Idee di viaggio

Viaggio in Turchia, dritti al cuore della Cappadocia

Un viaggio deciso dal caso, in giro sulle strade bianche e attorno le valli della Cappadocia. Andiamo con il nostro Errebi alla scoperta della Turchia e di un popolo singolare

Viaggio in Turchia TURCHIA Shutterstock
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Viaggio in Turchia, tra Istanbul, Goreme, Pamukkale, Efeso, Cappadocia

"In giro sulle strade bianche, attorno le valli [...] Oltre che una nazione abbiamo scoperto un popolo"

Premessa


Ormai da anni siamo fomosi tra i nostri amici per il metodo di selezione delle vacanze, piantina dell'europa stesa sul tavolo, mia moglie mi benda e disorienta, io punto il dito, e se nn è in mezzo al mar, lì andiamo, cerco di barare per mirare la Grecia, colpisco Turchia, tra Izmir e Konya, cerco di convincere mia moglie che trattasi di Asia, e non Europa, non va: il dado è tratto, Turchia sarà.

Pianificazione

Iniziamo a cercare il volo, valutiamo le compagnie low cost, tra cui la Pegasus, raccomandata sullo zingaforum. Alla fine, di oltre 100 euro, la più economica è l'Alitalia. Frattanto matura la decisione di partire dalla Cappadocia e raggiungere Istanbul per tappe. Prenotiamo quindi  un volo interno da Istanbul a Kaysery con la Pegasus Airlines, 40 € a persona. L'itinerario sulla carta e senza aver consultato guide di sorta è Kaysery, Goreme, Konya, Izimir Efeso, Pamukkale, Pergamo, Bursa, Istanbul, eventualmente lo modifecheremo quando saremo là.

Sempre nel preziosissimo zinga-foro, ci viene consigliato di muoverci in autobus, i preventivi delle auto a noleggio on-line lo confermano, la decisione definitiva è rimandata in loco.

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Giorno 1: Il volo


Da Fantozzi, arriviamo sull'aeromobile con un buco nero nello stomaco, al momento dell'acquisto on-line la compagnia di bandiera millanta un pranzo veloce, che non viene servito. A ciò si aggiungono un'ora di ritardo, un'areo da museo dell'aviazione che cigiola come una carretta, un gruppo di giovani (Turchi?) che dorme sdraiato sul sedile e senza cinture, fino all'atterrraggio, un gruppo di vecchie brasiliane fa una coda infinita per andare a far pipì, mi scappa, pace la trattengo, come anticipavo, causa turbolenze, ci danno 5 taralli e issati, ostes  incazzate e scortesi tutto il volo.

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Atterrati a Istanbul ATATURK, struttura molto moderna e pulita 30 minuti di way out, ci apprestiamo a cercare il transfert per l'altro areoporto S. Gocken, avevamo letto su internet che esiste un apposito servizio navetta, all'ufficio informazioni ci dicono che non ne hanno mai sentito parlare. Con 2 ore di sonno, 8 di viaggio e digiuni valutiamo le alternative :
- 130\150 TL per il taxi
- Cambiare 3 bus

A Ciç si aggiunge un'altra doccia fredda, pochissimi turchi in zona parlano inglese, al massimo  2\3 parole impossibile capirsi, arriva un angelo, Jasmine ragazza  turca che studia inglese, "Vado anche io là", ci dice, "Seguitemi" e ce la caviamo con pochissima spesa. Nel tragitto la nostra salvatrice si prodiga di informazioni che ci saranno vitali nel proseguo della vacanza, una su tutte, ANDATE IN AUTOBUS,  se non avete mai guidato in Turchia.

Arriviamo a S Gocken con 2 ore di anticipo, è tutto rapidissimo, controlli e check in si chiudono in pochi minuti. Ci imbarchiamo e si parte l'aeromobile è del tutto simile a quelle della Rynair, il personale parla un inglese oxfordiano ed è molto cortese.


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Guadagnamo Kaysery stremati,  il taxi x L'ibis (preso precedentemente ad offerta a 35 € con prima colazione), costa 15 TL. L'hotel è il classico Ibis senza infamia e senza lode, pranziamo nel ristorante dell'hotel (gestito da esterni) un menu ci costa 50 TL, la cucina, scopriremo in seguito è un europeizzata, ma comunque ottima, ad eccezzione del peproncino che tenta di bruciarevia la mia gola.

Periodo: agosto


Giorni 2-3-4 Goreme

Da Kayseri a Goreme andiamo in bus
, 15TL dall' Ibis alla stazione dei bus in taxi, 7 TL a persona per fare 80 km coi mezzi pubblici, intanto inziamo a capire come fare a prendere l'autobus giusto.  Si fa cosi: ti approssimi alla OTOGAR (stazione dei bus) tutti ti guardano perchè sei bianco e fiaccato dal sole, inizi ad urlare a casaccio la tua destinazione "GOREME? GOREME?" in mille ti rispondono "GOREME?" annuisci, vengono a prenderti in collo e ti piazzano sull'autobus giusto.

Quà a Kaisery addrittura ce ne bloccano uno, di autobus, quando è gia sulla strada, caricano noi ed i bagagli, pagaremo quando scendiamo. Il bus ferma ad Urghup, paesino che ci pare da favola con la sua vecchia città scavata nella roccia, da li dovremmo prender un Dolmuç (mini bus) per goreme, l'ultimo purtroppo ci è partito davanti.. il prossimo è tra tre ore ci dicono, prendiamo il taxi (30 TL).  Un'amica ci aveva consigliato il Goreme House Hotel, hanno camere libere, una stanza costa € 70  a notte (uno sproposito per la Turchia) ma è talmente carino il posto e talmente squisiti i propietari che accettiamo.

Goreme giorno 1

Open Air museum, è la prima cosa che vediamo in Cappadocia, ti lascia senza fiato per la stranezza di quegli edifici rubati alla roccia 2000 anni fa, in realtà è possibile, vagando a piedi per le valli attorno alla cittadina, vedere le stesse cose, magari appena un po' piu sparse, ma aggratisse. Intanto ci rendiamo conto che l'archeologia in Turchia non prevede norme di sicurezza: se puoi arrampicarti fino là senza ammazzarti, allora puoi farlo e nessuno ti dice nulla, anzi ti scattano le foto.

Dopo un rapido giro per le valli a piedi, decidiamo, anzi decide mia moglie all'unanimità, di prendere un tour delle 4 valli a cavallo, per me esperienza tragica, per mia moglie una delle cose più belle che ha fatto in vita sua, prendiamo visione di come addestrano e rabboniscono i cavalli in Turchia: sostanzialmente a calci. Baciata La terra dopo esser sceso dalla groppa di quella bestia infernale, ci facciamo consigliare qualche ristorante, l'albergatrice, deliziosa come sempre scrive, andiamo al più vicino, appena sotto il dentone. mangiamo il Pottery Kabab tipico della Cappadocia, locale raffinato, cibo squisto ma un pò caruccio: pasto 48TL.


Goreme giorno 2

Appena arrivi a Goreme tutti ti vogliono vendere qualcosa, la cosa a cui non dovete rinunciare sono i tour organizzati in lingua inglese, ben fatti comodi ed economici, in hotel ci hanno prenotato il green tour x 70 Tl. Si inizia con Ihlara valley, canion rosso e verdissimo, da vedere assolutamante, 3 km passano in un soffio, tra la visita di una chiesa paleo cristiana e i piedi nell'acqua, centinaia di foto.

Alla fine pranzo (compreso) sul fiume, per la cronaca, uno dei migliori della vacanza. Si riparte e si va al monastero di Selime, posto bello quanto scivoloso. Per altro circondato da comodi strapiombi antisofferenza, evitate se avete bambini piccoli.

Città sotterranea di Derinkuyu
: se nn vi ci portano o non siete in possesso della georeferenza, non la troverete mai, non ci sono cartelli per  via e, essendo sotterranea, non la vedi, io avevo scambiato l'entrata per dei bagni pubblici. L'unica avvisaglia sono le bancarelle. Bella, emozionante e claustrofobica, 8 piani di 13 restaurati e vistabili, un plauso alla guida che riesce con la sua bravura a farla rivivere, bravo davvero.

Pigeon valley, merita una visita. A cena al Fat boys, locale di 2 Turco-Australiani cibo discreto, wi-fi gratis, patatine fritte fatte a mano!


Goreme giorno 3

Per venicarmi della gita a cavallo durante la quale non mi sono goduto un cazzo di nulla, costringo mia moglie a prendere uno scooter a noleggio, a me danno un casco senza lacci, a ella, fortunella, un casco da equitazione. Rifacciamo un giro sulle strade bianche attorno le valli, poi prendiamo la strada per la Drevent velley, un percorso meraviglioso. Dopo dozzine di foto, alcune bancarelle e un posto di polizia ci fanno capire che forse siamo arrivati, comperiamo una bottiglia di acqua e un paio di gelati per estorcere alcune informazioni all'unico esercente anglofono.

Ci illustra "quella roccia là è il topo" pare un piccione, "quella è la vergine" vecchio panzone di spalle... accortici di non avere sufficiente fantasia, congediamo il nostro nuovo amico e ci incamminiamo per un giro di un'oretta. Decidiamo di tornare a dare un 'occhiata ad Urghup. Purtroppo dopo aver visto Goreme, l'entusiamo con cui la ricordavamo sparisce, è molto sporca, nella città antica le case utilizzabili sono state occupate da individui sui quali abbiamo preferito non indagare. Nota positiva vicino al sightseen ci sono dei negozi di souvenir nei quali la roba costa  1\3 rispetto a Goreme, che già ci sembrava economica.

Decidiamo di fare i signori, 2 bustate di ricordini anche per i parenti che non vediamo da anni. La Signora con calma inglese ci lascia acquistare mezzo negozio senza scomporsi troppo, nemmeno alla vista delle banconote. Solo dopo ci offre un the e ci fa vedere il laboratorio (fa tutto lei!!), in un inglese stentato ci racconta di come il marito non vorrebbe che lei lavorasse, ma gli affari vanno benino, anche se il negozio è un po' nascosto ma ogni anno aumentano i visitatori, ancora niente stranieri come noi purtroppo, il suo sogno è aprire a Goreme e lasciare lì la produzione quando le figlie saranno grandi.

Ringraziamo e ripartiamo con lo scooter. Prima di rigiungere a Goreme sulla destra c'è una strada panoramica a pagamento (2 Tl per persona). Ti permette di andare nella Rose valley e nella Red valley. Cotti a puntino dal sole rientriamo, cena alla kebabhouse, lauto pasto a 19TL


Giorno 5

Siamo a questo punto un po' indecisi, abbiamo conosciuto una coppia di spagnoli che va a Antalya, sui depliant effetivamante sembra essere il proseguio ideale per la vacanza, 12 ore di autobus però, ci spaventano un poco, decliniamo l'invito decidiamo di avere un approccio soft ai trasferimenti: destinazione Konya 3 ore soltanto; poi andremo a Pamukkale.

Konya - Sinceramente l'unica cosa che c' è da vedere a Konya è il museo della moschea circondata  da rigogliosi giardini, e forse la moschea di Aladin. Se vi piace la folla aggiungete  la zona dei negozi, per noi eccessivamante caotica e affollata. Alloggiamo al Hilton garden che ha una promozione per il ramadan, la camera, da favola, ci costa un prezzo ridicolo.
All'ora di cena  visto che è il periodo di  ramadan tutti mangiano in compagnia, mettendo un tavolino nel mezzo dei loro negozi o semplicemente un tappeto nel mezzo della strada, nei ristoranti classici tutto pieno, ci siamo quasi rassegnati a mangiare in hotel. Quando mi fermo a comprare l'ennesima bottiglia di acqua in una botteguccia, che dall'esterno  sembrava una mezza baracca, all'interno invece troviamo un ambiente carino, in un cartello pare esserci scritto che nel ramadan tra le 19,30 e le 21 è possibile mangiare un kabab con riso a 6TL.


Chiedo timidamante conferma in inglese, il vecchio ha lavorato per gli americani e parla inglese decentemente, ci dice che quella sera hanno solo un piatto tipico di konya, una specie di schiacciata sottilissima con del macinato di (capra? pecora? cane?) se vogliamo può aggiungere una zuppina, al nostro assenso scaccia due vecchietti seduti a parlare e ci apparecchia, dopo la cena si ferma a conversare con noi, e ne approfitto per togliermi qualche curiosità sulla città che è una delle più religiose della Turchia (una sorta di Assisi direi) e assieme, la patria natale dei Dervisci. Ci spiega che un tot di secoli fa c'erano i dervisci, il signore del luogo ritendo la filosofia  derviscia pericolosa, li fece perseguitare come se fossero eretici, questo portò a Konya molte personalità di spicco nel mondo musulmano, e soprattutto molto inclini alle bastonate e alla lapidazione.

Negli ultimi 10 anni, la filosofia derviscia è stata  rispolverata ed adattata ad uso e consumo dei turisti, praticamante le sopravvivono un ballo, che pòo essere visto gratuitamante in una struttura apposita proprio davanti all'hilton ogni sabato sera, degli abiti ridicoli e moltissime statuette rotanti.

Giorno 6

Andiamo a Pamukkale, Jhasmine a Istanbul. Ci avevano raccomandato la compagnia KamilKoach, è la migliore anche se costa un 5- 10% in più delle compagnie locali. L'autobus passa dalla bellissima zona dei laghi, bellissimi specchi di acqua di montagna, inaspettatamente pulita.

La prima sosta è a Beyeshir, lunghetta, ne approfittiamo per due passi sul lago, la città ci fa pensare ad una sorta di Aosta alla turca. Seconda sosta alla città delle rose, Isparta. Non possiamo avventurarci oltre la stazione dei bus, ma qua vendono tutto a base di rose, saponi vari alla rosa, marmellata e confetti alla rosa, birra alla rosa, provare il kebab alle rose ci pare eccessivo.

Finalmente a Deninzli, da qua è facile trovare un mezzo per Pamukkale, scegliamo il più economico, il dolmuç. Mettendomi a strillare "PAMUKKALE" vengo indirizzato a quello giusto, un minibus Renault, probabilmente a suo tempo, in forza alle truppe di Bonaparte. A fronte dei 15 posti seduti, l'autista, strombazzando come un invasato per mezza città, raccatta una 25ina di passeggeri; pigiati come un barattolo di pelati raggiungiamo Pamukkale.

Purtroppo non riuscendo a farci capire scendiamo un po' a casaccio nel mezzo al paesino, abbastanza distanti dal Nostro hotel, mentre acquistiamo l'ennesima bottiglia di acqua chiediamo qualche informazione. Nell'abitato di Pamukkale, ci dicono, sono spuntate come funghi moltissime pensioni a gestione familiare, il problema è che la gente si ferma per 2, 3 giorni al massimo, quindi c'è molta concorrenza. Il nostro hotel, il Melrose, viene definito un po' troppo caro (€ 45?!?) e pensare che ci sembrava regalato... Amen.

La struttura è molto carina, e speciali sono i proprietari, ci sconsigliano di andare a tardo pomeriggio, troveremmo le vasche ingrigite per il troppo passaggio, troppa gente ed il sole nel posto sbagliato per le foto. Adottiamo, sempre grazie ai consigli dei proprietari, la seguente tecnica. Piscina, cena, doccia, nanna presto, sveglia alle 6.

Giorno 7

Visitiamo le vasche, è incredibile che esista un posto così fantastico, l'alba lo rende magico. La Hierapolis è una vecchia città romana, che stiamo recuperando noi Italiani. La sera prima dopo cena la proprietaria ci aveva detto di come tutti i siti più importantiì, siano curati a spese di paesi stranieri... e la Turchia incassa...

Partiamo per Izmir. Sull'autobus un americano, i cui genitori sono di Izmir ci dice che in realtà in città non c'è poi molto da vedere, ma Izmir è forse una delle città turche più "vere", e non piegate al turismo. Una piacevole  sorpresa è il Serviçe. Praticamante, avendo L'otogar  molto fuori dal centro, le compagnie offrono un servizio nevetta gratuito, in vari punti della città, il nostro per Basmane ci lascia a 2 passi dall'hotel.

L'aspetto è quello delle città nei paesi in via di sviluppo, edifici  lussuosissimi cedono il passo a vecchi palazzi, molti negozi tipici, di particolare bellezza il bazaar, ha un sapore vero, quello di un posto dove i cittadini vanno ad acquistare le proprie necessità. Una delle ragazze alla reception ci dice che forse l'indomani  non ci sarà possibile arrivare a Efeso perchè è domenica, forse possiamo ancora comprare un tuor organizzato sulla spiaggia per circa 50 euro... Maledicendo la domenica e quella gufa della recepion, ci fiondiamo alla ricerca del tour... che non troviamo.

Sconfortati ci consoliamo con un the, un ragazzo turco-canadese che attacca bottone con noi, ci da un barlume di speranza, c'è una compagnia, La TRUVA che nel periodo turistico, ha autobus sempre e comunque per Efeso e altri posti di interesse turistico. Ringraziamo e ci dirigiamo di corsa a Basmana, e si gli autobus ci sono e neanche tanto pochi, 4 in tutta la mattina, acquistiamo il biglietto per quello delle 9 (costo 8TL a tratta per persona)... CHE BELLEZZA!

Giorno 8 Efeso

Bella quanto massacrante, arrivati a Selcuck, prendiamo un dolmuç per le rovine, i minibus fermano a sud, quindi ce la facciamo tutta in salita. Il sole è cocente, ma ne vale decisamante la pena, biblioteca da sola vale il prezzo del biglietto. La visita con audio guida dura circa 5 ore.

Per la cronaca i lavori sono stati eseguiti dagli austriaci, il governo turco ha preso il controllo della zona lo scorso anno, mettendo ulteriori biglietti di ingresso per zone specifiche, come le case a terrazzo che non visitiamo.

E' tutto lì  e lo puoi toccare con mano, sembra impossibile che tutto resti lì senza che nessuno ceda alla tentazione di mettersi un pezzo di capitello nello zaino (cosa che verrebbe punita pesantemente dalle autorità, leggiamo un po' ovunque) eppure... torniamo ad Izimir, intenzionati a mostrare il medio a quella della reception.

Giorno 9

Il trasferimento verso Bergama, avviene su un piccolo bus di una compagnia locale, costa poco e arriviamo dopo 3 ore scarse. Il service è un po' alla buona, ci porta in centro, ma non ha fermate fisse, si ferma un po' dove gli dice la gente lungo la strada principale, vedo il nostro hotel sulla destra, colpo di culo, scendiamo praticamante nella Hall.
Apparte l'improbabile accostamanto di colori, estermo lilla e bianco, interno con porte rosa e pareti ocra, mobilia celeste e rosa, il bagno è da mal di testa.  Doccia grigia (modernissima), mobili wenghè, piastrelle rosse e argento. il tutto impreziosito da una teoria di LED versicolori, che in verità impazzano un po' ovunque per la Turchia.

Il figlio del proprietario è un persona squisita che ci arma di cartina della città, ciclostile in inglese sulle attrazzioni, cosa fare, come fare per raggiungerle, lista di ristoranti consigliati, lista di negozi di souvenir. Da favola! Ci chiede della nostra vacanza, il discorso cede, non ricordo come, sul fatto che domani andremo a Bursa, ce lo sconsiglia con 2 ore di pulman in più siamo a Istanbul... vuoi mettere? A Bursa non c'è un cavolo che potrebbe interessarci da vedere...

Gli chiediamo di aiutarci a sistemare la  cosa per noi, in 5 minuti, chiama il nostro hotel di Istanbul, hanno una camera libera? Si, benissimo, sfissa l'hotel di Bursa, chiama la compagnia dei bus dove lavora una sua amica, e ci fa integrare il biglietto. Passeremo in ufficio tra poco a saldare, grazie.

Felici come due sposini novelli andiamo a piedi per la Akropolis, un po' a casaccio troviamo una funivia (8TL a persona andata e ritorno) che ti porta su. Alla Cassa l'impiegata probabilmente era in crisi mestruale, ci tratta malissimo, e inizia ad inveirci contro quando le chiediamo una cartina.

Piccola parentesi, se in Turchia, durante la visita ad un sito archeologico vorrete una cartina, acquistatela a carissimo prezzo in un negozio di souvenir: alle casse non ne dispongono. Oppure noleggiate un audio guida, in quel caso come per magia vi daranno una fotocopia accurata.

Le rovine sono belle, bellissimo il tempio che domina tutta la valle, e superbo l'anfiteatro quasi verticale. Peccato per le erbacce, e qualche parte non proprio valorizzata. La sorpresa del giorno giunge quando arriviamo all'Asclhetion (spero di averlo scritto bene), lo raggiungiamo in taxi, perchè è l'ennesimo sito nascosto, e se non ti ci portano dentro non lo trovi, il tassista spera di aspettarci, lo disilludiamo, faccia triste.

Questo sito, trattato quasi di striscio, dalle guide turistiche e bistrattato dalle indicazioni stradali è quello che mi è piaciuto di più in Turchia, vuoi perchè quel giorno il sole non era malvagio, vuoi perchè c'era relativamante poca gente. E' stato il sito archeologico che ho gradito di più, è lasciato in secondo piano perchè manca di "Bianco" nel senso che le costruzioni sono prevalentemente in pietra e non in marmo.

Tornando all'hotel a piedi passiamo da una sorta di favelas, i bambini sono incuriositi dal nostro passaggio e ci salutano, rispondiamo.. questo sembra sorprenderli ancor di più. Cena in una trattoria dove lavoarano i componenti dagli 80 ai 4 anni di una fimigliola turca, cibo "della nonna" (prezzo 29TL x 2 persone).

Giorni 10, 11 ,12 ,13 Istanbul

E' gia stato scritto molto e da molti di Istanbul, quindi dirò solo che Istanbul non è la Turchia, costa abbastanza, è piena di persone che campano di turismo e che sui turisti tentano di speculare, tassisti e ristoratori in genere, nelle zone esterne, a Sultamahmet la situazione va un po' meglio.

Conclusioni

Oltre che una nazione abbiamo scoperto un popolo, quello turco davvero singolare, teutonicamante ripettosi della legge, ma guidano come dei pazzi scatenati. Sono perennemente di fretta, ma se vedono una persona in difficoltà si fanno in 4 senza nulla chiedere in cambio. Fumano come degli invasati, ma mai all'interno; bevono the a tutte le ore.

Si vede subito poi che è popolo fiero e gente abituata a guadagnarsi quello che ha con sacrificio e onestamante, pochissimi mendicanti in giro, e mai, e ripeto mai la sensazione di essere in una zona poco sicura, nemmeno di notte.

Budget

Il volo da roma può variare dalle 450 alle 700€ a seconda delle offerte e del periodo, scordatevi voli low cost nel periodo estivo, noi non ne abbiamo trovata traccia effettiva. Per spostarci abbiamo preferito il bus, compresi i numerosi taxi abbiamo speso circa 350€ per 2 persone, conoscendo un po' il paese e comprendendo bene come funzionao i Dolumç si potevano limare forse  un 100€.

Noleggiare un auto in Turchia è molto costoso, le assicurazioni aggiuntive, viste le condizioni delle strade sono d'obbligo, inoltre la benzina è molto costosa, piu che in Italia, idem il gasolio. Ci sono pochissime indicazioni stradali, quasi sempre all'ultimo momento, numerosi altri turisti ci hanno detto che i loro navigatori satelllitari hanno provato più volte ad ucciderli facendoli passare per starde sterrate e mulattiere.

Escluso Goreme e Istanbul che sono un poco più cari, nella zona da noi visitata un buon albergo costa 35-50€ per camera a notte, ma si trovano posti nei dormitori comuni a 10€ poco di più, prenotando dall'Italia su internet mettete in conto un 20% in più.

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