal quale iniziare è la Collina di Byrsa, dalla quale si domina l'intera area e si può godere uno splendido panorama. Ai suoi piedi, si trova la Cattedrale di San Luigi, visibile anche a chilometri di distanza date le dimensioni colossali. Fu costruita dai francesi nel 1890 e dedicata al re-santo del XIII secolo morto sulla spiaggia di Cartagine nel 1270 durante la malaugurata VIII crociata. Nonostante sia stata sconsacrata e chiusa per anni, è stata recentemente restaurata e riaperta al pubblico con destinazione di area espositiva. Il Museo nazionale è la grande costruzione di colore bianco sul retro della cattedrale e le sue nuove collezioni meritano senz'altro una visita; di particolare interesse è la sezione punica al piano superiore.

L'anfiteatro romano sul versante occidentale della Collina Byrsa, a 15 minuti di strada dal museo, sembra essere stato uno dei più grandi dell'impero, sebbene oggi rimanga ben poco a testimonianza del suo glorioso passato, dal momento che la maggior parte delle sue pietre sono state utilizzate per altre costruzioni nei secoli successivi. La serie di enormi cisterne a nordest dell'anfiteatro costituiva la principale fonte idrica per Cartagine durante l'epoca romana. Le Terme di Antonio si trovano più in basso, verso il mare e colpiscono per le loro dimensioni e la loro ubicazione. Stanchi dopo una lunga giornata di cammino facciamo rientro in città dove rientriamo nel tardo pomeriggio.. una sana doccia e poi si riparte per una cena tipica al “DAR EL JELD”. Il ristorante piu famoso di tutta la Tunisia: cena ottima, ambiente di lusso. Prezzi molto abbordabili per le nostre tasche.




03 gennaio: Visita della Medina

Fate attenzione! Niente di particolare rispetto ad altre medine, soltanto che specie la sera girano facce poco raccomandabili, quindi se volete visitarla, fatelo al mattino.. Il Suq, vale a dire la zona del mercato, è notevolmente suggestiva per la sua ambientazione, ma banale è la mercanzia e l’atteggiamento dei mercanti. Il tutto infatti è esposto quasi a completo uso e consumo della peggior specie di turisti, quelli della vacanza “mordi e fuggi”, liberati per l’occasione per poche ore dalle navi o dai pulmini in transito e puntualmente colti dalla irrefrenabile smania di portare con sé a bordo del mezzo di turno un ricordo, non importa quanto kitsch, della passeggiata nella capitale tunisina.

In una affascinante cornice di antichi mercati coperti, dove la luce del sole a stento riesce a filtrare fra stuoie tese e angusti vicoli, si susseguono negozi di souvenir dove gli oggetti artigianali di qualità, sono messi in ombra da T-shirt e cammelli di pezza. Nemmeno i celeberrimi fez vengono più prodotti nelle botteghe della medina, ma bensì lavorati industrialmente alle porte della città. Ed il mercato alimentare, con tutto il suo corredo di spezie profumate, è sempre più contratto nella sua estensione, posto in competizione con anonimi discount sorti come funghi fuori dalle mura, nella così detta Ville Nouvelle.

Il mercante, dal canto suo, abbandonata del tutto l’antica arte della contrattazione, si limita di solito ad osservare distratto il viavai delle persone, impegnandosi solo nel condividere una tazza di tè con il vicino od il dirimpettaio.
Si ha insomma la sensazione di ritrovarsi di fronte ad una sfarzosa ed antica scatola, il cui contenuto però non è all’altezza delle emozioni promesse e sperate. Ci compriamo il solito Kebab per pranzo e nel pomeriggio trasferimento a Sousse; acquistato biglietto del treno in stazione alla modica cifra di 5 Euro e viaggio di un paio di ore che ci porta in questa cittadina sul mare.

04 gennaio


Sousse è la terza città della Tunisia per dimensioni e molto popolare come meta turistica. La vita in inverno ruota quasi tutto attorno alla medina con il suo labirinto di vicoli lastricati dove si trovano numerosi monumenti storici e religiosi. Dopo una lunga colazione con te alla menta, croissant e spremuta di arancia, iniziamo la nostra visita di Sousse dal Ribat, che è il più antico monumento della città. Dopo un migliaio di foto (in effetti dalla cima delle torre di avvistamento il panorama è davvero notevole !!) decidiamo di fare una visita veloce alla grande Moschea. Dopo aver visto la MOSCHEA BLU di Istanbul tutto diventa RELATIVO !!! Non è ancora ora di pranzo e in 45 minuti di treno (2 euro in 2 !!!) raggiungiamo MONASTIR. Giornata meteorologicamente perfetta : non una nuvola in cielo, leggera brezza, 18 gradi: ottimo e abbondante. Dalla stazione con una passeggiata di 20 minuti costeggiando la medina, passando davanti a tanti banchini che vendevano di tutto schivando motorini CIAO &SI PIAGGIO (qua sembrano aver trovato una seconda giovinezza).

Si arriva al Ribat affacciato sul mare, molto suggestivo ma decidiamo di non visitarlo all’interno: la mattina avevamo visto quello di SOUSSE e pensiamo che sia molto simile da non meritare l’investimento di 4 Euro. Ci concediamo in alternativa una passeggiata ed altre 1000 foto sulla spiaggia sottostante. L’aria frizzante del mare stimola l’appetito e dopo l’immancabile kebab da passeggio ci accomodiamo ad un caffè all’aperto sulla passeggiata. Prima che diventi buio, alle 17,30 comincia ad imbrunire, prendiamo il treno e torniamo a Sousse . Doccia, cena e nanna… Domani giornata impegnativa!

05 gennaio:

Appuntamento con la guida.. ci ritroviamo nella piazza di SOUSSE, ci organizziamo e decidiamo che la prima sosta sia El Jem. il Colosseo, emozionante. È il più spettacolare monumento costruito dai romani in Africa ed è molto ben conservato: attraversando i sotterranei e uscendo nell’arena pareva quasi di dover incontrare il Gladiatore. Inoltre si narra che El Jem sia stato il luogo dell’ultima eroica resistenza berbera all’invasione araba nel VII secolo, guidata dalla regina Kahina. Riprendiamo la strada verso sud, all’inizio attraversiamo distese di ulivi verdeggianti, poi il paesaggio gradualmente cambia e per ora di pranzo siamo a Matmata tra colline e canaloni color ocra dove si nascondono le tipiche case trogloditiche (scavate nella roccia).




Ci fermiamo a mangiare in una di queste trasformata in albergo. La nostra guida ha prenotato per noi un pranzo tipico: dopo l’immancabile antipasto a base di olive e Harissa (salsa piccante tunisina), minestra di orzo, cous cous di agnello e verdure, frutta fresca (arance, mandarini e datteri ovunque!!), dolcetti tunisini. Salutiamo e ringraziamo il ristoratore e cosi belli sazi visitiamo l’Hotel Sidi Driss che è stato il set per gli interni della casa di Luke Skywalker nel primo film della saga. Queste abitazioni nascoste, fatte di più cortili comunicanti e di camere scavate nella roccia sono belle e particolari e non stupisce che siano state scelte come case di un pianeta molto lontano. Il set cinematografico ci porta dentro il film ma aggiunge poco alla magia dei posti anche perché delle scene originarie è rimasto ben poco!

Dopo pranzo lasciamo Matmata imbocchiamo la strada sulla pipeline, gli ultimi 80 Km di rettilineo per raggiungere l’avamposto nel deserto; la terra è brulla e sono liberi al pascolo molti dromedari. La strada è in buone condizioni, ogni tanto soffia il vento che porta la sabbia sulla carreggiata, quindi bisogna fare attenzione, e una volta arrivati sul posto c’è il serio rischio di insabbiarsi. Durante questa lunga tappa troviamo solo qui un posto di blocco. A Sud c’è più controllo: la guerra in Libia è finita da non molto. La nostra guida ha preparato tutti i documenti utili per spiegare il nostro percorso: i giovani soldati alle porte del deserto, che ci sembrano soprattutto un po’ annoiati, sono gentili e garantiscono anche la nostra sicurezza.



Arriviamo a Ksar Ghilane (campeggio El Biben) giusto in tempo per fotografare il tramonto nel deserto! CHE BELLO!!! Nel ristorante del campeggio siamo soltanto noi tre, un silenzio, una pace, soltanto te le stelle ed il Sahara, tiriamo fuori la macchina fotografica.. e con lunghe esposizioni ci mettiamo a fotografare le luci del deserto, le stelle illuminano le ombre più scure e nel silenzio quasi irreale si sentono tutti i rumori della notte. Poco dopo le 21.30 viene spento il generatore che è stato acceso al tramonto. Tutti a letto in tenda, ben attrezzati per resistere al freddo notturno, il gran freddo del deserto che è da provare, da vivere tutti imbacuccati restando sotto le coperte: le parti del corpo si ghiacciano immancabilmente. Appena sorge il sole, la temperatura torna a livelli accettabili.

06 gennaio:

Il giorno dell’Epifania inizia con un tragitto in auto di circa 150 Km dal campeggio di Ksar Ghilane sino a Douz, vera e propria porta al Sahara più profondo con il suo fascino e le sue oasi. Arriviamo a destinazione a metà mattinata, ci sistemiamo in albergo che la nostra guida ha scelto per la sosta e partiamo alla scoperta di questa cittadina. Douz è formata essenzialmente da due zone: il centro città dove si trova il Souq centrale con i suoi negozi e caffè tutti intorno, e la zone Touristique a 3 Km dal centro dove si trovano i grandi alberghi al limitare del deserto, vicino alla più grande oasi del deserto tunisino con quasi mezzo milione di palme.

Passeggiamo un paio di ore nella piazza centrale del Souq, visitando i vari negozi di artigianato, facendo acquisti e chiacchierando con i locali. Abbiamo anche modo di vedere una piccola volpe del deserto. Dopo pranzo, andiamo a visitare i dintorni di Douz, ci spingiamo sino al Chott L-Jerid per fare altre foto al tramonto. Il Chott L-Jerid è un immenso lago salato prosciugato, vasto quasi 5000 Km. E’ un paesaggio desolato una distesa infinitamente piatta che si perde all’orizzonte e sul quale si trovano diverse saline attraversato da una strada sopraelevata che pare e iniziare e finire nel nulla. Paesaggio surreale da non perdere assolutamente !! Dopo circa un’ora facciamo rientro in albergo dove ci aspetta una fantastica grigliata mista: solito contatto Skype a casa e poi a letto. Domani altra giornata impegnativa.

07 gennaio:


La partenza per Tozeur, la città alle porte del deserto e delle grandi oasi montane è di buon mattino. Alle 06.30 colazione ed alle 07.30 in macchina per vedere questa “oasi di montagna nel deserto”. Ci attendono due ore di auto. Attraversiamo una parte di deserto, lungo la strada incontriamo dei rivenditori abusivi di benzina. Vediamo chilometri di strada fiancheggiata da fichi d’india e ulivi poi sempreverdi e arbusti e successivamente il desolato e sconfinato deserto giallo. Ogni tanto in lontananza vediamo qualche dromedario solitario anche se sono di più i cartelli di “pericolo attraversamento cammelli” sulla carreggiata!!! Dal nulla, in lontananza, spunta un oasi grandissima e il verde e le palme spiccano nel deserto.

Arriviamo all’oasi di Chebika, l’essenza dell’oasi, quello che una persona si immagina ogni volta che si pensa ad una oasi: palmeto naturale con palme non piantate in maniera ordinata, una sorgente limpida con un laghetto ed un ruscello che arriva sino a valle. In tutta l’oasi ci sono tanti venditori, forse troppi che si avvicinano chiedendo di poter far vedere la loro mercanzia. Con molta discrezione li evitiamo e continuiamo la nostra escursione verso le cascate: sembra di essere in un piccolo Grand Canyon. Tra l’altro queste cascate sono state il soggetto di una parte del film del “paziente inglese”.

Abbiamo avuto fortuna perché non c’erano molti turisti e abbiamo potuto apprezzare il paesaggio con calma e senza fretta. Abbiamo proseguito il cammino per Tozeur: dove abbiamo pranzato all’interno di un parco botanico dove ci sono migliaia di specie di piante. La zona della medina di Tozeur ha permesso un bel cammino nel pomeriggio: abbiamo acquistato dei datteri freschi e poi un giro per le strette vie della città. Salutiamo la citta dai mattoni gialli con le sue palme naturali e facciamo rientro in albergo a Douz.

08 gennaio:

Di buon mattino partiamo da Douz, con l’intento di arrivare più vicino possibile a Kairouan. Con la guida decidiamo di variare il nostro programma e puntare il nostro arrivo a Mahres. Prima tappa la cittadina semiabbandonata di Tamezret arrampicata sul cucuzzolo di una collina offre ai visitatori un bel panorama sulla vallata che la circonda.

Un po’ di scatti della macchina fotografica accompagnano il nostro salire dei gradoni sino a quando giungiamo alla vetta nella piazzetta del paese. Ci rimettiamo in cammino per arrivare a Toujane: 23 km a sud est di Matmata dove si possono visitare vecchi ruderi di case in pietra arroccate lungo i fianchi della collina e poi sempre con l’auto abbiamo avuto modo di visitare i granai berberi; questi Ksar erano adibiti a granai fortificati costruiti dalle tribù dove venivano conservati e protetti i raccolti.

Con un languore allo stomaco che si faceva sempre più forte, decidiamo di fare rientro a Matmata per un pranzo luculliano con un ottimo pollo arrosto cotto alla brace con patate e pomodori. Dopo pranzo il trasferimento a Mahres dove siamo arrivati per le 16 circa. Abbiamo approfittato dell’orario per fare delle foto a dei fenicotteri rosa che sostavano beatamente sulla spiaggia all’imbrunire. Cena di pesce per completare la giornata e poi il sonno ha prevalso e ci siamo diretti verso il letto.

09 gennaio:

Partenza di buon mattino e dopo un paio di ore di auto eccoci arrivati a Kairouan è la quarta città mussulmana in ordine di importanza. La periferia è totalmente abusiva e abitata da coloro che hanno lasciato la campagna per cercare lavoro in città. Fatti i biglietti, a cui pensa la nostra guida, andiamo a visitare la Grande Moschea. Purtroppo non si può entrare nella sala della preghiera.

Le porte hanno un parapetto da non oltrepassare e da cui si può guardare dentro. L’ampio cortile centrale, eretto nel 670 d.c. , è circondato da un porticato con doppie colonne ricavate dalla vecchia Cartagine, tra loro sono tutte diverse per ovvi motivi legati al trasporto..Di fronte alla moschea si trova il minareto con la struttura di una fortezza ed al centro del cortile la cisterna che raccoglie l’acqua e una meridiana per conoscere l’ora delle preghiere. Splendida è dire poco: bellissima, con quelle colonne che la rendono unica. Dopo la visita della moschea, trasferimento con la macchina a noleggio a Hammamet, dove pranziamo in un locale sul mare.

La guida ci accompagna in questa piccola realtà, di fronte ad un sole splendido che scalda la nostra ultima giornata sulle rive del mare. Pranzo a base di pesce eccezionale. Dopo aver fatto una passeggiata rilassante all’interno della Medina di Hammamet, ci rechiamo presso il mercato delle spezie dove acquistiamo dei piccoli pensieri da portare ai nostri familiari, quindi partenza per Tunisi dove faremo base per la nostra ultima notte in Tunisia. Arrivati a Tunisi, respiriamo nuovamente quel clima di traffico e salutiamo affettuosamente la nostra guida.

Per tutto il viaggio, compreso ogni extra, escursioni, pranzi, guida, entrate ai musei, spezie, mandarini, ecc. con pernottamenti, vitto, auto benzina, insomma proprio tutto, abbiamo speso € 55 a testa. Ha pensato a tutto la nostra guida, così abbiamo usufruito di prezzi "tunisini" e non da turisti, quindi non abbiamo i singoli prezzi in dettaglio. Gli alberghi erano 3 stelle (camere con bagno meno che in campeggio a Ksar Ghilane), noi ci siamo trovati bene ma con poco di più si può scegliere dei 4 stelle oppure semplicemente un appartamento al mare per le vacanze estive. I pranzi negli alberghi erano sempre più che discreti con diversi tipi di verdure, carne, spesso pesce, frutta e dolce. La guida ha fatto attenzione a questo aspetto, ci ha chiesto cosa non ci piaceva ed ha fatto in modo che i nostri gusti fossero sempre accontentati.

A noi sono piaciuti di più i ristoranti locali, con sapori più marcati e piatti tradizionali. Brik, cous cous, minestra tunisina, verdure, tutto molto buono. Se vi interessa potete contattare questa guida al seguente indirizzo: easytunisie@gmail.com

10 gennaio:

Bagagli sistemati.. alle 10:00 un taxi ci accompagna all’aeroporto di Tunisi, i nostri ultimi dinari li spendiamo al dutyfree, e tra un caffè ed un panino attendiamo il rientro in Italia. Ciao Tunisia, bellissima esperienza, non possiamo altro che dire questo. Non è di certo un addio perché ci hai sorpreso, esaltato, bellissima per fare un viaggio...